Democrazia e Giustizia

Ungheria: 100,000 in marcia contro minacce a diritti e democrazia

Esercitare il diritto alla libertà di assemblea è diventato difficile in Ungheria dopo gli ultimi risultati elettorali. Civil Rights Defenders chiede alle autorità nazionali di porre subito fine alle pratiche che mettono a rischio i difensori dei diritti.

di Civil Rights Defenders
Foto: Clem Onojeghuo on Unsplash.

La campagna di attacco ai difensori dei diritti umani in Ungheria continua con la proposta di legge presentata dal Primo Ministro Viktor Orban che limiterebbe significativamente la libertà di assemblea e di associazione oltre che le possibilità della libertà civile di lavorare in maniera libera.

Difensori diritti umani diffamati

L’annuncio è arrivato dopo la schiacciante vittoria del partito di Fidesz alle ultime elezioni parlamentari in Ungheria dell’8 aprile. Le elezioni sono state criticate soprattutto dagli osservatori internazionali, che hanno rilevato l’offuscamento dei confini tra stato e partito e la campagna intimidatoria e xenofobica, oltre alle limitazioni alla libertà dei media e di associazione.

A seguito dell’annuncio, le pressioni sui difensori dei diritti umani sono continuate con la pubblicazione su un periodico filo-governativo dell’elenco di oltre 200 persone, tra cui difensori dei diritti civili, giornalisti e accademici, etichettati come “mercenari” del magnate ungherese George Soros. Durante la campagna elettorale, il Primo Ministro Orban aveva accusato gli alleati di Soros in Ungheria di voler far cadere il governo e di aprire il paese ai migranti.

'Noi siamo la maggioranza'

Gli ungheresi hanno usato i social media per organizzare manifestazioni contro la vittoria elettorale di Orban. Circa 100 persone hanno marciato per le strade di Budapest, dal Teatro dell’Opera al Parlamento, al canto di “Noi siamo la maggioranza!”

Si sono riuniti per esprimere il proprio disaccordo con l’attuale sistema elettorale, ingiusto e a favore dell’elite al potere, con la campagna xenofoba anti-immigrazione che ha portato al terzo mandato di Orban come primo ministro, con il costante restringimento dello spazio civile e con il deterioramento della democrazia.

Le autorità hanno schierato un gran numero di poliziotti in tenuta anti-sommossa in ogni angolo in cui erano previsti assembramenti pacifici. Le sproporzionate misure di sicurezza e l’inutile dispiegamento di forze per intimidire i manifestanti hanno determinato un effetto raggelante sul diritto all’assemblea pacifica in Ungheria.

Ungheria non rispetta i suoi obblighi

La sistematica pratica di demonizzare i difensori dei diritti umani, i media indipendenti e altre organizzazioni della società civile critiche nei confronti del governo è in forte contrasto con i valori e i principi democratici che l’Ungheria dovrebbe promuovere. In quanto membro dell’Unione Europea, l’Ungheria è tenuta a garantire il pieno rispetto dei diritti umani anziché diffondere discorsi di odio contro i difensori dei diritti umani e creare un clima di paura.

“Le azioni delle autorità ungheresi e del Primo Ministro Viktor Orban violano i diritti fondamentali e mettono in pericolo i difensori dei diritti umani. Inoltre, violano i principi della Dichiarazione ONU sui Difensori dei Diritti Umani, che obbliga i firmatari a garantire piena protezione a tali figure e a sostenere le condizioni necessarie affinché operino in maniera libera”, ha dichiarato Goran Miletic, direttore per l’Europa di Civil Rights Defenders.