Stato di diritto: ecco perché la Commissione Europea sta esaminando la Polonia

La Commissione ha attivato la procedura sullo stato di diritto in quanto teme che il neo-eletto governo polacco stia abusando dei suoi poteri. Scopri cosa sta accadendo e cosa potrebbe accadere.
I governi che hanno formato l'Unione Europea sono tutti daccordo sul fatto che per essere membro dell'UE un paese debba condividere e tutelare certi valori. Tra questi ci sono lo stato di diritto, la democrazia e gli standard sui diritti umani. Qualunque paese intenda aderire è tenuto a proteggere questivalori.

Una delle responsabilità della Commissione Europea è di garantire che i governi UE rispettino i valori dell'Unione. La Commissione è preoccupata che i cambiamenti che il nuovo governo polacco sta apportando alla sua Corte Costituzionale e ai media pubblici stiano mettendo a rischio lo stato di diritto.

Cos'è lo stato di diritto?

Lo stato di diritto fa riferimento ad una serie di principi volti ad evitare che un governo abusi dei suoi poteri. Tra le altre cose, lo stato di diritto impone ai governi di agire entro i limiti della legge, in particolare la costituzione, ma anche gli standard internazionali sui diritti umani. La maggior parte dei paesi UE ha una corte costituzionale, il cui ruolo è di controllare che i governi non creino leggi che violano la costituzione.

Affinché una corte costituzionale tuteli la costituzione, i giudici di quella corte devono essere indipendenti e imparziali. Vale a dire, devono essere neutrali e non essere influenzati dai politici.

Quando un governo viola la costituzione, la situazione non può essere sanata finché la corte costituzionale non prende una decisione. Quindi per essere sicuri che la costituzione sia protetta efficacemente, una corte costituzionale deve anche poter prendere delle decisioni in maniera relativamente veloce. Se una corte opera lentamente possono passare molti anni prima che le violazioni della costituzione vengano corrette. Fino allora il governo può agire illegalmente.

Lo stato di diritto prevede anche che i governi legiferino attraverso un processo democratico, nel rispetto della volontà dei cittadini. Un funzionamento corretto della democrazia implica che il pubblico abbia accesso ad informazioni corrette ed imparziali da parte di media liberi dall'influenza dei politici.

Come si applica in Polonia?

La Commissione è preoccupata per la situazione in Polonia per due motivi.

In primo luogo, le modifiche alla Corte Costituzionale. Il nuovo governo ha nominato più giudici della Corte Costituzionale di quanti avrebbe potuto – cinque anziché due. Il governo si sta rifiutando di applicare una recente decisione della Corte Costituzionale che stabilisce che l'attuale governo deve accettare tre giudici nominati dal precedente governo e nominarne soltanto due.

Se il governo potesse ignorare la corte, allora la corte non potrebbe fare il suo lavoro di garanzia che il governo rispetti i limiti imposti dalla costituzione. Questo significa che la Corte Costituzionale non sarebbe in grado di impedire al governo di creare leggi che violano i diritti umani protetti dalla costituzione.

Il nuovo governo ha anche modificato le regole di funzionamento della Corte Costituzionale. Questi cambiamenti rallentano significativamente i processi attraverso cui la corte può decidere sui casi. Questo significa che se il governo fa qualcosa di illegale ci vorranno ora molti anni prima che la Corte Costituzionale possa rimettere le cose a posto.

In secondo luogo, la Commissione è preoccupata che i cambiamenti del nuovo governo al sistema delle telecomunicazioni pubbliche possano indebolire il diritto alla libertà di espressione e di informazione. Tali cambiamenti attribuiscono al governo il controllo sulle nomine dei direttori e dei membri dei comitati di controllo dei media pubblici.

Cosa sta avvenendo?

La Commissione ha attivato la procedura dello stato di diritto nei confronti della Polonia. Tale procedura non comporta alcuna sanzione. Vale a dire che non dà alla Commissione il potere di multare il governo, tagliare finanziamenti o togliere il diritto di voto all'interno dell'UE. E' prevista per consentire a Commissione e governo di discutere per negoziare una soluzione.

La Commissione può attivare tale procedura quando ritiene che ci sia una minaccia “sistematica” allo stato di diritti di un paese UE. Con minaccia “sistematica” la Commissione intende una situazione in cui i tribunali nazionali, come la Corte Costituzionale polacca, non sono più in grado di garantire che il governo agisca nel rispetto della legge.

Se un governo si rifiuta di applicare una decisione della corte, interferisce con l'indipendenza dei giudici, o rallenta il lavoro della corte, questo rende molto difficile per la corte controllare che il governo stia agendo nella legalità.

La procedura prevede tre fasi. La prima fare è già iniziata. La Commissione ha spiegato al governo perché è preoccupata per la Corte Costituzionale. La Commissione sta attendendo che il governo polacco spieghi cosa è stato fatto, perché e quale impatto questo avrà sullo stato di diritto. Sebbene la Commissione abbia i suoi esperti che analizzano la situazione, cerca informazioni ed esperienze anche da altre fonti.

In particolare, la Commissione farà ricorso all'esperienza della “Commissione Venezia”, che fa parte del Consiglio d'Europa. La Commissione Venezia è un organismo di esperti indipendenti che analizzano la legge e la politica per controllare che queste non mettano a rischio lo stato di diritto.

In base ai dialoghi intercorsi con il governo polacco e all'analisi della situazione, la Commissione può decidere sia di chiudere la sua inchiesta, sia di passare alla seconda fase della procedura. E' probabile che la Commissione decida cosa fare a marzo 2016.

Cosa succederà?

Potrà accadere una di queste tre cose:

  • E' possibile che entro la fine del dialogo tra il governo polacco e la Commissione, quest'ultima decida che le modifiche alla Corte Costituzionale e ai media pubblici non abbiano messo a rischio lo stato di diritto. La Commissione potrebbe monitorare la situazione, senza però chiedere alla Polonia di fare alcun cambiamento e il processo sarebbe formalmente chiuso.
  • Uno scenario alternativo è che, durante i dialoghi, il governo della Polonia potrebbe acconsentire informalmente a riportare le cose come erano, o ad apportare altre piccole modifiche che la Commissione richiede. Questo probabilmente metterebbe fine al processo.
  • La terza possibilità è che la Commissione potrebbe non essere convinta dalle spiegazioni del governo sul perché le modifiche alla Corte Costituzionale e ai media pubblici fossero giustificabili e decida che lo stato di diritto sia stato messo in pericolo. Se questo accadesse, la Commissione probabilmente passerebbe alla seconda fare della procedura, che consiste nel presentare al governo delle raccomandazioni su cosa occorre fare per riportare lo stato di diritto. Il governo avrebbe in questo caso un po' di tempo e un sostegno per adottare questi suggerimenti.

Nella fase finale della procedura, la Commissione dovrebbe verificare se il governo polacco ha applicato in maniera corretta le raccomandazioni. Se il governo non dovesse applicare le raccomandazioni della Commissione, allora la Commissione potrebbe decidere di iniziare una procedura differente che prevede sanzioni.

Tale procedura, che non è mai stata usata, è descritta dall'articolo 7 del Trattato dell'Unione Europea.