Uso letale della forza sotto esame in Lituania

L'inseguimento d'auto per catturare contrabbandieri di sigarette che si è concluso con l'uccisione di un diciottenne da parte della polizia di frontiera ha provocato un acceso dibattito pubblico sull'uso della forza in Lituania.
Un carico di sigarette del valore di 42,000 euro. Un inseguimento tra i boschi. La

vita di un diciottenne stroncata da un proiettile della polizia. La storia di questo incidente letale nella lotta al contrabbando ha provocato un acceso dibattito pubblico in Lituania sui metodi

utilizzati dalla polizia di frontiera e sul suo uso sproporzionato della forza.

Il conducente della Peugeot 607 con il carico di contrabbando, in viaggio dalla Bielorussia verso la Lituania, ha ignorato il segnale di fermarsi dato dalla polizia di frontiera. Dopo aver sparato alcuni colpi in aria, il poliziotto ha mirato alle gomme dell'auto. Sfortunatamente, hanno colpito il giovane alla guida, poi morto per le ferite.

Modello inquietante

Non è la prima volta che l'uso sproporzionato della forza da parte delle autorità lituane viene chiamato in causa. La Lituania ha già perso un caso simile di fronte alla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) nel 2008. Le circostanze relative a quel caso, Juozaitienė and Bikulčius v. Lithuania, erano simili a questo: due giovani passeggeri a bordo di un veicolo in fuga, che però non rappresentava alcuna minaccia diretta, sono stati uccisi dagli agenti. Lo stato non si è preoccupato di condurre un'indagine sulla morte dei ragazzi o di perseguire gli agenti coinvolti.

“Non è giustificabile nemmeno nel caso in cui sarebbe impossibile fermare chi sta scappando senza l'uso della forza,” ha dichiarato una rappresentante del governo lituano alla Corte EDU, commentando il caso. A suo parere, la giurisprudenza della corte stabilisce che non c'è necessità di ricorrere a tale uso della forza se è chiaro che la persona trattenuta non pone alcun rischio per la vita o l'incolumità fisica o se non è sospettata di un reato molto grave.

Boomerang di commenti pubblici

“L'uso di armi è stato eccessivo. Penso che debba essere avviata un'indagine molto seria sulle responsabilità e sul mancato adempimento ai propri doveri,” ha dichiarato la presidente lituana Dalia Grybauskaitė, che è stata pesantemente criticata per esser giunta a delle conclusioni prima della chiusura delle indagini.

Alcuni commenti espressi da pubblici ufficiali in violazione della presunzione di innocenza avevano fatto sì che la Lituania perdesse il caso Butkevičius v. Lithuania di fronte alla Corte di Strasburgo nel 2002, in cui il procedimento contro un ex parlamentare accusato di corruzione si era trasformato nella violazione del principio del giusto processo.

Sembra che le forze di polizia lituane saranno coinvolte in una complicata indagine preliminare, mentre i tribunali dovranno fare i conti con un caso difficile e di vasta portata che senza dubbio solleverà molte questioni complicate - sia per quanto riguarda l'uso letale della forza che la possibile violazione della presunzione di innocenza.