ONG italiane imparano ad usare il contenzioso strategico per l'innovazione sociale

Di recente CILD ha organizzato un seminario su come usare il contenzioso strategico per promuovere l'innovazione sociale, con un occhio verso le questioni più urgenti in Italia, tra cui la discriminazione dei rom e dei migranti.
Il seminario “Strategic Litigation Essentials Workshop”, che si è tenuto il 28 e 29 novembre, è stato organizzato dalla Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili (CILD), con il sostegno del programma Justice dell'Open Society.
Avvocati e operatori di varie ONG italiane (tra cui Progetto Diritti, A Buon Diritto, Diritto di Sapere, Cittadinanzattiva, Antigone, Rete Lenford, Asgi, Arci, Avvocati per Niente, L'Altro Diritto) che si occupano di varie questioni inerenti i diritti umani, come i diritti LGBT, i diritti dei migranti, i diritti dei rom, questioni di giustizia penale, hanno ricevuto spunti di riflessione da parte di esperti della Justice Initiative su come utilizzare il contenzioso strategico per promuovere l'innovazione sociale.

Il contenzioso strategico per l'innovazione sociale

La prima giornata del seminario è iniziata con una rapida rassegna del significato del contenzioso strategico e di come questo strumento possa essere usato nel contesto italiano. I partecipanti hanno poi discusso dell'impatto che il contenzioso strategico può avere a livello politico, giuridico e sociale. Esperti della Justice Initiative di Open Society Foundation hanno inoltre fornito suggerimenti su come programmare un contenzioso strategico nella maniera più efficace possibile.

Nella seconda giornata, il seminario si è focalizzato su come redigere un caso, in particolare se rivolto alla Corte Europea dei Diritti Umani: lo stile di scrittura, cosa inserire e gli errori da evitare.

Dopo questa introduzione, il focus si è spostato verso l'inclusione della comunità nel programma di contenzioso strategico. I punti di forza e di debolezza del coinvolgimento della comunità nel contenzioso strategico sono stati discussi con tutti i partecipanti. Gli esperti hanno sottolineato quanto sia importante prevedere un piano di comunicazione a supporto del contenzioso strategico.

Per mettere in pratica le teorie del contenzioso strategico, i partecipanti sono stati poi suddivisi in quattro gruppi per trattare quattro casi concreti riguardanti i diritti umani: la stepchild adoption, l'introduzione del reato di tortura in Italia; la discriminazione dei rom in riferimento alla raccolta dei loro dati personali; e la discriminazione dei migranti dal punto di vista dell'incapacità dello stato italiano di fornire accesso all'assistenza legale gratuita.

Per una società civile più forte

I commenti dei partecipanti al seminario sono stati molto positivi e unanimi nell'affermare di avere avuto un'occasione di rafforzare le loro competenze in tema di contenzioso strategico e di sviluppare prospettive diverse per gestire i loro casi, non soltanto da un punto di vista legale ma anche dal punto di vista della comunicazione e dell'advocacy.

Un effetto collaterale del workshop è stato quello di rafforzare le relazioni e la cooperazione tra diverse organizzazioni della società civile, pur lavorando spesso su temi diversi. Questo per rafforzare la società civile italiana e la sua capacità di promuovere l'innovazione sociale!