Uomo imprigionato dopo aver chiamato l'ex presidente croato "criminale di guerra"

Le organizzazioni per i diritti umani hanno reagito a una dura decisione contro un attivista che sosteneva che il primo presidente croato, Franjo Tuđman, era un "criminale di guerra" durante l’inaugurazione della statua in suo onore a Zagabria.

Le organizzazioni per i diritti umani condannano la sentenza in questione

Quattro organizzazioni hanno criticato il sistema giudiziario croato per non aver protetto il diritto dell'attivista Zoran Erceg alla libertà di espressione e alla libertà di riunione. L'attivista è condannato a 15 giorni di carcere e bandito dall'avvicinarsi al monumento per ex presidente Franjo Tuđman a Zagabria per un anno dopo aver chiamato l'ex presidente “criminale di guerra” durante l’inaugurazione della statua in suo onore. La pena detentiva era più lunga dei 10 giorni richiesti dalla polizia. Le quattro organizzazioni: Casa dei Diritti Umani di Zagabria (Kuća ljudskih prava Zagreb), Documenta - Centro per le relazioni con il passato (Documenta – centar za suočavanje s prošlošću), il Centro per gli studi sulla pace (Centar za mirovne studije) e il Comitato dei cittadini per i diritti umani (Građanski odbor za ljudska prava) hanno criticato questa sentenza.

La Corte ignora la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali

Nel suo giudizio la Corte per i Reati Minori di Zagabria ha completamente ignorato la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che tutela il diritto alla libertà di espressione e di riunione, compresa l'espressione di atteggiamenti critici contrari alla politica attuale o alla convinzione sociale dominante. La libera espressione dell'opinione critica durante le proteste nei luoghi pubblici è una norma fondamentale di una società libera e pluralista. La Corte europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ha fissato negli anni '70 gli standard di protezione del diritto alla libertà di espressione in una società democratica. Questi standard proteggono anche il diritto di esprimere idee o atteggiamenti che possono essere considerati "offensivi, sconvolgenti o inquietanti per lo stato o qualsiasi parte della popolazione". Le quattro organizzazioni per i diritti umani considerano questo giudizio una minaccia ai fondamenti stessi della società democratica.

Il verdetto è significativo nel più ampio contesto della libertà di espressione

Le conseguenze di questo verdetto vanno ben oltre la detenzione e le violazioni dei diritti umani contro la persona. Rappresentano una seria minaccia sistematica ai diritti dei cittadini croati di riunirsi ed esprimersi liberamente. Ci auguriamo che il tribunale di secondo grado agisca in conformità con gli obblighi derivanti dalla Convenzione europea e che, nel processo di ricorso, applichi direttamente la prassi della Corte europea, garantendo in tal modo i diritti umani e le libertà fondamentali.