Romania pianifica di raccogliere dati personali da persone che acquistano carte prepagate telefoniche

Dopo il recente fallimento della polizia rumena nell'individuare un'adolescente rapita, che, dopo aver chiamato tre volte il 112, è stata violentata e uccisa, le autorità vogliono ora chiedere carte d'identità a coloro che acquistano le ricariche.

Il governo rumeno ha pubblicato un progetto di ordinanza di emergenza in cui, tra le altre cose, si propone di reintrodurre l'obbligo di acquistare ricariche prepagate del cellulare solo con una carta d'identità, affermando che ciò faciliterebbe la localizzazione delle persone che chiamano i servizi di emergenza. La proposta è arrivata due settimane dopo il caso Caracal, in cui una quindicenne è stata rapita, violentata e uccisa. La ragazza ha chiamato il 112 tre volte, ma la polizia non è stata in grado di localizzarla e salvarla.

Il caso di ragazza rapita e uccisa suscita rabbia nazionale

Il caso ha suscitato rabbia a livello nazionale e ha rivelato la complicità tra politici locali, polizia e signori del crimine. Ciò si è verificato sullo sfondo di una già bassa fiducia sociale nella classe politica rumena. Dopo una serie di licenziamenti e dimissioni piuttosto formali, le autorità centrali hanno argomentato che una delle cose che rendeva così difficile per le autorità localizzare la ragazza era il gran numero di chiamate al 112 non urgenti effettuate da telefoni con schede prepagate.

Da qui c'è stato solo un altro passo in avanti per il governo che propone di rendere obbligatoria la comunicazione dei dati personali per l'acquisto di una carta telefonica prepagata. Il provvedimento è stato originariamente proposto nel 2014, ma è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

In un intervento successivo al caso Caracal, l'Associazione europea dei numeri di emergenza (www.eena.org) ha affermato che nel 2015 la Romania è stata invitata ad adottare misure per migliorare le sue capacità di localizzazione attraverso un sistema gratuito sviluppato in collaborazione con Google (Emergency Service Locator (ESL) di Google), ma le autorità rumene hanno trascurato questa proposta.

Se è possibile chiamare il 112 da un telefono senza scheda SIM, perché il governo dovrebbe avere bisogno dei dati?

Un altro dilemma nazionale è sorto durante i dibattiti nazionali sull'argomento. Se gli smartphone consentono agli utenti di chiamare il 112 anche senza una carta SIM nel dispositivo, perché è necessario identificare il titolare della carta? Soprattutto perché la localizzazione della chiamata avviene localizzando il dispositivo, non la carta SIM. In via ufficiosa, tuttavia, è stato riscontrato che in Romania le chiamate di emergenza sui telefoni senza SIM sono state bloccate dalle autorità. Tuttavia, ci sono pochi dettagli sul modo in cui è stata presa la decisione di farlo.

APADOR-CH ha chiesto che il Governo e il Difensore civico impediscano l'adozione di un'ordinanza che obbliga i titolari di una carta prepagata ad identificarsi, dato che, analogamente alla legge dichiarata incostituzionale nel 2014, questa ordinanza di emergenza non garantisce che i dati personali dei cittadini vengano legalmente conservati e protetti, finchè le carte prepagate possono essere acquistate presso qualsiasi venditore ambulante.

Inoltre, APADOR-CH sta cercando di scoprire come funziona il sistema 112 in altri paesi europei. Ad esempio, il numero può essere chiamato da telefoni senza scheda SIM? Se sapete come funziona al di fuori della Romania, vi preghiamo di aiutarci fornendoci le informazioni nella sezione commenti.