Centri di detenzione per migranti in Belgio: un male non necessario

In Belgio è stato pubblicato un nuovo rapporto sui centri di detenzione, 10 anni dopo il precedente. Il rapporto dimostra chiaramente che la detenzione amministrativa viola i diritti umani e la dignità.
Le associazioni per i diritti degli stranieri Caritas International, CIRE', Jesuit refugee service, Lega dei Diritti Umani, MRAX e Vluchtelingenwerk Vlaanderen hanno pubblicato il nuovo rapporto sulla situazione dei centri di detenzione in Belgio. La conclusione è chiara: la detenzione amministrativa viola i diritti umani e la dignità.

Finora e da più di 25 anni, centinaia di persone sono state trattenute nei centri di detenzione soltanto perché prive dei documenti necessari per entrare o restare in Belgio. Sebbene non abbiano commesso alcun reato, la detenzione di queste persone può durare settimane, se non mesi.

Situazione 'spaventosa'

A cosa assomiglia la realtà di questi centri? Quali sono le condizioni in cui vivono le persone trattenute? Pubblicando questo rapporto sulla situazione dei centri, le organizzazioni, che visitano i detenuti su base regolare, intendono rendere l'opinione pubblica consapevole di ciò che accade all'interno di questi campi. Nel far questo, le organizzazioni sperano che ognuno di noi possa considerare i centri in maniera differente e distaccata dalle attuali agitazioni politiche.

Il precedente rapporto era stato pubblicato 10 anni fa. Purtroppo, quasi tutte le conclusioni dipinte dal precedente rapporto restano questioni critiche e delle raccomandazioni presentate all'epoca, pochissime sono state implementate.

“Assistiamo alla stessa regressione quando si tratta di rispettare i diritti: vengono trattenute donne incinta, anziani e persone malate, le famiglie vengono separate, la durata della detenzione è arbitraria, i detenuti incontrano grandi difficoltà nell'accedere al sostegno legale, i richiedenti asilo vengono sistematicamente arrestati al confine... Le conclusioni sono spaventose”, dichiarano le organizzazioni.

La detenzione ha conseguenze enormi per le persone che la subiscono, sia a livello fisico che psicologico, per non parlare dell'impatto sull'immagine dei migranti che vengono descritti come criminali per via del fatto che sono detenuti in strutture ad alta sicurezza. Questa immagine fuorviante sta alimentando il senso di insicurezza all'interno della nostra società e mettendo a rischio la possibilità di vivere insieme.

Messaggio diretto a Francken

Eppure il governo sta chiaramente usando questa forma di detenzione come pietra miliare della sua politica dell'immigrazione. Nel suo programma a medio termine, il segretario di stato per l'immigrazione e l'asilo, Theo Francken, ha dichiarato che intende aumentare il numero di posti all'interno dei centri e il numero di espulsioni. Vuole addirittura trattenere i minori in questi campi, cosa che non avviene dal 2008, quando il Belgio è stato condannato dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

"In base a quanto emerge da questo rapporto sui centri, vogliamo sollevare la questione del rispetto dei diritti umani e discutere la validità e legittimità dei centri. Di fronte alla portata e alla persistenza di questa situazione, chiediamo il rispetto dei principi fondamentali come la libertà, lo stato di diritto e il divieto di trattamenti inumani e degradanti. Chiediamo che il Belgio, per lo meno, non trattenga più persone vulnerabili e richiedenti asilo, approvi una legge sul divieto assoluto di trattenere minori e implementi un meccanismo di monitoraggio indipendente ed efficace dei centri di detenzione,” chiedono le organizzazioni nelle conclusioni del rapporto.

E' ora di smetterla di far credere alle persone che la detenzione amministrativa sia un male necessario e di usare i centri a vantaggio di una politica migratoria che li considera una soluzione alla questione della sicurezza.

Qui puoi scaricare il rapporto 2017 sulla situazione dei centri di detenzione.