Belgio sospende le esportazioni di armi in Arabia Saudita

Le ONG LDH, CNAPD, Vredesactie e Amnesty International plaudono a questa importante decisione del Consiglio di Stato sull'esportazione di armi.

A seguito della richiesta urgente presentata il 19 febbraio 2020, il Coordinamento nazionale delle azioni per la pace e la democrazia (CNAPD), la Lega belga per i diritti umani (LDH) e Vredesactie, con il sostegno di Amnesty International, accolgono con favore la decisione del Consiglio di Stato di sospendere l'attuazione delle decisioni prese dal ministro-presidente della regione Vallonia, che prevedeva la concessione di licenze per l'esportazione di armi verso l'Arabia Saudita da parte di diverse società armate belghe (FN Herstal, Mecar e John Cockerill Defense).

"Oggi il Consiglio di Stato ha preso una decisione importante. Con questa sentenza, sarà sempre più difficile per la regione Vallonia e per il ministro-presidente, Elia Di Rupo, concedere licenze di esportazione di armi all'Arabia Saudita, un paese che guida una coalizione nella guerra dello Yemen ed è sospettato di aver commesso crimini di guerra", hanno spiegato i rappresentanti delle ONG. "Inoltre, accogliamo con favore il fatto che il Consiglio di Stato abbia sottolineato che la Guardia Nazionale Saudita non è un destinatario affidabile, riconoscendo così che il rischio che queste armi possano essere usate per scopi non previsti nel contesto della guerra yemenita è rimasto alto a causa del coinvolgimento della Guardia Nazionale in questo conflitto".

Il Consiglio di Stato ha stabilito che la decisione del ministro-presidente vallone di concedere una licenza di esportazione di armi costituisce una violazione delle condizioni relative al rispetto del diritto internazionale umanitario stabilite nel decreto vallone del 21 giugno 2012 sull'importazione, l'esportazione, il transito e il trasferimento di armi per uso civile e di beni destinati alla difesa.

La "Commissione d'opinione", consultata dal governo vallone sulle licenze di esportazione di armi per l'Arabia Saudita, alla quale è stata indirizzata la richiesta urgente delle ONG, avrebbe emesso ripetutamente rapporti sfavorevoli sull'attuazione di diverse disposizioni del decreto vallone stesso, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, la situazione regionale e il rispetto del diritto internazionale.

Per giustificare la sua decisione, il Consiglio di Stato ha anche fatto riferimento al Trattato sul commercio di armi che il Belgio ha ratificato il 3 giugno 2014 e, più specificamente, all'articolo in base al quale ogni Stato deve garantire, prima di trasferire armi a un paese terzo, che quest'ultimo rispetti le norme internazionali in materia di diritti umani e di diritto umanitario, il che chiaramente non è il caso dell'Arabia Saudita.