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La Spagna si impegna a tutelare di più i diritti umani

Il Consiglio sui Diritti Umani dell'ONU ha approvato di recente il Rapporto sulla Revisione Periodica Universale in Spagna. Il paese ha accettato molte delle sue raccomandazioni, assumendosi nuovi impegni in tema di diritti umani.

di Rights International Spain

Il 25 giugno il Consiglio sui Diritti Umani della Nazioni Unite ha approvato il Rapporto sulla Revisione Periodica Universale che ha avuto luogo lo scorso gennaio, durante la quale i paesi partecipanti hanno sottoposto alla Spagna delle raccomandazioni riguardanti i suoi obblighi internazionali in tema di diritti umani. Le raccomandazioni riguardavano, tra le altre cose, la lotta alla discriminazione etnica e alla tortura, il rispetto della libertà di espressione, assemblea e accesso all'informazione, l'accuratezza delle indagini e i risarcimenti in caso di gravi violazioni dei diritti umani commesse in passato.

In risposta al rapporto, la Spagna ha accettato totalmente o parzialmente molte delle raccomandazioni fatte dai paesi partecipanti, riconoscendo così il gap esistente tra la difesa dei diritti umani e l'impegno nell'adottare specifiche misure. Al contempo, la Spagna ha respinto altre importanti raccomandazioni. Tuttavia, nel suo breve intervento di fronte al Consiglio per i Diritti umani, la rappresentante della delegazione spagnola non ha motivato quanto è stato respinto.

'Pietra miliare'

In particolare, la Spagna si è impegnata a creare una commissione inter-ministeriale che risponda ai commenti e alle raccomandazioni degli organismi internazionali. I rappresentanti della delegazione spagnola hanno definito la creazione di questo meccanismo una “pietra miliare” nella difesa dei diritti umani e hanno annunciato che sarà adottato nei prossimi mesi.

La Spagna si è anche impegnata a sviluppare una seconda versione del Programma sui Diritti Umani (che, possiamo dire, è in attesa di essere approvato dall'inizio della legislatura) e a fare dei passi in avanti verso la lotta alla discriminazione razziale, etnica e religiosa, compreso il profiling etnico da parte delle forze di polizia.

Tuttavia, la Spagna ha respinto la raccomandazione sull'approvazione di una Legge sull'Uguaglianza che incorpori gli standard internazionali per combattere la discriminazione in tutte le sue forme. Nelle parole della rappresentante della delegazione, “la legislazione esistente in Spagna è sufficiente,” mostrando così di ignorare le critiche al nostro paese ricevute a questo proposito, così come continua a mancare un organismo indipendente che possa indagare e, se necessario, perseguire i casi di discriminazione, oltre a garantire un giusto processo alle vittime di discriminazione.

Resta l'isolamento detentivo?

La Spagna ha fatto proprie molte raccomandazioni importanti riguardo alla prevenzione e alle indagini su atti di tortura e violenza. Tuttavia, ha accettato soltanto di “rivedere” l'isolamento detentivo per assicurare che ogni individuo abbia accesso ad un avvocato di fiducia. Non ha acconsentito ad abolire questo regime, come richiesto da vari paesi e in conformità alle raccomandazioni di organismi internazionali impegnati sul campo. Si è anche impegnata a garantire adeguate indagini sulle sparizioni forzate, senza tuttavia definire chiaramente i passi che intende fare in tal senso.

La Spagna ha poi promesso di non porre restrizioni alla libertà di espressione, assemblea e informazione e di prevenire la violenza nelle manifestazioni pubbliche di protesta. Non ha però accettato di riformare la Legge sulla Pubblica Sicurezza e il codice penale che sono entrati in vigore il 1 luglio. La comunità internazionale ha all'unanimità definito queste leggi una minaccia al diritto di partecipare a una protesta pacifica. La Spagna ha anche dichiarato che garantirà i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo, ma ha rifiutato di abolire la disposizione che “legalizza” l'espulsione immediata dei migranti da Ceuta e Melilla.

Critiche da parte delle ONG

Nel corso della sessione, sono intervenuti vari rappresentanti delle organizzazioni della società civile. La delegazione spagnola, tuttavia, non ha risposto a molte delle critiche espresse dalle ONG. Rights International Spain e l'International Service for Human Rights hanno presentato una dichiarazione congiunta in cui esprimono le loro preoccupazioni per la nuova Legge sulla Sicurezza Pubblica e per le due recenti riforme del codice penale, in quanto “criminalizzano l'esercizio pacifico della libertà di espressione, assemblea e informazione” e “introducono vari termini indefiniti, vaghi e imprecisi, che possono portare ad un'applicazione arbitraria delle sanzioni.”

Secondo queste organizzazioni, “l'unica risposta adeguata della Spagna […] è stata quella di sospendere l'implementazione di queste riforme finché non saranno riviste e adeguate alla normativa internazionale.” Esse pongono attenzione anche su altre riforme governative che mettono a rischio il sistema di accesso alla giustizia, come la riforma del disegno di legge sul Gratuito Patrocinio che consente “a poche persone […] di beneficiare della difesa pubblica,” la mancanza di risorse legali, la diffusa “pressione politica” nei confronti dei giudici e magistrati e gli “attacchi all'indipendenza dei giudici.”

Infine, nella sessione plenaria le organizzazioni hanno criticato il fatto che tutte queste riforme siano state realizzate “senza aver condotto ampie consultazioni della società civile e degli esperti indipendenti, in violazione dei principi di trasparenza, democrazie e pluralismo dei processi decisionali.”