Technologie e Diritti

Governo belga continua a criminalizzare gli stranieri e a violare i loro diritti

La Camera dei Rappresentanti si appresta a votare due disegni di legge che, con il pretesto di mantenere legge e ordine e di garantire la sicurezza nazionale, limitano gravemente i diritti degli stranieri.

di David Morelli
I due disegni di legge sono volti a “realizzare una politica più coerente, trasparente ed efficace sui rimpatri. L'insieme di modifiche previste dai testi dovrebbe consentire di mettere in atto in maniera più semplice e veloce misure appropriate quando l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale sono a rischio, nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone.” I disegni di legge introducono anche nuovi modi per ritirare i permessi di soggiorno e poche tutele riguardo la detenzione e l'espulsione.

Falso pretesto

Secondo l'ONG CIRE' (Coordinamento e Iniziative per i Rifugiati e gli Stranieri) e la Lega Belga per i Diritti Umani, tali misure, al contrario, non sono così trasparenti e violano i diritti degli stranieri. Siamo daccordo che sia necessario combattere il terrorismo e la criminalità, ma questo non è l'obiettivo di questi disegni di legge.

Infatti, i disegni di legge creano, ancora una volta, diffidenza e sospetto nei confronti degli stranieri e limitano i loro diritti fondamentali, consentendo alle autorità di mettere in atto misure eccezionali più facilmente.

Con il pretesto di voler garantire “ordine pubblico e sicurezza nazionale,” tali disposizioni prevedono la possibilità di ritirare un permesso di soggiorno a stranieri (compresi i cittadini europei) che potrebbero aver trascorso tutta la loro vita in Belgio, rimandandoli al paese di origine e negando loro l'ingresso nel nostro territorio, anche se non sono mai stati condannati da un tribunale penale. In alcune situazioni, tali disposizioni prevedono il venir meno dell'effetto sospensivo nel caso di un ricorso contro una sentenza di espulsione.

Criminalizzare gli stranieri

Le misure previste da questi disegni di legge sono discriminatorie e costituiscono una palese violazione della libertà, soprattutto perché non stabiliscono precisamente cosa si intenda per “pericolo per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale.” Il potere discrezionale dato al ministro dell'Ufficio Stranieri è quindi significativo.

Inoltre, c'è un alto rischio di arbitrarietà: quali criteri saranno usati per definire cosa costituisce un pericolo per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale? Cosa sarà considerato una “frode”? Cosa significano “indicatori” di pericolo?

Son pochissimi gli stranieri coinvolti in attacchi terroristici o in azioni illegali molto gravi. Con il pretesto di voler espellere più facilmente queste persone, il governo sta realizzando misure più repressive che impatteranno negativamente sugli stranieri.

Queste misure sono in aumento e sono sempre più spesso accompagnate da discorsi che criminalizzano gli stranieri, mettendo assieme termini come “stranieri,” “illegale,” “criminale,” e talvolta “terrorista.”

Votando a favore di questi disegni di legge, il governo dà luce verde all'incertezza legale riguardo al diritto di residenza e alle espulsioni. Ancora una volta, le garanzie dei diritti dei rifugiati (già deboli) vengono limitate dal governo, che viola palesemente le libertà fondamentali.