Technologie e Diritti

ONG invitano i Ministri degli Esteri ad affrontare i problemi delle carceri europee

Più di quaranta organizzazioni, guidate da Antigone e dallo European Prison Observatory, chiedono ai Ministri degli Affari Esteri degli stati membri del Consiglio d'Europa di risolvere i problemi strutturali di gran parte delle carceri europee.

di Associazione Antigone

Quarantuno organizzazioni impegnate nella tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti – associazioni, sindacati e organismi professionali – hanno inviato ai Ministri degli Affari Esteri degli stati membri del Consiglio d'Europa una richiesta di cambiamento radicale del modo in cui i paesi affrontano i problemi endemici delle carceri europee. L'iniziativa, prima mobilitazione internazionale nel suo genere, ha due obiettivi: definire presso il Consiglio d'Europa una strategia globale per affrontare l'uso della pena carceraria; adottare misure volte a rafforzare i meccanismi di monitoraggio per garantire l'attuazione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani.

La richiesta formale di questi importanti cambiamenti sarà presentata durante una conferenza di stakeholders organizzata dalla Presidenza belga del Comitato dei Ministri il 26 e 27 marzo a Bruxelles. Con tale richiesta si intende accelerare il processo di riforma, che mira a eliminare tutte le violazioni strutturali dei diritti umani imputabili ai sistemi penitenziari nazionali.

Le organizzazioni firmatarie chiedono a tutti gli stati e organismi del Consiglio d'Europa di adottare una strategia comune per perfezionare l'esecuzione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani, per risolvere le carenze strutturali e sistematiche e ridurre la durata delle pene detentive. A questo proposito, le organizzazioni apprezzano gli sforzi compiuti dalla politica coordinata dagli organismi del Consiglio d'Europa per affrontare il problema del sovraffollamento. Ma esse sottolineano la necessità di un più ampio intervento sulle politiche e sulle pratiche penali per sradicare questo problema strutturale.

Un monitoraggio efficace

Per quanto riguarda il persistente problema delle sentenze che non vengono attuate dagli stati membri, le organizzazioni insistono sul fatto che questo non dovrebbe essere usato come motivo per indebolire la corte o per limitare il diritto di ricorso individuale, come sembrano prevedere certi interventi all'interno dell'attuale processo di riforma. Alla luce dell'importante ruolo svolto dalla giurisprudenza della corte in relazione alla tutela dei diritti dei detenuti, gli autori della dichiarazione congiunta sostengono che il ruolo e le prerogative del tribunale dovrebbero essere preservati.

E' necessario concentrare gli sforzi su una riforma globale di come viene monitorata l'esecuzione delle sentenze. La procedura di monitoraggio dovrebbe essere pienamente trasparente e l'istituto responsabile della supervisione dell'esecuzione delle sentenze negli stati membri dovrebbe ricevere più sostegno per far rispettare in modo proattivo e monitorare le riforme in corso di attuazione da parte dei paesi, piuttosto che fare affidamento soltanto sulle informazioni inviate dagli stessi stati o dalle ONG.

Le organizzazioni chiedono anche riforme che consentano di presentare i ricorsi in forma collettiva, consentendo alle organizzazioni stesse di portare di fronte alla corte controversie giudiziarie che riguardano interessi sociali più ampi. Un tale sistema costituirebbe un espediente per gestire i casi di contenziosi riguardanti gravi abusi, permettendo che tali casi siano portati rapidamente in tribunale. Esso consentirebbe inoltre ricorsi alla corte più efficaci, riguardando questioni più documentate rispetto a quelle presentate dai ricorrenti singoli.

1,737,061

La conferenza degli stakeholders di Bruxelles, a cui la dichiarazione congiunta fa riferimento, rappresenta un passo importante del “Processo di Interlaken.” Questo processo, avviato durante la conferenza dei ministri di Interlaken del febbraio 2010, mira a coinvolgere maggiormente gli stati nell'attuazione di meccanismi nazionali efficaci di tutela dei diritti umani, al fine di ridurre il massiccio flusso di ricorsi alla corte.

