Democrazia e Giustizia

Verso la creazione di un fondo UE per le ONG

I politici europei chiedono che venga istituito un fondo per la società civile europea in risposta alle crescenti minacce poste dai governi alle organizzazioni della società civile in tutta Europa.

di György Folk

Mercoledì 7 febbraio durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, un dibattito è stato dedicato al tema del restringimento dello spazio della società civile. Durante il dibattito, alcuni parlamentari e il commissario UE per la giustizia, i consumatori e l'uguaglianza di genere, hanno evidenziato la necessità di un cosiddetto European Values Instrument, un fondo per sostenere le organizzazioni non governative in Europa contro le politiche governative nazionali che tentano di ostacolare il loro lavoro. L'idea di un fondo dedicato alle ONG dell'UE è stata proposta per la prima volta da Liberties nel 2016.

Ampio supporto alle ONG

Il dibattito in plenaria di mercoledì sera a Strasburgo ha dimostrato che i deputati di tutto lo spettro politico sono preoccupati per i gravi tentativi dei governi di screditare e delegittimare le ONG più critiche. Questo è particolarmente vero per i governi di Polonia, Ungheria e Romania.

Vera Jourová, commissaria europea per la giustizia, ha affermato che l'UE sta lavorando a uno studio di fattibilità e sta pianificando di presentare la proposta di nuovo meccanismo che consenta di finanziare le ONG con il budget UE post 2020. Ha parlato della necessità di mettere in piedi un processo proporzionale per la richiesta di sussidi e per i criteri di rendicontazione per ONG di piccola e grande scala, ma ha minimizzato in merito alla possibilità di stabilire a tal fine una linea di budget separata.

Per la Jourová è giunto il momento di incanalare le idee sulla questione all’interno di un processo legislativo europeo. Ha aggiunto che la Commissione Europea è in stretto contatto con le organizzazioni della società civile e intende ampliare il campo a tutti gli attori.

In risposta alle domande dei membri del Parlamento Europeo in merito alle crescenti pressioni sulle ONG e su ciò che la CE sta facendo per contrastarle, il commissario ha detto di voler considerare altri modi, oltre alle procedure di violazione in corso contro la Polonia e l'Ungheria, per far rispettare ai governi la libertà della società civile.

Le ONG propongono approcci innovativi ai problemi

Un certo numero di parlamentari ha confermato alla Jourová il proprio sostegno a finanziamenti specifici per le ONG. Ciò consentirebbe alle ONG di svolgere il proprio lavoro e di aggirare i tentativi dei governi di porre dei limiti ai loro attivisti e di marginalizzare il loro ruolo insostituibile nelle nostre democrazie.

Monika Panayotova, vice ministro per la presidenza bulgara dell'UE e responsabile delle relazioni con il Parlamento Europeo, ha sottolineato l'importanza della società civile nel preservare democrazia, stato di diritto, politiche inclusive, inclusione sociale e molto altro, sia nell'UE che in paesi terzi. Ha inoltre elogiato il settore delle ONG per gli approcci spesso innovativi ai problemi, che offrono un reale valore aggiunto in questi tempi difficili per le democrazie europee.

Michal Boni, eurodeputato polacco del Partito Popolare Europeo, ha ricordato che non c'è democrazia senza società civile - quindi l'UE è tenuta ad assicurare che i governi non impediscano alle ONG di accedere alle risorse necessarie per lo sviluppo delle nostre democrazie. Per arrivare allo European Values Instrument, abbiamo bisogno di una decisione presa attraverso una stretta cooperazione tra il Consiglio dei ministri, il Parlamento Europeo e la Commissione, ha affermato Boni.

Dobbiamo mettere la democrazia al primo posto

Péter Niedermüller, eurodeputato ungherese di Socialisti e Democratici, ha dichiarato che i governi dell'UE devono assumere una posizione ferma a favore delle organizzazioni della società civile e che l'UE dovrebbe istituire un fondo per la democrazia cui le ONG possano presentare domande e ottenere i finanziamenti direttamente al costo di progetto.

Sophia In 't Veld, eurodeputata liberale olandese (ALDE), ha chiesto alla Commissione di garantire che, attraverso la creazione del futuro strumento di bilancio per le ONG, il fondo di contenzioso creato lo scorso anno non venga diluito all’interno di un fondo generale.

La in I‘t Veld ha aggiunto che "democrazia significa pesi ed equilibri, il che comporta che, se necessario, dobbiamo finanziare anche la nostra opposizione", un pensiero provocatorio per molti dei suoi colleghi parlamentari.