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Disegno di legge sulle ONG: Ungheria viola leggi UE

Insieme allo European Center for Not-for-Profit Law, all'Hungarian Helsinki Committee e all'Hungarian Civil Liberties Union abbiamo realizzato questa analisi giuridica della proposta di legge ungherese che colpisce le organizzazioni della società civile.

di Israel Butler

La proposta di legge prevede che le ONG che ricevono più di 23,000 euro all'anno dall'estero debbano registrarsi come “organizzazioni che ricevono sostegno dall'estero”, esporre questa dicitura sui loro siti e pubblicazioni e riportare i dettagli personali di ogni finanziatore.

Non registrarsi significherebbe andare incontro ad una multa fino a 2,900 euro e, in ultima istanza, allo scioglimento dell'organizzazione. La proposta di legge viene in parte giustificata con la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. La proposta di legge viola le seguenti norme europee:

  • Direttiva 2015/849 sull'anti-riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
  • Articolo 63 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea e Direttiva 88/361 riguardante la libera circolazione di capitali.

La direttiva prevede che le autorità nazionali realizzino una valutazione del rischio delle ONG volta a dimostrare che queste potrebbero essere utilizzate per il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Nessuna valutazione specifica del rischio delle Ong è stata ad ora realizzata. Il governo non ha prodotto e reso pubblica alcuna prova che dimostri che queste organizzazioni sono a rischio in maniera tale da giustificare le misure proposte.

Indebolire la fiducia pubblica

La proposta di legge viola altresì la Carta Europea dei Diritti Fondamentali. La legge interferisce con il diritto alla protezione dei dati personali perché prevede la pubblicazione dei dettagli dei finanziatori. La legge interferisce anche con la libertà di espressione e associazione. In primo luogo, impone sanzioni estremamente severe per il mancato adempimento.

In secondo luogo, indebolisce la fiducia pubblica nelle ONG, cosa che impedirà loro di portare avanti la propria attività. Le ONG consentono ai cittadini di partecipare ai processi democratici informandoli sugli sviluppi nella legislazione e nelle politiche, rappresentando le loro opinioni al governo e rendendo i governi responsabili dei loro obblighi di legge. Affinché le ONG possano svolgere questo ruolo, è necessario che godano della fiducia dell'opinione pubblica. Altrimenti, quest'ultima difficilmente crederebbe alle informazioni fornite dalle ONG o coordinerebbe le sue attività di partecipazione civica attraverso queste ONG, né farebbe più donazioni attraverso le quali le ONG sopravvivono.

Interferenza spropositata

Un governo può limitare i diritti per tutelare un interesse pubblico. Ma non deve restringerli oltre lo stretto necessario. La proposta di legge interferisce in maniera sproporzionata con questi diritti perché le norme nazionali esistenti forniscono già alle autorità le informazioni e i poteri sufficienti per combattere il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

La legge europea vieta ai governi di limitare il libero flusso di capitali tra i paesi UE. Questo include le donazioni elargite dalle organizzazioni filantropiche. In base alla legge UE, qualunque misura che potrebbe costituire un deterrente per il trasferimento di capitali tra paesi costituisce una restrizione.

La proposta di legge prevede di fornire i dettagli personali di chi fa donazioni da un paese all'altro dell'UE. Questo probabilmente costituisce un deterrente per le persone e le organizzazioni dal fare donazioni. Anche se un governo può limitare la libertà di movimento di capitali nell'interesse della sicurezza pubblica, le autorità devono fornire le prove che ci sia una minaccia vera e grave.

Il governo non ha fornito alcuna prova che queste organizzazioni rappresentino una tale minaccia.