Romania: fischiare alle proteste potrebbe essere punito con un anno di prigione

Il Parlamento sta discutendo diverse proposte di modifica ai regolamenti di polizia che, tra le altre cose, includono la criminalizzazione dei fischi durante le manifestazioni di protesta.

Molte proposte di modifica delle leggi che disciplinano le attività di polizia così come quelle che regolano le assemblee pubbliche in Romania, potrebbero violare i diritti umani e le libertà o, attraverso la loro ambiguità, consentire abusi da parte della polizia nei confronti dei cittadini.

L'Associazione per la Difesa dei Diritti Umani in Romania – l'Helsinki Committee (APADOR-CH), membro di Liberties, ha chiesto chiarimenti in merito a queste proposte e la cancellazione di alcune di esse. Per entrare in vigore devono essere approvate dal Parlamento, ma arrivano in un momento teso in cui molte delle misure economiche e sociali annunciate dal governo stanno causando una forte insoddisfazione tra i cittadini che si stanno riversando nelle strade delle città rumene.

Esempi di riforme controverse

  • La proposta di criminalizzare e punire con la reclusione da 3 mesi a 1 anno l'atto di "usare parole e espressioni offensive o gesti osceni" verso i pubblici ufficiali. Questa disposizione è così ampia e vaga che qualsiasi gesto o parola utilizzata davanti a un ufficiale di polizia potrebbe essere classificato come comportamento criminale. Tra questi comportamenti potrebbero includere, ad esempio, i fischi per esprimere insoddisfazione. In base alla proposta di legge, queste critiche potrebbero essere interpretate dagli agenti di polizia come "parole, espressioni o gesti offensivi", così che tutti i partecipanti ad un’assemblea pubblica potrebbero diventarne responsabili. Attualmente, l'articolo 257 del codice penale criminalizza una forma di aggressione verbale, ossia l'utilizzo di minacce verbali verso i pubblici ufficiali. Tale minaccia deve andare al di là del semplice linguaggio offensivo, per cui la sanzione penale di tale comportamento può essere giustificata dal fatto che la minaccia potrebbe mettere in pericolo gli agenti di polizia. Tuttavia, il pericolo di "gesti, parole o espressioni offensivi" è di natura molto diversa. Inoltre, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha accettato che possono essere considerate legittime anche espressioni scioccanti e persino offensive se si tratta di attirare l'attenzione su questioni di interesse pubblico.
  • L'introduzione di una nuova forma di privazione della libertà, chiamata "arresto amministrativo", che dà agli agenti di polizia il potere di impedire a una persona di lasciare un certo spazio. Le leggi di polizia prevedono già una procedura amministrativa che consente agli agenti di polizia di accompagnare una persona in una stazione di polizia. La proposta di legge non prevede alcuna limitazione della durata della detenzione amministrativa, né offre dettagli sulla procedura da seguire o sulle garanzie da adottare per tutelare i diritti e le libertà della persona sottoposta a tale misura. Tale disposizione, ovviamente estremamente vaga, non può essere utilizzata per privare qualcuno della sua libertà.
  • L'introduzione della vaga nozione di "posizione innocua", che la gente deve mantenere davanti agli agenti di polizia. APADOR-CH ha chiesto una definizione più chiara di posizione, altrimenti gli agenti di polizia avranno la libertà di interpretare ciò che costituisce una "posizione innocua". Secondo la legge, nulla impedisce loro di scegliere di interpretare come pericolosa anche una persona sdraiata sul ventre e con le mani dietro la schiena.

Tutte le osservazioni presentate da APADOR-CH su queste proposte di legge sono disponibili qui.

APADOR-CH concorda sul fatto che gli agenti di polizia debbano beneficiare di una protezione effettiva ed efficace e di mezzi - anche di carattere legislativo - adeguati a garantire la loro sicurezza per il corretto svolgimento dei propri doveri professionali. Allo stesso tempo, l'abuso di potere non dovrebbe mai essere accettato: deve essere impedito ad ogni costo e, nel caso in cui si verifichino abusi, questi devono essere sanzionati.

Pertanto, qualunque regolamento in questo campo, anche se introdotto con le migliori intenzioni, non dovrebbe creare, in quanto ambiguo o sproporzionato, condizioni che facilitino l'abuso di potere.