Democrazia e Giustizia

Madrid propone alternative alla detenzione dei migranti

Il Consiglio Comunale ha pubblicato il suo piano d'azione per evitare la detenzione di migranti e proteggere i diritti umani delle persone trattenute nei casi in cui la detenzione non possa essere evitata.

di Rights International Spain
I cittadini di Madrid da tempo si oppongono alla detenzione dei migranti: una manifestazione di protesta contro il CIE nel 2013. (Foto: Bárbara Boyero)
Il Consiglio Comunale di Madrid ha stilato un piano d'azione per evitare la privazione della libertà di chi si trova in una situazione di irregolarità nei centri di detenzione per migranti (CIE) della città.

Il documento in cui è incluso il piano d'azione, dal titolo “Madrid e i Diritti Umani: la responsabilità delle città in tema di centri di detenzione per migranti”, contiene le conclusioni di un gruppo di lavoro cui hanno partecipato varie istituzioni e organizzazioni della società civile, tra cui Rights International Spain.

'Il CIE di Madrid va chiuso'

L'amministrazione locale si è opposta alla stessa esistenza dei centri di detenzione per migranti, poiché la privazione della libertà di una persona che non ha commesso alcun reato è discriminatoria e contraria ai diritti alla libertà e alla sicurezza personale.

Considerato che il consiglio comunale non ha competenza in tema di politiche dell'immigrazione, ha chiesto al Ministero degli Interni di chiudere il CIE di Madrid, in linea con quanto previsto da vari organismi internazionali sui diritti umani.

Inoltre, sono state previste numerose misure per evitare la detenzione dei migranti. In primo luogo, il Consiglio Comunale produrrà dei rapporti sui migranti irregolari che vivono a Madrid e per i quali è in corso un procedimento di espulsione, per dimostrare al giudice che, siccome hanno una residenza stabile a Madrid, la privazione della libertà per loro non è necessaria, in modo da impedire così il loro ingresso nel CIE.

Per chi non può dimostrare tale radicamento, il Consiglio Comunale fornirà casa e cibo in strutture protette, per offrire ai giudici un'alternativa alla privazione della libertà, in linea con le raccomandazioni delle organizzazioni internazionali sui diritti umani.

Un aiuto

Allo stesso modo, le autorità locali vogliono creare dei meccanismi (per quanto di loro competenza), per proteggere i diritti dei detenuti, nei casi di persone che dovessero entrare comunque nel CIE. Per questo, invieranno due o tre assistenti sociali del Consiglio Comunale nel CIE, per monitorare il rispetto dei diritti dei detenuti e fornire ai migranti il supporto necessario qualora l'espulsione dovesse concretizzarsi, pubblicando anche periodicamente dei rapporti sulla situazione del centro.

Infine, sono state previste varie misure nel caso in cui, dopo essere stata trattenuta nel CIE, la persona non viene espulsa (circa il 60% dei casi).

Il Consiglio Comunale si impegna così a preparare le risorse sociali di cui i migranti possono aver bisogno in base alle circostanze.

Rights International Spain apprezza tale proposta perché la priorità è l'eliminazione della detenzione dei migranti che si trovano in una situazione di irregolarità e questo richiede la previsione di alternative come quelle disposte dal Consiglio Comunale, tenuto conto delle sue competenze limitate in tema di politiche dell'immigrazione.