Rapporto LDH: Abusi di potere da parte della polizia belga durante l’isolamento

In seguito alle segnalazioni di violenza da parte della polizia sui social network, sulla stampa e da parte di testimoni diretti, Police Watch, l'osservatorio sulla violenza della polizia di LDH, lancia una campagna di sensibilizzazione sugli abusi.
Il 20 giugno scorso il Ministro dell'Interno e della Pubblica Sicurezza, Pieter De Crem, ha dichiarato: "non c'è nessun problema di razzismo strutturale nelle Forze dell'ordine”. Ha appoggiato la sua dichiarazione dicendo che "pochissime denunce relative al razzismo sono presentate alla Commissione P.: 45 denunce tra aprile e dicembre del 2017, su un totale di 50,000 agenti di polizia all'interno delle Forze dell’ordine. Inoltre, molte denunce sono considerate infondate.” Police Watch, l’osservatorio sull'abuso della polizia della Lega belga per i diritti umani (LDH), ha recentemente lanciato una campagna per raccogliere testimonianze e mettere in luce le esperienze della violenza delle Forze dell'ordine durante l’isolamento per il Covid-19. Grazie alla collaborazione dei partner di LDH, in soli due mesi sono state raccolte più di un centinaio di testimonianze. Queste testimonianze sono state oggetto di un'analisi pubblicata la settimana scorsa sotto forma di rapporto. Senza pretendere di essere statisticamente rappresentative, le testimonianze presentate in questo rapporto contraddicono la dichiarazione del Ministro dell’Interno e della Pubblica Sicurezza.

Più di 100 testimonianze permettono di giungere ad alcune conclusioni generali

Police Watch è stato creato solo un mese fa e ha usato strumenti progettati per questo tipo di situazioni: un sito web, la cui funzione è quella di informare le vittime dei loro diritti e di raccogliere testimonianze attraverso moduli online sicuri.

Sono state raccolte quasi 100 testimonianze di incidenti avvenuti tra il 18 marzo e il 29 maggio 2020. Dopo l'analisi, 54 di essi sono stati convalidati. Dieci testimonianze sono state ricevute durante lo sportello di ascolto di LDH e 11 attraverso i membri dell'associazione, in forma anonima e nel rispetto degli standard etici del settore. Anche l'UNIA, un'istituzione belga che lotta contro la discriminazione e per le pari opportunità, ha inviato una sintesi di 27 casi di denunce di brutalità da parte della polizia (ogni caso è stato analizzato separatamente).

Non pretendiamo che il rapporto sia statisticamente rappresentativo (questo elaborato statistico è di competenza dello Stato, come in altri paesi europei). Tuttavia, questa raccolta di 102 testimonianze rivela una serie di conclusioni molto simili a quelle riportate da associazioni che lottano contro gli abusi della polizia (come Blédartes, JOC, Bruxelles Panthères, Colletif des Madres, ecc.) e da organizzazioni e istituzioni che lavorano su questi temi (come Aide à la jeunesse o Médecins du Monde, ecc.).

I gruppi vulnerabili subiscono molti più abusi da parte della polizia

Mentre le misure per la crisi sanitaria messe in atto dallo Stato riflettono una gestione uniforme, che tuttavia non allenta la pressione sui gruppi già vulnerabili prima dell'epidemia, la loro attuazione da parte delle Forze dell’ordine sembra arbitraria.

  • Il 98% degli abusi denunciati alla polizia si sono verificati nelle tre regioni più povere del paese. A Bruxelles, il 71% dei casi segnalati si è verificato nelle aree più svantaggiate.
  • Il 53% degli intervistati ha dichiarato di aver subito una discriminazione.
  • Quattro fattori aumentano la probabilità di essere vittima di abusi da parte della polizia: essere giovani (55%), appartenere a un gruppo etnico minoritario (non bianchi) (40%), agire in solidarietà o manifestare a favore di questi gruppi (17%), e trovarsi in una situazione precaria (15%).

L'analisi evidenzia come le autorità abbiano usato due pesi e due misure nella gestione della crisi, generando cittadini di seconda classe. Lo Stato e la società nel suo insieme hanno approfittato dei gruppi sopra citati, che spesso hanno svolto lavori precari e mal pagati, senza alcuna protezione, eppure non sono in grado di esercitare efficacemente i loro diritti.

La polizia ha messo le persone a rischio di infezione quando cercava di far rispettare le regole di isolamento

Secondo molte testimonianze, alcuni agenti di polizia non hanno rispettato le misure di sicurezza sanitaria, fermando le persone per strada senza indossare maschere o guanti e spesso riunendo più persone nella stessa cella, rendendo così impossibili le misure di distanziamento fisico. La contraddizione tra l'obiettivo dichiarato di costringere le persone a rispettare le misure sanitarie e poi sottoporre le persone fermate per strada a situazioni di rischio solleva un interrogativo sulla necessità e la proporzionalità di queste azioni di polizia.

Le testimonianze raccolte rivelano il fatto che un numero enorme di agenti è spesso impiegato in situazioni in cui le persone coinvolte mostrano poca o nessuna resistenza.

Ci si potrebbe quindi chiedere se il significato di queste azioni e se le intenzioni dietro di esse sono coscienti o inconsapevoli. Sono progettate per proteggere i cittadini o per mostrare forza e potere?

Il Belgio dovrebbe fare di più per fermare gli abusi della polizia

Nelle sue raccomandazioni al Belgio, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d'Europa, il Comitato contro la tortura (CAT) delle Nazioni Unite e il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite hanno affermato che "lo Stato deve adottare le misure necessarie per combattere efficacemente i maltrattamenti, compresa qualsiasi forma di discriminazione, e ritenere gli autori di tali trattamenti responsabili". Il Belgio è stato accusato in molte occasioni di abusi da parte della polizia ed è già stato condannato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Per attuare queste raccomandazioni, il Belgio dovrebbe:

  1. Riconoscere l'esistenza di abusi da parte della polizia e mettere in atto un meccanismo di monitoraggio per produrre statistiche ufficiali.
  2. Garantire che gli arresti e le identificazioni siano giustificati e trasparenti, richiedendo la registrazione e l'identificazione sistematica degli agenti di polizia che effettuano arresti e identificazioni, in conformità con la legge.
  3. Garantire il diritto di registrare le azioni della polizia.
  4. Adottare misure per migliorare i rapporti tra la polizia e le varie comunità sociali.
  5. Sviluppare meccanismi di reclamo accessibili, indipendenti ed efficaci e fornire misure di supporto alle persone interessate.

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