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L'Ungheria adotta i metodi di Putin contro il dissenso

Nel suo ultimo attacco alla democrazia, il governo ungherese si è lanciato contro le ONG e ha accusato un fondo straniero indipendente di ingerenza politica. L'Ungheria, nella sua campagna contro la democrazia, assomiglia sempre più alla Russia di Putin.

di Hungarian Civil Liberties Union

Siamo all'inizio del secondo mandato del governo Fidesz, che si è caratterizzato per l'eliminazione delle istituzioni indipendenti, lo smantellamento del parlamentarismo e, più recentemente , per l'attacco contro gli ultimi potenziali oppositori del governo.

Sulla base della loro appartenenza politica, il governo ha inserito in una lista nera le organizzazioni civili ungheresi indipendenti che hanno beneficiato del Norwegian Civil Fund (NCTA). La lista comprende l'Hungarian Civil Liberties Union, che ha ricevuto fondi dall'NCTA per trasmettere alle ONG più piccole le conoscenze accumulate durante il suo lavoro di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali. Il governo ha lanciato il suo attacco contro l'NCTA all'inizio di aprile, il giorno dopo la sua clamorosa vittoria elettorale. Il governo accusa l'NCTA di essere legato a partiti politici e di dare dunque contributi politici attraverso le sue sovvenzioni. Quando il governo norvegese ha respinto le accuse , il governo ungherese ha inviato agenti governativi per controllare le organizzazioni di coordinamento del Fondo. Venerdì scorso la Ökotárs Foundation (uno dei coordinatori ungheresi dell'NCTA) è stata minacciata di sospensione del suo codice fiscale. A seguire altre due organizzazioni di coordinamento hanno ricevuto i controlli.

La scorsa settimana uno dei più grandi siti ungheresi di notizie online, Origo.hu, ha pubblicato una serie di articoli su János Lázár, Segretario di Stato per l'Ufficio del Primo Ministro, sostenendo che la sua recente spesa di 2 milioni di fiorini di fondi pubblici in spese di viaggio era presumibilmente ingiustificata. In risposta János Lázár ha esercitato una palese pressione per influenzare il sito. Probabilmente è a causa di questo incidente che il caporedattore di Origo.hu, che pare si sia opposto alla pressione politica esercitata dal suo editore, è stato costretto a dimettersi. La redazione di Origo.hu ha espresso il suo disaccordo con il licenziamento del caporedattore e ha affermato che sono a rischio le condizioni minime per proseguire nel proprio lavoro.

Queste sono tappe di una strategia del governo volta a silenziare le persone, comuni cittadini, stampa e società civile, ed impedire loro di esprimere qualsiasi critica contro il governo. Una analisi delle azioni del governo dal 2010 ad oggi mostra come l'eliminazione delle istituzioni indipendenti, lo smantellamento delle strutture del parlamentarismo e la marginalizzazione delle voci di opposizione fossero già iniziate durante il governo precedente. Queste misure hanno incluso la legge sui media, la riduzione dei poteri della Corte Costituzionale, l'eliminazione Difensore civico indipendente per la protezione dei dati, la trasformazione del sistema elettorale e le modalità di approvazione ed i contenuti della Legge Fondamentale. Il secondo mandato del governo è iniziato con ulteriori minacce: il giorno dopo le elezioni parlamentari il governo ha rilasciato una dichiarazione assicurando che tutto questo era solo l'inizio. E' stato dato nuovo impulso alla messa in discussione della credibilità ed al taglio dei finanziamenti indipendenti per quelle organizzazioni civili autonome che rappresentano un contrappeso al governo.

Le organizzazioni della società civile ungherese indipendenti ed i media nazionali critici del governo affrontando un taglio costane di risorse e finanziamenti. Le possibilità per le organizzazioni civili di svolgere attività di advocacy, ed in generale il loro spazio di manovra, sono sempre più limitati, mentre i media sono d'ora in poi costretti ad esercitare una crescente autocensura preventiva a causa delle nuove disposizioni di legge sui media e delle prassi giudiziarie, che li scoraggiano dal pubblicare articoli critici nei confronti del governo. Tutte queste misure fanno somigliare l'Ungheria alla Russia di Putin dove, azzittendo le ultime voci libere, si sta procedendo alla demolizione di tutte le difese dello stato democratico.