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Tagli al budget delle strutture di cura belghe: disciplina fiscale o irresponsabilità?

La League of Human Rights chiede alle autorità belghe di prendere in considerazione i rischi dei tagli alle risorse umane e finanziarie delle strutture di cura e protezione sociale del paese.

di Belgian League of Human Rights

Il personale infermieristico dell'Istituto di Difesa Sociale (EDS) Paifve si è rivolto ai membri del governo belga, inclusi vari membri della Commissione Giustizia della Camera, a seguito dell'annuncio in base al quale numerosi contratti a tempo determinato non saranno rinnovati. Il team di medici e psicologi della struttura sarebbe drasticamente ridotto, rendendo così praticamente impossibile un'assistenza medica e psicologica adeguata.

I finanziamenti per un'assistenza adeguata sono essenziali per le strutture EDS, che offrono un alloggio ai detenuti che è a metà tra un carcere e una centro di accoglienza, permettendo di trascorrere più tempo negli spazi comuni e una migliore cura ai detenuti. Con i tagli, i 208 detenuti di Paifve sarebbero dimenticati: verrebbero presi in carico nel futuro da due psichiatri in servizio per 24 ore a settimana e da due psicologi, di cui uno part-time.

Nella Commissione Giustizia del 26 novembre, il Ministro della Giustizia Koen Geens ha affermato di tenere molto a EDS Paifve, ma ha aggiunto che i rinnovi dei contratti dipendono dalle decisioni della Commissione Federale Giustizia e dall'Ispettorato della Finanza e che il loro obiettivo è di tagliare i costi. La League of Human Rights appoggia l'idea di realizzare una migliore gestione del personale e un'appropriata valutazione del lavoro, ma questo sicuramente va distinto dall'annuncio di tagli alla forza lavoro. Questo è ancor più vero se si prende in considerazione l'accordo di coalizione, che prevede “risorse di bilancio sufficienti per garantire l'attuazione della nuova normativa in tema di detenzione.”

Lo smantellamento della cura

LDH ha già espresso la sua posizione su questo, ricordando le numerose condanne al Belgio da parte della Corte Europea dei Diritti Umani, lo stato disastroso delle strutture di contenimento, che sono gestite dal Ministero della Giustizia e più in generale la responsabilità dello stato, che decide di “rinchiudere” i cittadini che considera irresponsabili.

In generale, i tagli degli ultimi anni al bilancio in materia di giustizia (rafforzamento della sicurezza, priorità della costruzione di nuove strutture, scarsa o nessuna attenzione ai processi di reinserimento) impattano direttamente sulla salute dei detenuti, e sui team di assistenza. Lo smantellamento dei servizi di cura è in atto da tempo e ciò che sta succedendo a EDS Paifve è solo un esempio. LDH esprime le sue preoccupazioni anche in merito alla privatizzazione di alcuni “servizi” per i reclusi. A questo proposito, i tagli ai finanziamenti del Centro di Psichiatria Forense di Ghent sono il risultato della sottovalutazione da parte dei politici del budget necessario per soddisfare le esigenze di cura dei pazienti.

In tale contesto, è ancora ragionevole credere al governo quando sostiene di volersi impegnare per risolvere il cronico problema della reclusione? Se davvero volesse affrontare la questione, dovrebbe considerare la possibilità di trasferire il servizio di assistenza sanitaria dal Servizio Pubblico Federale della Giustizia alla Sanità (ex Ministeri della Giustizia e della Sanità). Molti attori della società civile e autorità pubbliche ritengono che questa mossa potrebbe contribuire a fornire un sostegno più responsabile e coerente ai reclusi. “La disciplina fiscale” e la complessità istituzionale non dovrebbero essere sinonimo di abbandono della missione e delle responsabilità dello stato.