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L'ultimo capitolo della nefasta “Guerra al terrorismo” britannica

Le pericolose e inique proposte anti-terrorismo non sostituiscono un corretto sistema di prove, arresto, accusa e condanna.

di Liberty

All'inizio di dicembre, il Parlamento britannico ha discusso l'ultimo sconfortante capitolo della nefasta “guerra al terrorismo.” Il disegno di legge su anti-terrorismo e sicurezza è pieno di politiche pericolose e inique che il governo di coalizione sembrava voler respingere quando ha ridotto la detenzione cautelare, ha ristretto i poteri di fermo e perquisizione senza sospetto e ha mitigato gli aspetti del regime di controllo draconiano.

Ma, in una sconcertante marcia indietro, il disegno di legge propone un pacchetto di misure eccezionali tra cui:

  • possibilità di sequestro del passaporto che può determinare discriminazione e distogliere l'attenzione dai poteri di arresto;
  • un regime di ordini di espulsione che rischia di esporre i cittadini britannici a tortura o di consegnarli nelle mani di fazioni terroristiche;
  • una disposizione che cerca di riportare in vita il regime ampiamente criticato del Terrorism Prevention and Investigation Measure (TPIMs), che ha regolarmente fallito nel contrastare la criminalità attraverso un sistema di restrizioni civili;
  • nuovi poteri di conservazione dei dati che rispecchiano i poteri nascosti previsti dal Data Retention and Investigatory Powers Act (DRIPA), respinto dalla Corte di Giustizia Europea;
  • la possibilità per il Segretario di Stato di negare l'autorizzazione a viaggiare ad intere categorie di passeggeri esplicitamente sulla base della nazionalità;
  • doveri legali di prevenzione del terrorismo per un ampio raggio di organismi pubblici, comprese categorie professionali come i docenti in politiche anti-terrorismo, con il rischio di sfiducia e alienazione;
  • una disposizione che abolirà il requisito di un mandato per l'intercettazione di tutti i messaggi di posta inviati dal e ricevuti nel Regno Unito.

I membri più anziani della Camera dei Comuni, rappresentanti di tutti i partiti, hanno espresso le loro preoccupazioni, in particolare sull'agghiacciante proposta di espellere i cittadini britannici dal paese tramite decreto esecutivo. L'ex Ministro della Giustizia, il conservatore Dominic Grieve QC, ha ricordato alla Camera:

“E' un principio fondamentale del common law in questo paese che un individuo, innocente – si applica la presunzione di innocenza – dovrebbe essere libero di soggiornare nella sua terra. Il principio dell'esilio, come strumento giudiziario o addirittura amministrativo, non è tollerato in questo paese dalla fine del 17esimo secolo.”

Esilio medievale

Il legame con il rozzo e medievale esilio è stato presentato dall'ex Ministro ombra dell'Interno Chris Bryant. Egli ha riferito alla Camera che gli ordini di espulsione “costituirebbero, di fatto, un esilio – seppur breve e temporaneo - dei cittadini britannici, in molti casi verso altri paesi. La storia ci insegna che tali misure radicalizzano ulteriormente le persone e le rendono nemici più pericolosi per il paese.”

Menzies Campbell, ex leader dei Democratici Liberali e membro del Comitato di Intelligence e Sicurezza, ha liquidato lo schema del Temporary Exclusion Order (TEO) in un discorso appassionato e di sani principi: “Se il diritto di tornare è una questione di principio, non può essere né soggetto a modifica, né a condizionamenti... Con osservanza sostengo che il principio è inviolabile, ogni intervento in questo senso deve essere contrario alla legge e alla pratica.”

Il membro del Parlamento Scozzese del Partito Nazionale Pete Wishart si è scontrato con il governo per il deprimente ritorno al modello adottato dal suo predecessore: “Stanno tornando indietro, al momento in cui il governo laburista sosteneva la creazione e il consolidamento di uno stato libertario incivile.”

Problemi in casa e all'estero

Considerato che il disegno di legge è di vedute ristrette e privo di ambizioni, molti membri del Parlamento hanno ricordato ai loro colleghi il contesto più ampio. Se questa è una battaglia per i cuori e le menti, cerchiamo di affrontare il fatto che abbiamo accettato soltanto 90 rifugiati provenienti dalla sanguinosa guerra civile in Siria e il fatto che l'UN World Food Project sarà obbligato a sospendere il suo programma di buoni-pasto per i rifugiati siriani che fronteggiano la fame per via della crisi finanziaria. In casa, riflettiamo sui piani per rottamare lo Human Rights Act e minacciare di allontanare questo paese da un sistema che si fonda sul consenso unanime post-Seconda Guerra Mondiale in tema di salvaguardia dei diritti fondamentali e delle libertà.

Forse il messaggio più positivo è arrivato dal destinatario del premio Liberty's 2014 Lifetime Achievement, ex Ministro della Giustizia Dominic Grieve QC: “Non fermeremo il terrorismo o impediremo ai giovani di unirsi al terrorismo attraverso qualunque legge approviamo in questa Camera, per quanto draconiana possa essere; fermeremo questo fenomeno quando riusciremo a persuadere le persone che le virtù della nostra società, che sono molte, nonostante alcuni lati negativi, sono molto significative e che i suoi valori dovrebbero essere rispettati.”

Leggi la seconda versione del disegno di legge su Anti-Terrorimo e Sicurezza.