Il governo polacco mette le ONG sotto sorveglianza

L'Helsinki Foundation for Human Rights e l’Helsinki Committee in Polonia, membri di Liberties, hanno espresso massima preoccupazione per il controllo del governo sulle organizzazioni non governative.
“La polizia e gli altri servizi di uno stato democratico devono restare politicamente neutrali e agire esclusivamente sulla base di e all’interno della legge. L’uso di agenti per finalità politiche e l’abuso di stanziamenti operativi è inaccettabile. Tutte le segnalazioni di violazione della legge devono essere oggetto di una indagine dettagliata e i trasgressori, qualora le accuse siano confermate, devono risponderne da un punto di vista giuridico e disciplinare”, si legge nella dichiarazione del Comitato Direttivo e del Consiglio di Amministrazione di HFHR e dell'Helsinki Committee in Polonia.

HFHR ha anche inviato una lettera aperta al primo ministro Beata Szydło, esprimendo la propria indignazione riguardo le attività portate avanti contro i membri dell’opposizione e contro gli attivisti.

Operazione su larga scala

Secondo quanto riportato dalla stampa l’azione di controllo era un’operazione pianificata e metodica. Contrariamente a quelle che sono le versioni ufficiali, l’operazione è stata condotta con l’obiettivo di raccogliere informazioni sui singoli individui e non con lo scopo di proteggere la loro sicurezza.

I servizi incaricati dell’applicazione della legge hanno impiegato un vasto range di misure operative, incluse squadre di sorveglianza a piedi e in auto, tecnicamente in grado di accedere alla rete di telecamere a circuito chiuso e di registrare audio e video.

Le squadre di sorveglianza hanno anche utilizzato sistemi di riconoscimento facciale connessi a database pubblici. Inoltre, l’articolo descrive l’uso illimitato di intercettazioni telefoniche da parte della polizia, una misura applicata normalmente solo sulla base di previa autorizzazione da parte del tribunale.

“Lasciateci ancora una volta sottolineare che le suddette azioni costituiscono un’ampia ingerenza sui diritti e sulle libertà degli individui, tra cui il diritto alla privacy, alla libertà di parola e alla libertà di assemblea. L’utilizzo illegale di misure di sorveglianza, in particolare contro membri dell’opposizione e attivisti della società civile, è assolutamente inaccettabile. Inoltre, secondo i resoconti dei media, non vi sono motivi per ritenere che l’uso di queste misure fosse legittimo” riporta la lettera di HFHR.

L’ “effetto dissuasivo”

HFHR ha esortato la polizia a presentare le proprie osservazioni rispetto ai recenti resoconti dei media, osservazioni che dovrebbero includere informazioni dettagliate circa l’ambito e la finalità delle operazioni di sorveglianza condotte. L’organizzazione ha anche richiesto un’approfondita revisione giuridica e amministrativa delle misure in questione.

HFHR ha rilasciato una prima dichiarazione in merito nel luglio 2017, dopo aver ricevuto le prime informazioni circa l’osservazione di membri dell’opposizione e attivisti. Ha sottolineato che il controllo non autorizzato dei suddetti gruppi potrebbe avere un “effetto dissuasivo” sull’esercizio delle loro funzioni pubbliche disturbando i processi politici di uno stato democratico da un lato e, dall’altro, limitando lo sviluppo della società civile e della sua possibilità di controllo sull’attività delle autorità.