Comitato Diritti Umani ONU rimprovera Italia su discriminazione, immigrazione e giustizia

Discriminazione, immigrazione e diritti dei detenuti sono i temi su cui si focalizzano le raccomandazioni del Comitato, ampiamente condivise dai rapporti delle ONG italiane.

Il Comitato Diritti Umani (Human Rights Committee – HRC) è stato informato sulla situazione dei diritti e delle libertà civili durante un incontro che si è tenuto dal 6 al 10 marzo a Ginevra. I rappresentanti del governo hanno presentato un rapporto ufficiale, mentre le ONG impegnate sui temi dei diritti umani, tra cui CILD e alcuni suoi partner, hanno presentato i loro rapporti, mettendo in evidenza questioni importanti non adeguatamente prese in considerazione nei documenti ufficiali.

L'elenco di questioni riguardanti i diritti umani presentato da queste organizzazioni include le politiche dell'immigrazione, il sistema penitenziario, le condizioni di detenzione, l'integrazione delle minoranze rom e la violenza contro le donne. Questo elenco è stato tenuto in grande considerazione dall'HRC e la maggior parte delle questioni evidenziate dalle ONG sono diventate oggetto delle raccomandazioni del Comitato.

HRC si focalizza su tre temi principali:

  • Discriminazione: la legge contro la discriminazione è incompleta, perché mancano norme che proibiscono l'omofobia. All'Italia viene anche raccomandato di mantenere i suoi impegni in tema di unioni civili, in quanto manca tuttora una regolamentazione della stepchild adoption e dei diritti dei bambini adottati. Un altro aspetto preoccupante della discriminazione riguarda i discorsi di odio e i crimini di natura razzista, in particolare contro le comunità rom e sinti, entrambe oggetto di sistematica segregazione. Allo stato si raccomanda quindi di fare degli sforzi per evitare gli sgomberi e la creazione di campi segregati, al fine di favorire la loro inclusione sociale.
  • Immigrazione: l'irregolarità non deve più essere considerata un crimine e occorre porre dei limiti alla detenzione dei migranti, che deve diventare davvero l'ultima misura da prendere in considerazione. Inoltre, si raccomanda di non realizzare rimpatri collettivi, poiché le espulsioni devono essere fondate su una valutazione individuale e occorre garantire la protezione dei migranti attraverso accordi bilaterali. Una particolare attenzione va riservata ai minori non accompagnati in modo che la loro protezione e il loro benessere siano garantiti.
  • Giustizia: all'Italia si raccomanda di fare uno sforzo per ridurre il sovraffollamento delle carceri, migliorare le condizioni di detenzione e prestare una particolare attenzione alla situazione della sovra-rappresentazione dei migranti. Viene evidenziata anche la necessità di introdurre il reato di tortura.

HRC in sostengo al lavoro della società civile

Ulteriori raccomandazioni riguardano il diritto alla privacy (con una forte preoccupazione per l'uso delle intercettazioni e delle pratiche di conservazione dei dati) e il diritto all'accesso all'informazione (con un focus sull'implementazione del nuovo FOIA – Freedom of Information Act).

Le raccomandazioni dell'HRC non sono vincolanti e non prevedono sanzioni per chi non adempie. Tuttavia, queste raccomandazioni costituiranno un forte sostegno al lavoro di molte ONG impegnate sul tema dei diritti civili.

Come ha sottolineato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone/CILD, si spera grazie a queste raccomandazioni l'Italia comprenda che il rispetto dei diritti umani è una priorità assoluta.