Le organizzazioni per i diritti umani allertano sullo sfruttamento illegale dei dati nelle applicazioni popolari

Liberties sta conducendo una nuova campagna contro le violazioni della GDPR da parte dell'industria adtech. Sulla base di nuove prove, i membri e i partner di Liberties stanno esortando le autorità nazionali per la protezione dei dati a fermarle.

Il 4 marzo, su invito dell'Unione per le Libertà Civili per l'Europa (Liberties), 10 organizzazioni per i diritti umani e digitali di sette paesi dell'UE hanno sollecitato le loro autorità competenti per la protezione dei dati, a indagare sulle violazioni della GDPR in cui sono coinvolte alcune famose app per incontri, app per monitoraggio dell’ovulazione e del ciclo mestruale e app per infanti. Tra i paesi che aderiscono alla campagna ci sono Croazia, Germania, Italia, Ungheria, Slovenia, Spagna e Svezia. L'iniziativa di Liberties si basa sullo studio "Out of Control", del Norwegian Consumer Council (NCC) e del suo partner di ricerca NOYB, l'organizzazione austriaca per i diritti digitali.

Non è la prima volta che Liberties si batte contro le violazioni della GDPR

Liberties ha condotto una campagna simile, la campagna #StopSpyingOnUs, in nove paesi dell'UE nel giugno 2019. In questo caso abbiamo chiesto alle agenzie di protezione dei dati di evitare che Google e IAB Europe violino la GDPR stabilendo un regolamento che penalizzi le offerte in tempo reale. I membri e i partner di Liberties hanno poi inviato alle autorità il Rapporto Ryan, dimostrando l'illegalità delle regole tecniche delle offerte in tempo reale e in che modo l'industria non riusciva a proteggere i dati personali riservati da potenziali fughe di notizie. Liberties ha sottolineato che questa pratica non solo è in contrasto con la GDPR, ma che, permettendo la profilazione degli utenti e la pubblicità personalizzata su larga scala, rappresenta anche un pericolo per le nostre democrazie.

Lo studio mostra come le terze parti raccolgono e sfruttano i dati degli utenti

Lo studio di NCC ha fornito alle organizzazioni per i diritti umani e digitali nuove prove su come funziona l'industria del marketing digitale e della tecnologia pubblicitaria online. Vengono analizzati dieci diversi tipi di applicazioni, tra cui alcune app per incontri molto famose in Europa (Tinder, Grinder e OkCupid). Lo studio mostra come le terze parti commerciali, nascoste agli utenti, ricevono e sfruttano i dati personali che gli utenti inavvertitamente condividono con le aziende che forniscono loro le applicazioni. La base giuridica sulla quale queste aziende ottengono i dati degli utenti è molto discutibile. Non ottengono dai consumatori un valido consenso al trattamento dei loro dati personali e non soddisfano i requisiti per giustificare i legittimi interessi al trattamento dei dati (GDPR, art. 9 e art. 6).

La sorveglianza può influenzare il modo in cui utilizziamo Internet

I dati raccolti attraverso queste applicazioni hanno lo scopo di aiutare gli inserzionisti a trovare il loro pubblico adeguato e a comunicare in modo efficiente con i loro potenziali consumatori. A prima vista, questo può sembrare innocuo. Molte persone amano gli annunci personalizzati e se possono scegliere che tipo di annuncio vedere, molti optano per quelli che trasmettono informazioni pubblicitarie rilevanti. Tuttavia, è essenziale sottolineare che la profilazione degli utenti e la categorizzazione completa dei consumatori può portare a tutti i tipi di pericoli di cui la maggior parte degli utenti non è ancora consapevole. Tra questi vi sono la discriminazione e l'esclusione, la frode, la manipolazione e l'effetto paralizzante che i sistemi di sorveglianza commerciale di massa possono avere sul dibattito democratico. Gli studi hanno dimostrato che quando le persone sentono che il loro comportamento viene registrato, si comportano di conseguenza. La sorveglianza può influenzare il modo in cui utilizziamo Internet, se siamo disposti a cercare determinate informazioni sul funzionamento delle nostre istituzioni e sul modo in cui i nostri leader politici conducono i loro affari.

I cittadini non hanno modo di resistere o di proteggersi da questo tipo di sfruttamento dei dati. È giunto il momento che le autorità nazionali competenti in materia si assicurino che l'industria della tecnologia pubblicitaria cambi le sue modalità e inizi a rispettare la GDPR.

Le organizzazioni partecipanti sono:

Per ulteriori informazioni sulla campagna, contattare:

Orsolya Reich
Addetta all'advocacy
o.reich@liberties.eu

Per altre richieste di informazioni su Liberties, contattare:

Vanja Prokic
Responsabile della comunicazione
v.prokic@liberties.eu