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Diritti e libertà seriamente minacciati dalla riforma spagnola anti-terrorismo

Il Partito Popolare al governo e il Partito Socialista, all'opposizione, stanno lavorando ad un patto anti-terrorismo, presumibilmente per combattere il jihadismo. Molte delle misure proposte minacciano i principi basilari dello stato di diritto.

di Rights International Spain

Il Partito Popolare al governo in Spagna e il Partito Socialista all'opposizione stanno lavorando assieme ad un Accordo Nazionale che include una serie di misure legislative, presumibilmente per combattere il terrorismo jihadista. L'accordo si fonda sull'inserimento nel codice penale di due emendamenti che riguardano i reati di terrorismo. Rights International Spain ha analizzato questi emendamenti e, preoccupata da quello che potrebbe essere un attacco illegittimo ai diritti fondamentali di tutti i cittadini e ai principi basilari dello stato di diritto, l'organizzazione ha chiesto ai ministri della giustizia e dell'interno, così come ai portavoce del Partito Socialista, di tener conto delle preoccupazioni espresse al riguardo, nella speranza che le misure che essi delibereranno siano conformi alle norme e ai principi della legislazione internazionale sui diritti umani. Alcune delle preoccupazioni sono le seguenti:

Assenza di un vero e proprio processo di revisione delle definizioni di terrorismo: l'inviato speciale delle Nazioni Unite per la promozione e protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella lotta al terrorismo, dopo la sua visita alla Spagna del 2008, ha raccomandato che il governo “stabilisse un processo attraverso cui esperti indipendenti potessero controllare l'adeguatezza delle definizioni utilizzate. Specialisti dei diritti umani e del diritto penale a livello nazionale e internazionale avrebbero dovuto partecipare a questo processo di revisione.” Questo non è mai accaduto.

Standard internazionali che regolano la limitazione dei diritti: qualunque provvedimento che abroghi o sospenda i diritti civili e le libertà dovrebbe soddisfare rigorosamente alcuni requisiti: che le norme siano accessibili, prevedibili e precise; che la limitazione dei diritti sia giustificata; che la restrizione sia necessaria in una società democratica; che sia proporzionale agli obiettivi che persegue; che non sia discriminatoria. Le riforme proposte non rispettano alcuno di questi standard: esse rinforzano le imprecisioni già presenti nella legge, non giustificano alcun provvedimento (o la giustificazione è insufficiente) e alcune delle misure sono sproporzionate.

Mancanza di precisione nella definizione di terrorismo: la riforma proposta dal Partito Popolare espande a dismisura l'elenco dei reati che possono essere considerati terrorismo, senza fornire alcuna giustificazione.

Presenza di concetti vaghi e indeterminati, in conflitto con il principio della legalità: negli emendamenti proposti dal Partito Popolare, vengono usati concetti troppo vaghi e imprecisi, in conflitto con i requisiti di prevedibilità, chiarezza e proporzionalità.

Mancanza dell'elemento dell'intenzionalità dell'azione terroristica: gli emendamenti propongono, in maniera generalizzata e imprecisa, che le azioni siano perseguite come reati di terrorismo anche senza che vi sia un'intenzione terrorista. Essi includono esplicitamente addirittura alcuni reati commessi in maniera incosciente, il che contrasta direttamente con il fatto che l'intenzionalità è uno degli elementi essenziali nella definizione dei crimini di terrorismo. Tali misure vengono giustificate sulla base di una presunta “difficoltà di trovare le prove.” Questo costituisce una violazione dei principi essenziali dello stato di diritto. Dobbiamo chiederci: come può un reato di terrorismo essere commesso senza l'intenzione di compierlo, o ancora peggio, in maniera incosciente? Si tratta quindi di definizioni sproporzionate.

La consultazione di siti web e il diritto alla libertà di informazione: sono previste pene detentive da uno a otto anni per “aver consultato uno o più servizi di comunicazione on line” che contengano informazioni che possono “incitare altri” a commettere crimini di terrorismo. Punire tali comportamenti è totalmente sproporzionato e ingiustificato e inoltre viola il diritto alla libertà di informazione.

Possibile minaccia alla libertà di espressione: gli emendamenti propongono di punire (anche più severamente di quanto non sia già previsto) i reati di “apoteosi del terrorismo.” Tuttavia, l'inviato speciale per la protezione e promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella lotta contro il terrorismo aveva già ammonito la Spagna per i problemi che derivano dall'imprecisione del termine “apoteosi”, specialmente in relazione alla libertà di espressione. In questo senso, ha raccomandato di rivedere il testo in modo che “si applichi esclusivamente a quelle azioni intenzionate a incitare alla commissione di un reato di terrorismo, con il rischio concreto che tale crimine possa essere commesso,” revisione che non è mai stata realizzata. Gli emendamenti perseguono anche la distribuzione o diffusione di messaggi o slogan attraverso qualunque media o altro canale, “che promuovano direttamente o meno la commissione” di reati di terrorismo, quando “hanno lo scopo di incitare terzi a commettere” tali crimini, “oppure rinforzino la determinazione nel commetterli,” o, per via del loro contenuto, potrebbero essere idonei ad istigare altri a commettere crimini. Oltre ad essere vaghi e imprecisi, tali dispositivi sono in contrasto con la libertà di espressione. Come l'inviato speciale ha messo in luce, un'azione, per essere considerata incitamento, deve comportare un rischio reale che il reato di terrorismo venga commesso; la riforma proposta non specifica questo.

E' molto preoccupante che azioni che non dovrebbero essere considerate “reati di terrorismo” siano classificate come tali. Oltre a minacciare alcuni diritti fondamentali (come le libertà di espressione e informazione), tutte queste misure costituiscono, in virtù della loro imprecisione e vaghezza, una violazione del principio di legalità e quindi erodono lo stato di diritto. Se i diritti e le libertà non vengono rispettati, una società democratica non può essere considerata sicura e i diritti e le libertà non possono essere considerati, in nessun caso, terrorismo.