Democrazia e Giustizia

Analisi: nel 2020 i governi dell'UE hanno soppresso le iniziative dei cittadini, le manifestazioni e la libertà di stampa

Il nuovo rapporto di Liberties mostra che i governi autoritari nell'UE hanno intensificato i loro attacchi contro i giornalisti critici e i gruppi di cittadini usando come pretesto COVID-19. Ma anche le democrazie tradizionalmente forti hanno fatto danni.

di Linda Ravo & Jascha Galaski

Durante una pandemia è fondamentale che i media abbiano la libertà di porre domande difficili ai politici per informare i cittadini e assicurare che i loro governi stiano prendendo le decisioni giuste. Allo stesso modo, i cittadini devono essere in grado di esprimere le loro preoccupazioni ai loro rappresentanti esercitando il loro diritto di protestare o affidandosi ai gruppi di cittadini come le organizzazioni per i diritti civili per garantire che i governi proteggano i loro diritti. I governi dell'UE con un’agenda autoritaria hanno usato la pandemia come copertura per sopprimere ulteriormente le iniziative dei cittadini e la libertà dei media. Ma anche i governi con le democrazie tradizionalmente forti stanno rendendo più difficile per i cittadini ritenere i loro politici responsabili.

Gli attacchi ai media e ai giornalisti indeboliscono la democrazia

Il pluralismo dei media e il diritto alla libertà d'informazione hanno subito un colpo in tutta l'UE. Sopratutto nella Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovenia, dove i governi hanno aumentato la loro influenza sui media. In questi paesi, il deterioramento del panorama dei media ha accelerato e fa parte di un modello più ampio di misure concertate per coprire la corruzione e indebolire la democrazia.

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In Polonia, la compagnia petrolifera statale PKN Orlen ha acquisito uno dei maggiori gruppi editoriali del paese, Polska Press. Il governo ha anche elaborato una nuova legge per introdurre una tassa sulle entrate pubblicitarie. In segno di protesta, i media indipendenti polacchi hanno sospeso la loro copertura per 24 ore. In Ungheria, la stazione radio Klubrádió, critica nei confronti del governo, ha perso la sua licenza e ha dovuto cessare l'attività. Il regolatore dei media filogovernativo ha rifiutato di rinnovare la licenza, dicendo che la stazione non aveva presentato i documenti in tempo, anche se ha tollerato simili infrazioni amministrative da parte di altre emitenti. Nella Repubblica Ceca, il primo ministro Andrej Babiš possiede quasi un terzo dei media privati. I giornalisti affrontano costantemente campagne diffamatorie online. Il paese è sceso dal 13° al 40° posto nel World Press Freedom Index di Reporter senza frontiere negli ultimi cinque anni.

La libertà di stampa in Slovenia si è rapidamente deteriorata da quando il primo ministro Janez Janša e il suo partito nazionalista di estrema destra SDS sono saliti al potere il 13 marzo 2020. Janša ha esteso il suo controllo sui media. Ha promosso un panorama mediatico tossico e ha preso di mira i gruppi per i diritti civili e la democrazia. Il governo ha fatto pressione sull'agenzia di stampa nazionale attraverso campagne diffamatorie, tagli ai finanziamenti (cancellati dopo le pressioni della Commissione europea) e modifiche al quadro normativo che mettono in pericolo l'indipendenza dell'agenzia. Gli attachi online contro i giornalisti hanno creato un clima di paura. Janša ha attaccato le giornaliste con l'insulto misogino "presstitute". I giornalisti hanno reagito autocensurandosi per proteggere la loro sicurezza e la loro salute mentale. La Commissione europea ha criticato gli attacchi del primo ministro contro i media, ma i gruppi per la libertà di stampa chiedono che prenda misure più serie.

Ma anche al di là dei paesi con tendenze autoritarie, i giornalisti indipendenti e altre voci critiche affrontano ambienti sempre più ostili. Questi includono campagne diffamatorie e intimidazioni, attraverso molestie online e persino violenza fisica. Anche le cause legali abusive, note come SLAPP, sono in aumento. E anche nei paesi dell'UE con una forte tradizione di protezione della libertà di espressione, non ci sono attualmente protezioni per gli individui presi di mira. Proprio questa settimana, un'udienza avrà luogo in Svezia sulla SLAPP intentata contro la pubblicazione svedese Realtid, il suo editore e i giornalisti per aver esposto un IPO (offerta pubblica iniziale) in Norvegia l’anno scorso dall'uomo d'affari Svante Kumlin e il suo gruppo Eco Energy World.

I governi rendono più difficile per i cittadini e gli attivisti avere voce in capitolo nella democrazia

I governi con tendenze autoritarie hanno usato la pandemia come scusa per reprimere ulteriormente gli attivisti e i gruppi per i diritti civili. Hanno regolarmente fatto ricorso a metodi come leggi restrittive, molestie legali, arresti di attivisti e campagne diffamatorie.

