Democrazia e Giustizia

C'è speranza per un sistema di asilo più giusto in Europa

Una commissione del Parlamento Europeo ha approvato una nuova versione del Regolamento di Dublino, il che fa sperare che un nuovo e migliore sistema comunitario di asilo sia possibile.

di Federica Brioschi

Questa riforma potrebbe rappresentare un cambiamento storico nel modo in cui l'Unione Europea si occupa delle procedure di asilo. Nell'elaborazione di questa versione rivista del Regolamento di Dublino, la Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni del Parlamento Europeo ha rivisto molte delle questioni dell'attuale regolamento di Dublino (Dublino III) ed è intervenuta positivamente per risolvere molti dei problemi incontrati durante questi anni di forte afflusso di rifugiati.

Cosa cambierà

Il nuovo Regolamento migliora Dublino III sotto molti aspetti. Innanzitutto, non sarà il paese di ingresso nell'UE a dover accogliere le domande di asilo; sono previsti diversi criteri che definiscono quale paese avrà il dovere di farlo. Innanzitutto, per la prima volta saranno presi in considerazione i legami familiari, insieme ad un più ampio concetto di famiglia che include membri della famiglia diversa da quella nucleare.

Un'altra importante modifica è l'introduzione della possibilità di considerare altri legami significativi tra il richiedente asilo e un determinato paese europeo, come i precedenti soggiorni o la frequenza scolastica; coloro che hanno già tali legami possono chiedere di essere mandati in quel particolare paese. Quando non sarà possibile applicare uno di questi criteri, i richiedenti asilo saranno in grado di scegliere tra quattro paesi a cui venire assegnati tramite un sistema (il cosiddetto sistema di quote) che consentirà un'assegnazione più equa dei richiedenti asilo tra i paesi dell'UE. Inoltre, è prevista anche l'introduzione del sistema della sponsorizzazione.

I prossimi passi

Dopo il voto della Commissione (43 favorevoli e 16 contrari), sta ora al Consiglio Europeo approvare il nuovo regolamento. E’ questo il passaggio più critico. Infatti, i membri del Consiglio Europeo sono i capi di Stato o di governo di tutti i 28 Stati membri dell'Unione Europea e le loro posizioni in materia sono molto divise. La speranza è che non eliminino completamente gli sforzi della Commissione e che mantengano i molti miglioramenti del nuovo regolamento di Dublino.