Commissione risponde alla lettera congiunta Liberties-ONG sull'Ungheria

Varie ONG ungheresi e Liberties di recente hanno chiesto alla Commissione di intervenire per proteggere lo stato di diritto e la libertà delle ONG in Ungheria e in tutta l'UE. Pubblichiamo qui un nostro commento alla risposta della Commissione.

All'inizio di questa settimana, Liberties ha ricevuto una risposta dalla Commissione Europea alla lettera che abbiamo scritto insieme all'Hungarian Civili Liberties Union e all'Helsinki Committee a Frans Timmermans, Primo Vice Presidente della Commissione Europea. Puoi trovare la nostra lettera completa qui. Nella lettera chiediamo alla Commissione di fare tre cose.

  • Primo, avviare un procedimento legale contro il governo ungherese sulla legge contro le ONG approvata a giugno.
  • Secondo, attivare la 'procedura' dello stato di diritto nei confronti dell'Ungheria. Si tratta di una procedura che consente alla Commissione di indagare se un governo sta smantellando le istituzioni e le leggi che proteggono lo stato di diritto e di fare raccomandazioni a quel governo su come modificare la situazione.
  • Terzo, intraprendere una serie di misure per proteggere meglio le ONG che promuovono i valori fondamentali dell'UE della democrazia, dei diritti fondamentali e dello stato di diritto. Le misure che abbiamo richiesto riguardano: la nomina di un organismo o persona nella Commissione per monitorare gli attacchi alle ONG nell'UE e dialogare con i governi responsabili di tali azioni; migliorare il modo in cui la Commissione finanzia le ONG all'interno dell'UE in modo da equipararle alle ONG finanziate al di fuori dell'UE.
Subito dopo l'invio della nostra lettera, la Commissione ha infatti avviato un procedimento legale contro l'Ungheria per la legge sulle ONG. Tuttavia, in risposta alla nostra lettera, la Commissione ha dichiarato che non intende attivare la procedura dello stato di diritto né sviluppare nuove misure in sostegno alle ONG all'interno dell'UE.

In merito al rifiuto da parte della Commissione di attivare la procedura dello stato di diritto contro l'Ungheria, Stefánia Kapronczay, Direttore Esecutivo dell'Hungarian Civil Liberties Union, ha dichiarato:

“La Commissione sottovaluta la gravità della situazione. Nella lettera della Commissione si legge che la procedura può essere attivata solo quando i meccanismi nazionali che tutelano lo stato di diritto, come la Corte Costituzionale Ungherese, non sono in grado di proteggere lo stato di diritto in maniera efficace. Nell'opinione della commissione, la Corte Costituzionale è ancora in grado di svolgere questa funzione. La realtà è che la Corte Costituzionale Ungherese non è più un organo indipendente. I ruoli dei giudici sono occupati da nomine politiche che prendono decisioni che perseguono gli interessi del governo anziché tutelare lo stato di diritto e i diritti fondamentali. Oltre a questo, la corte si è vista ridurre significativamente anche il suo potere di esaminare la legalità dei provvedimenti in vigore.”

Sullo stesso tema, Márta Pardavi, co-Presidente dell'Hungarian Helsinki Committee, ha dichiarato:

“Accogliamo con favore la decisione della Commissione di avviare una procedura di violazione in riferimento alla legge contro le ONG approvata a giugno. Tuttavia, esempi del passato dimostrano che precedenti procedure di infrazione, anche qualora culminate in una sentenza contro il governo da parte del tribunale del Lussemburgo, non sono state in grado di riparare il danno alla protezione dei diritti umani e allo stato di diritto in Ungheria. Il governo ungherese non ha rispettato queste precedenti sentenze della CGUE in maniera adeguata, facendo solo il minimo necessario per evitare nuove azioni da parte della Commissione. Tenuto conto di questo, la Commissione dovrebbe attivare la procedura dello stato di diritto. Questo consentirebbe all'UE di intraprendere un'azione più olistica in grado di far fronte efficacemente all'impatto complessivo sulla democrazia, i diritti e lo stato di diritto di molte riforme negative che sono state attuate in Ungheria fin dal 2010.”
Liberties intende anche evidenziare che in tutta Europa si stanno adottando pratiche per limitare le attività delle ONG che promuovono la democrazia, lo stato di diritto e i diritti fondamentali. Tra queste ci sono campagne di diffamazione, tagli ai finanziamenti, iper-regolamentazione e esclusione delle ONG dal processo di formazione delle leggi e delle politiche.

Qui puoi leggere un documento pubblicato da Liberties con una sintesi di questi problemi. Come spiegato nella nostra ricerca, il modo in cui la Commissione al momento finanzia le ONG a livello nazionale è potenzialmente contro-produttivo e queste organizzazioni vengono trattate più come sub-appaltatrici che come un pilastro essenziale della democrazia, al pari della libertà dei media e dell'indipendenza dei tribunali. Se l'UE vuole salvaguardare i suoi valori fondamentali, deve iniziare a sostenere le ONG che aiutano a promuoverli, proprio come fa nei paesi fuori dall'Unione.

Leggi il testo completo della risposta della Commissione alla nostra lettera.