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Vogliamo un'altra guerra mondiale? L'UE attiva la “clausola di mutua difesa”

Per la prima volta nella storia dell'UE, i ministri della difesa europei hanno deciso all'unanimità di attivare la “clausola di mutua difesa” del trattato UE.

di Danela Žagar
Image: European Parliament - Flickr/CC content
Il Centre for Peace Studies (CMS) mette in guardia sul fatto che la dichiarazione di guerra non porterà ad un miglioramento del sistema comune europeo di lotta al terrorismo.

Gli stati membri UE hanno concordato di offrire aiuto militare alla Francia a seguito degli attacchi terroristici di Parigi, dando attuazione alla “clausola di mutua difesa” durante un incontro che si è tenuto alla fine di novembre.

Il presidente francese Francois Hollande ha invocato la clausola – articolo 42.7 del trattato UE - che obbliga gli stati membri a dare pieno supporto in caso di attacco:

“Se uno stato membro è vittima di aggressione armata sul suo territorio, gli altri stati membri hanno l'obbligo di aiutarlo con tutti i mezzi a loro disposizione.”

Intervenire solo per proteggere

Il fatto che il mondo sia in guerra con il terrorismo da 14 anni (con gli Stati Uniti in prima linea) ha portato alla creazione di gruppi terroristici ancora più feroci di Al Qaeda, per esempio l'ISIS e Boko Haram, che sono diventate organizzazioni paramilitari e parastatali.

Inoltre, l'attivazione della previsione di mutua difesa crea un precedente internazionale che interpreta un attacco da parte di gruppi terroristici come un attacco da parte di uno stato formale, il che dà all'ISIS una legittimità indesiderata e inutile.

CMS ricorda che ogni intervento militare in Siria dovrebbe avere il solo scopo di proteggere la popolazione locale dalla violenza dell'ISIS e dovrebbe essere messo in atto dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

In tal senso, l'azione avrebbe una legittimità internazionale e assicurerebbe la cooperazione di tutti gli stati membri del Consiglio che sono – con i loro interessi particolari – coinvolti al momento nella guerra in Siria.

Combattere le cause del terrorismo

La lotta al terrorismo dovrebbe essere portata avanti attraverso altri meccanismi, per esempio l'articolo 222 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, che riguarda la situazione di un attacco terroristico contro uno stato membro (come avvenuto di recente a Parigi).

Questo garantirebbe cooperazione tra gli apparati della sicurezza degli stati membri – che non sono stati in grado di fermare i recenti attacchi – e assicurerebbe un blocco globale efficace dei finanziamenti all'ISIS da parte degli stati che si presume siano alleati dei paesi dell'Europa occidentale e degli Stati Uniti.

Gli ultimi 14 anni di guerra contro il terrorismo ci hanno insegnato che questo può essere fermato in maniera efficace solo rimuovendone le cause. Le dichiarazioni emotive di guerra rappresentano non solo una minaccia per le persone che fuggono dal terrorismo e per i cittadini europei, ma sono esattamente il tipo di risposta che i terroristi vogliono.