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Governo ungherese apre il 2017 con nuovi attacchi alla società civile

Il governo ungherese ha iniziato il nuovo anno con una nuova ondata di attacchi alle tre più importanti organizzazioni della società civile del paese.

di György Folk
Martedì scorso, un membro del partito al governo ha definito l'Hungarian Civil Liberties Union, partner di Liberties, insieme all' Hungarian Helsinki Committee for Human Rights e a Transparency International Hungary, i tre principali nemici del governo ungherese.

Il vice presidente del partito al governo Fidesz, Szilard Németh, ha dichiarato alla televisione ATV che “queste tre organizzazioni dovrebbero essere scoraggiate con ogni mezzo e, a mio parere, allontanate dall'Ungheria.”

Il progetto di legge trapelato

Questa dura affermazione politica contro la società civile arriva il giorno dopo la fuga di notizie relativa ad un progetto di legge con il quale il governo ungherese vorrebbe introdurre un obbligo di “dichiarazione patrimoniale” da parte dei presidenti e rappresentanti delle organizzazioni non governative.

I media ungheresi hanno commentato che il programma darebbe al governo l'opportunità di screditare pubblicamente queste persone e le ONG che rappresentano.

Il quotidiano Vasárnapi Hírek ha scritto che il governo di Orbán vuole modificare il “contesto normativo dell'associazionismo civile,” senza dare ulteriori dettagli.

I populisti intravedono un'opportunità

Quest'ultimo attacco alla società civile è la seconda ondata, la prima era arrivata nel 2014 e aveva colpito gli assegnatari dell'EEA e del Norway Grant.

Adesso il governo sta attaccando pubblicamente il cosiddetto “impero Soros” e i finanziamenti elargiti da Open Society Foundations, come il Guardian ha scritto lunedì.

Dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi, i politici populisti dell'Europa Centrale e dell'Est intravedono un'opportunità per intervenire contro la società civile e approvare ulteriori limitazioni all'indipendenza delle organizzazioni che si occupano di diritti umani.

La società civile reagisce

I presidenti delle organizzazioni bersagliate hanno condannato fermamente la dichiarazione del vice-presidente e hanno messo in guardia sul fatto che il principale obiettivo del governo è allontanare dall'Ungheria le organizzazioni non governative indipendenti, non aumentare la trasparenza.

"La trasparenza è già uno dei nostri più importanti principi organizzativi; i nostri rapporti finanziari sono accessibili a chiunque. Tuttavia, da dichiarazioni come questa emerge chiaramente che l'obiettivo principale non è aumentare la trasparenza, bensì eliminare le ONG indipendenti. HCLU non abbandonerà la sua vera missione e continueremo a difendere i diritti dei nostri utenti,” ha dichiarato Stefania Kapronczay, direttore esecutivo di HCLU.

Márta Párvadi, co-presidente dell'Hungarian Helsinki Committee, ha affermato che le dichiarazioni di Németh sono un chiaro segnale contro la democrazia e i valori democratici e sono state espresse in uno stile che nega che chi la pensa diversamente sia un essere umano.

“L'Helsinki Committee continuerà ad esercitare le sue libertà fondamentali civili e politiche: si occuperà delle questioni pubbliche considerando chi è al potere responsabile delle violazioni dei diritti umani,” ha dichiarato la Párvadi.
"TI Hungary considera la dichiarazione del signor Németh assurda e fortemente anti-democratica, indegna per uno stato membro UE,” secondo il direttore esecutivo di TI Hungary, József Péter Martin. "TI Hungary rispetta tutte le leggi sulla trasparenza, quindi continueremo le nostre attività sugli stessi binari seguiti fino ad ora.”