Technologie e Diritti

Settore creativo: no al tentativo UE di rafforzare la tutela del copyright

Una lettera aperta firmata da varie organizzazioni del settore creativo chiede la sospensione del dibattito sull'articolo 13 e di individuare una soluzione migliore.

di Eva Simon

Numerose associazioni di spicco che rappresentano gli interessi del settore creativo, tra cui Association of Commercial Television in Europe, International Federation of Film Producers Association, International Video Federation, Premier League, hanno inviato una lettera aperta ai protagonisti dei negoziati in corso sul Diritto d'Autore nel Mercato Unico Digitale, chiedendo loro di sospendere i negoziati sull'articolo 13 così come previsto dalla bozza di direttiva.

Finora, le organizzazioni per i diritti umani e i diritti digitali si sono opposte all'articolo 13, sostenendo che soffocherebbe la libertà di parola su internet e consentirebbe alle piattaforme online di erodere ulteriormente la nostra privacy e anche che sarebbe contrario alla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Liberties e altre organizzazioni per i diritti umani hanno fatto presente ai decisori politici anche che, se l'articolo 13 dovesse passare, i tribunali costituzionali nazionali probabilmente si rifiuterebbero di metterlo in pratica per via delle garanzie a tutela della libertà di parola e della privacy previste dalle normative nazionali. E possiamo anche aspettarci che venga respinto dalla Corte di Giustizia. Vari esperti del Max Plank Institute e di altre università, ricercatori e la European Copyright Society concordano su questo. Hanno sottolineato che l'articolo 13 viola le regole previste da altre leggi dell'UE. E che creerà un'incertezza legale per le aziende, i creatori e più in generale i cittadini.

Ora anche i rappresentanti del settore audiovisivo e pubblicitario hanno fatto sentire la loro voce e chiesto ai decisori UE di sospendere i negoziati finché la Corte di Giustizia Europea non si sia espressa su degli standard legali. La Corte è chiamata a decidere su casi rilevanti, in particolare quelli che coinvolgono YouTube e che riguardano l'hosting di video protetti da copyright (C-682/18).

Meno di una settimana fa, il Parlamento ha pubblicato una serie di Domande e Risposte sulla bozza di direttiva sul copyright, in cui si legge che “l'obiettivo dell'articolo 13 è di mettere gli artisti in una posizione più forte nell'invocare i loro diritti ad un'equa compensazione quando il loro lavoro viene usato e distribuito online da altri.” Ma il fatto che i titolari di diritti siano contrari all'articolo 13 dimostra che c'è qualcosa di marcatamente sbagliato. Non c'è dubbio che sia giunto il momento di sospendere i negoziati sull'articolo 13 e individuare un modo più intelligente per proteggere il copyright che non implichi la soppressione di libertà fondamentali.

Per questo abbiamo scritto ai rappresentanti delle tre istituzioni dell'UE che stanno ultimando la Direttiva sul Copyright affinché sospendano i negoziati sull'articolo 13. Puoi trovare la lettera qui.