Il contesto è cambiato poiché la corte è riemersa dal suo precedente stato di congestione. Il 29 gennaio 2015 il presidente della Corte dei Diritti Umani, Dean Spielmann, si è detto lieto di inaugurare l'anno giudiziario con “una situazione statistica piuttosto soddisfacente.” Il numero di domande pendenti è sceso a 69.900 alla fine del 2014, pari al 30% in meno rispetto all'anno precedente. Secondo quanto pubblicato dal sistema di statistiche penali SPACE del Consiglio d'Europa, il 1 settembre 2012 negli stati del Consiglio d'Europa erano detenute 1,737,061 persone e 21 dei 47 sistemi penitenziari si trovavano in situazione di sovraffollamento.

Contatti:

Anton Burkov (Prison Litigation Network, Sutyajnik, Moscow): +7 916 125 05 93

Simon Creighton (Prison Litigation Network, Prisoners’ Advice Service, London): +44 20 7729 1115

Hugues de Suremain (Prison Litigation Network, Paris) : +33 6 60 42 50 04

Delphine Paci (International Prison Watch – Belgium): +32 478 43 68 84
Elenco delle organizzazioni firmatarie:

Academy of Human Rights (Akademia po pravam sheloveka, Russia)

L'Altro Diritto (L'Altro Diritto, Centro di documentazione su carcere, devianza e marginalità, Italy)

Antigone (Italy)

Association Against Exclusion and for Developpement (Associação Contra a Exclusão Pelo Desenvolvimento – ACED, Portugal)

Association of Mediation and Pacification (Asociación de mediación y pacificación, Spain)

Association for the Defence of Human Rights in Romania - Helsinky Committee (APADOR-CH, Romania)

Association for legal intervention (Stowarzyszenie Interwencji Prawnej - SIP, Poland)

Association of Prison Lawyers (UK)

Ban Public (France)

Basque Observatory of Human Rights (Behatokia, Spain)

Belgian League for Human Rights

Bulgarian Helsinki Committee

Citizen’s Assistance (Grazhdanskoe Sodeistvie, Russia)

Committee for Civil Rights (Russia)

Czech Helsinki Committee (Czech Republic)

Department of Prison Pastoral, Spanish Episcopal Conference (Departamento de Pastoral Penitenciaria, Spain)

International Prison Watch (Observatoire international des prisons – Section française – OIP-SF, France)

International Prison Watch (Observatoire international des prisons – Section belge – OIP-SB, Belgium)

International Protection Center (Tsentre sodeistvya mejdunarodnoy zachite, Russia, France)

Irish Penal Reform Trust (Irland)

Kharkiv Human Rights Protection Group (Kharkivskoy Pravosakhisnoï Grupi - KhPG ,Ukraine)

Legal Resources Centre (Moldova)

European Prison Observatory

European Association for the Defence of Human Rights (AEDH)

European Research Network on Prison Litigation (PLN)

Eurasian Women (Russia)

Georgian Young Lawyers' Association (GYLA, Georgia)

TheHoward League for Penal Reform (UK)

Legal Basis (Russia)

Portuguese Association of Assistance to prisoners (Associação Portuguesa de Apoio ao Recluso - APAR, Portugal)

Prison Archive (Das Strafvollzugsarchiv, Germany)

Prisoners Advice Service (UK)

Prison Lawyers Network (France)

Romanian Group for Human Rights (Grupul Roman pentru Apararea Drepturilor Omului – GRADO, Romania)

Spain's General Bar Council, subcommittee of prison law (Subcomisión de Derecho Penitenciario del Consejo General de la Abogacía Española - CGAE, Spain)

Swiss League for Human Rights

Sutyajnik (Russia)

Ural Democratic fund (Russia)

Ural Human Rights Defenders (Russia)Union of Lawyers of France (Syndicat des avocats de France - SAF, France)