Il governo ungherese continua a molestare e ad ostacolare i finanziamenti alle organizzazioni che promuovono l'uguaglianza, il trattamento umano dei nuovi arrivati, la lotta contro la corruzione e altre libertà democratiche. Il governo polacco ha presentato un nuovo disegno di legge che mira a screditare le associazioni che ricevono fondi dall'estero. Il governo, che per primo ha portato il finanziamento pubblico delle associazioni di beneficenza, precedentemente indipendente, sotto il controllo politico, ora rifiuta di finanziare le organizzazioni che non condividono la sua agenda ultra-conservatrice. Inoltre, ha intensificato i suoi attacchi alle associazioni e agli attivisti che lavorano sui diritti LGBTQ. In Slovenia, il governo ha cercato di mettere l'opinione pubblica contro i gruppi critici per i diritti umani, accusandoli di sprecare fondi pubblici che avrebbero dovuto beneficiare i cittadini. I media vicini alla coalizione di governo hanno lanciato campagne diffamatorie feroci per distruggere la reputazione delle organizzazioni.

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La società civile è sempre più sotto pressione anche altrove. In Slovacchia, c'è una narrativa sempre più aggressiva contro i gruppi per i diritti civili, in particolare nel campo della parità di genere. Il governo croato ha reso più difficile per le associazioni l'accesso ai fondi UE, non rispettando deliberatamente le regole sulle procedure d’appalto. In Germania, i gruppi per i diritti civili operano sotto la minaccia di perdere il loro status non-profit. Alcuni politici e lobbisti commerciali stanno sfruttando una legislazione vaga e obsoleta per impedire agli attivisti di aiutare il pubblico a esprimere opinioni pro-ambiente e anti-globalizzazione. Nel marzo 2021, per esempio, il gruppo di campagne Change.org ha perso il suo status non-profit perché si è rifiutato di cancellare una petizione che esortava Nestlé a smettere di usare bottiglie di plastica monouso. L'Italia e la Spagna hanno visto un aumento delle SLAPP (cause strategiche) intentate contro gli attivisti dei diritti civili e le campagne.

Inoltre, in tutta l'UE le organizzazioni sono sempre più escluse dalle consultazioni pubbliche, rendendo difficile informare i politici sulle preoccupazioni dei cittadini. Questo mette a tacere le voci critiche e rende più facile per i governi approvare leggi controverse.

Le democrazie funzionanti impediscono la cattiva legislazione

Alcuni paesi hanno esagerato nell'affrontare la pandemia. Un divieto generale delle proteste, per esempio, è una misura sproporzionata. Il diritto di protestare dovrebbe essere mantenuto se i partecipanti rispettano le linee guida sanitarie. Nei paesi con forti tradizioni e principi democratici, dove tali misure non sono un tentativo di smantellare la democrazia, i tribunali e la pressione pubblica sono stati talvolta, anche se non sempre, in grado di correggere il problema.

In Spagna, per esempio, il governo ha mandato la polizia e i militari nelle strade durante lo stato di emergenza che è durato da marzo a giugno 2020. Durante quel periodo, ci sono state numerose denunce sull'uso del profiling razziale e sulla brutalità della polizia. Il governo ha vietato alcune proteste per legittimi motivi di salute, ma la Costituzione spagnola non ha permesso di sospendere il diritto di riunirsi e di manifestare.

Il governo francese ha presentato un nuovo disegno di legge per affrontare le "nuove sfide per la sicurezza francese". L'articolo 24 del disegno di legge renderebbe illegale la diffusione di un'immagine di un agente di polizia se è fatta "con l'intento di nuocere". Gruppi per la libertà di stampa, come Reporter senza frontiere, hanno criticato il controverso articolo. A seguito di un'intensa pressione pubblica, il Parlamento francese ha promesso di abbandonare il disegno di legge.

Il declino del pluralismo dei media e il restringimento dello spazio della società civile è un fenomeno che si è verificato già prima della pandemia. Nei paesi mal governati, queste tendenze si sono accelerate e hanno reso più difficile affrontare la pandemia nel modo migliore per la popolazione.

Cosa deve fare l'UE

L'UE ha una serie di poteri che può usare per proteggere le nostre democrazie. Il rapporto annuale della Commissione europea che esamina il bilancio democratico nei paesi dell'UE è un passo importante. Tuttavia, questo rapporto deve contenere chiare raccomandazioni ai singoli paesi. I governi che ignorano le raccomandazioni e danneggiano lo stato di diritto dovrebbero affrontare sanzioni, come cause legali o sospensione dei fondi UE. E la Commissione dovrebbe usare le sue risorse finanziarie per sostenere i giornalisti e gli attivisti che aiutano a promuovere e proteggere la democrazia sul terreno.

Il nuovo rapporto di Liberties ‘EU 2020: DEMANDING ON DEMOCRACY’ espone le pratiche dannose che riguardano lo stato di diritto in 14 paesi dell'UE. Si tratta dell'indagine più completa nel suo genere da parte di una rete di ONG, che copre gli sviluppi nel 2020. Il rapporto è stato prodotto da Liberties, insieme ai suoi membri e alle organizzazioni partner, per sostenere la consultazione della Commissione europea di quest'anno sullo stato dello stato di diritto nell'UE.