Technologie e Diritti

Penalizzare i bambini delle scuole belghe non è un obiettivo educativo

Insieme ai genitori di due alunni, la Lega Belga dei Diritti Umani ha presentato una richiesta al Consiglio di Stato per sospendere e cancellare il regolamento interno di una scuola della città di Forest.

di David Morelli
(Foto: Corrine Klug)
Secondo la Lega dei Diritti Umani (LDH), il regolamento della scuola di Forest viola vari diritti fondamentali.

Il 5 luglio il consiglio comunale della città di Forest, in Belgio, ha approvato un nuovo regolamento interno per le sue scuole, che entrerà in vigore all'inizio di questo anno scolastico. Queste nuove regole violano vari diritti fondamentali ed è per questo che le organizzazioni per i diritti umani hanno espresso la loro preoccupazione per la crescente limitazione di questi diritti nel paese.

Ostacoli

Insieme ai genitori di due alunni, la Lega Belga dei Diritti Umani e il Servizio per i Diritti della Gioventù Belga hanno presentato una richiesta al Consiglio di Stato, il più alto tribunale amministrativo in Belgio, affinché queste disposizioni vengano sospese e cancellate.

Le controversie sui regolamenti scolastici rappresentano al momento oltre un terzo dei casi seguiti dal Servizio per i Diritti della Gioventù, mentre rappresentavano soltanto il 10% dei casi individuali trattati nel 2012. Questo dato evidenzia di per sé quanto sia preoccupante la situazione: nei regolamenti interni e durante i consigli di classe, il diritto all'istruzione si trova di fronte a sempre più ostacoli che rischiano di rendere l'istruzione sempre più ancorata ai programmi anziché all'efficienza. Il nuovo regolamento scolastico approvato dalla città di Forest è un primo esempio di tale deriva.

Le nuove disposizioni aumentano l'esclusione

Da un lato, queste nuove regole aumentano il numero dei cosiddetti comportamenti problematici, che sono sottoposti a sanzione. Dall'altro lato, le sanzioni previste sono inappropriate e sproporzionate e portano ad ulteriore esclusione scolastica.

Le sanzioni previste dai nuovi regolamenti sono eccessivamente dure e minacciano di aggravare l'esclusione nelle scuole. (Foto: World Bank)

Nel far questo, tali regole violano molte norme di livello superiore. Si tratta delle norme sono contenute in varie convenzioni internazionali, in primis la Convenzione sui Diritti del Bambino (approvata il 20 novembre 1989), oltre alla Costituzione Belga (Articolo 22bis sui diritti del bambino) e altri decreti approvati in Belgio (come le “linee guida educative” approvate nel 1997, volte a promuovere il benessere dei bambini a scuola.

Presentando una richiesta al Consiglio di Stato, LDH intende ricordare alle autorità per l'istruzione che è possibile imporre doveri agli alunni soltanto nel rispetto dei loro diritti.

Privazione del pasto

Il primo principio che questi regolamenti scolastici violano è quello dell'istruzione primaria gratuita. In base ai regolamenti, numerose tasse riguardanti attività obbligatorie sarebbero imposte ai genitori, anche se il testo non specifica l'ammontare di queste tasse. Nel caso in cui i genitori non pagassero, il bambino potrebbe non ricevere il proprio pasto e potrebbe essere sospeso dai servizi di assistenza. In base ai nuovi regolamenti, questo tipo di sanzione si applicherebbe anche ai bambini che arrivano tardi a scuola.

E' importante tenere a mente che queste disposizioni riguardano bambini che frequentano in particolare la scuola materna e primaria, di un età compresa tra i 2 e i 12 anni. In altre parole, un bambino potrebbe essere privato del pasto di fronte ai suoi amici, lasciato fuori e costretto ad aspettare da solo che qualcuno lo accolga, qualora i suoi genitori lo portassero tardi a scuola o dimenticassero di pagare la quota per la piscina o il biglietto dell'autobus per una gita scolastica di un giorno.

I nuovi regolamenti scolastici minacciano di non distribuire i pranzi ai bambini se i loro genitori non sono in grado di pagare alcune tasse. (Foto: Judy Baxter)

Ma non è tutto: se un bambino arriva tardi a scuola più volte, verrà di fatto privato dell'istruzione – non avrà più la possibilità di entrare a scuola. Queste regole violano la sostanza del diritto all'istruzione, mentre dovrebbero garantirne il rispetto. Inoltre, il testo dà un'interpretazione molto limitata delle ragioni che possono giustificare un'assenza (sebbene queste ragioni siano stabilite da decreto), compresa un'ampia gamma di definizioni vaghe, in riferimento per esempio a “comportamenti che possono mettere a repentaglio il potere dell'istruzione.”

Non penalizziamo i bambini

Infine, queste disposizioni, approvate in un clima teso, non danno spazio alla discussione e alle negoziazioni in merito ai problemi da risolvere. Penalizzare i bambini sembra essere l'unico orizzonte pedagogico e l'elemento costitutivo dei rapporti tra genitori, scuole e bambini.

Se questo testo entrasse in vigore, aumenterebbe il numero di controversie, sanzioni, sospensioni (e quindi di richieste). Per evitare tali conseguenze, i genitori di un bambino che possono essere direttamente toccati da tali disposizioni hanno deciso di portare il caso di fronte al Consiglio di Stato, nella speranza che sospenda e cancelli i nuovi regolamenti.

Supportando tale richiesta, le nostre organizzazioni per i diritti umani intendono dimostrare che continueranno a monitorare ogni iniziativa normativa che viola gli obblighi internazionali e costituzionali e gli impegni riguardanti l'istruzione e i diritti dei bambini.