Technologie e Diritti

Crisi dell'accoglienza in Belgio: un paese di ostacoli e carenze

Il trattamento che il governo belga riserva ai richiedenti asilo è indegno per uno stato che dichiara di rispettare i diritti umani.

di David Morelli
I richiedenti asilo in Belgio – e in Europa – dovrebbero avere diritto alla casa e al cibo, assistenza sociale, legale, sanitaria, psicologica e linguistica, oltre che accesso all'istruzione e alla formazione. Ma tutto questo rimane sul piano teorico.

Nella pratica, questo trattamento, che rispetta la dignità umana, non esiste in Belgio. Gli operatori sociali e i volontari che lavorano nei centri di accoglienza stanno facendo un lavoro enorme con davvero poche risorse. Tuttavia, non sono supportati dal governo, che sta adottando politiche di deterrenza unite ad una riduzione strategica e cinica della sua capacità di accogliere i migranti, impedendo così ai richiedenti asilo di essere trattati con rispetto per la loro dignità umana.

Il Segretario di Stato per l'Immigrazione e l'Asilo Theo Francken di recente ha deciso di eliminare 10,000 posti nei centri di accoglienza. La sua decisione si basa su dati che mostrano come il numero di richiedenti asilo stia diminuendo.

Politica di “non-anticipazione”

Ma il segretario di stato ha la memoria corta, il che è pericoloso: la situazione era la stessa lo scorso anno. Siccome il numero degli arrivi stava diminuendo, era stato realizzato un piano di eliminazione di alcuni posti di accoglienza. Ma l'arrivo in massa non previsto di migranti durante l'estate ha reso necessaria la predisposizione urgente di centri di accoglienza per rifugiati.

Per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 giugno, la Lega Belga per i Diritti umani e la Piattaforma dei Cittadini per i Rifugiati hanno denunciato questa politica di “non-anticipazione,” che non tiene in considerazione l'impatto devastante sui richiedenti asilo.

Le associazioni hanno denunciato anche le molte carenze nell'accoglienza dei rifugiati. Infatti, molte storie individuali sono state raccolte in vari centri e tutte mostrano come l'accoglienza fornita in Belgio sia indegna per uno stato che dichiari di rispettare i diritti umani.

La pagella di Theo

Il 20 giugno coincide anche con la fine dell'anno scolastico, quando gli studenti ricevono la pagella. E' per questo che, ad un anno dall'inizio della crisi dell'accoglienza, la Commissione Stranieri della Lega Belga per i Diritti Umani e la Piattaforma dei Cittadini per i Rifugiati hanno deciso di denunciare l'inaccettabile politica presentando la “pagella” di Theo Francken.

Sebbene questa “pagella” possa essere considerata maliziosa, non fa che descrivere la drammatica situazione dei richiedenti asilo in Belgio. La conclusione della pagella è inequivocabile: Francken può e deve fare di meglio!