Polonia mira a controllare il finanziamento delle ONG per mettere a tacere le critiche

Assumendo il controllo di come vengano distribuiti i finanziamenti alla società civile, il governo potrebbe gravemente ostacolare il lavoro delle organizzazioni che non approva.

Dopo aver fatto a pezzi l'indipendenza della magistratura polacca e aver preso in pugno i media di servizio pubblico, il governo è ora passato al suo prossimo obiettivo: la società civile. Si tratta di un attacco profondamente inquietante allo stato di diritto: abbiamo bisogno di tribunali indipendenti per essere certi che il governo agisca nel rispetto della legge. Abbiamo bisogno di media indipendenti per assicurarci che il governo non faccia il lavaggio del cervello alla popolazione. E abbiamo bisogno delle ONG affinché le persone possano interagire con i politici e possano venire prese in considerazione.

Attraverso una legge entrata in vigore il 16 ottobre, il governo PiS (Legge e giustizia) ora controlla il processo di distribuzione dei finanziamenti pubblici alle Organizzazioni Non Governative. Un nuovo organismo, l'Istituto nazionale per la libertà - Centro di sviluppo della società civile, ora deciderà quali ONG potranno ricevere fondi pubblici. Sebbene un consiglio di amministrazione sovrintenda l'Istituto, i rappresentanti delle ONG costituiranno solo una minoranza di questo consiglio, mentre il resto sarà nominato dal governo. I rappresentanti delle ONG non sarebbero quindi in grado di bloccare le decisioni della maggioranza

Inoltre, l'ufficio del primo ministro nominerà il direttore dell'istituto, che avrà un vasto potere decisionale. Poiché le regole per finanziare i bandi non sono esplicitamente enunciate dalla legislazione, al direttore verrà lasciata una grande discrezionalità. La legge gli consente inoltre di delegare mandati pubblici a particolari ONG. Ciò comporta che il direttore abbia il controllo quasi completo sulla distribuzione dei fondi pubblici.

Politicizzare il finanziamento della società civile

Il precedente sistema di distribuzione dei fondi era decentralizzato: organizzazioni indipendenti determinavano come stanziare denaro pubblico dall'UE e dalle sovvenzioni SEE / Norvegia. (Questi ultimi sono fondi forniti dall'Islanda, dal Liechtenstein e dalla Norvegia per procedere nel rafforzamento dei valori europei fondamentali come la democrazia, la tolleranza e lo stato di diritto, in cambio dell'accesso di tali paesi al mercato unico dell'UE.) Questo processo era trasparente e non politico. Sotto il nuovo Istituto nazionale della libertà, i fondi saranno assegnati "in modo indipendente o mediante un invito aperto a presentare proposte". In realtà non è chiaro perché siano previsti due metodi e cosa significhi "indipendente". Nel caso ci fossero dei dubbi sulle intenzioni del governo, il senatore del PiS Andrzej Bobko ha dichiarato che proprio come il governo non può usare i fondi pubblici per sostenere "un'organizzazione la cui missione è promuovere la teoria secondo cui la Terra è piatta", così non potrebbe sostenere "un’organizzazione che promuove teorie dannose sulla sessualità". Questo è indubbiamente un riferimento alle organizzazioni LGBTI.

L'acquisizione da parte del governo dei finanziamenti delle ONG potrebbe essere particolarmente dannosa in Polonia, dove la società civile è enorme - ci sono circa 100.000 ONG registrate nel paese - ed è estremamente importante: le ONGgestiscono circa l'8% del sistema educativoe quasi tutti i rifugi per senzatetto e le associazioni sportive. E, naturalmente, c'è il lavoro critico che fanno per proteggere i diritti delle donne, delle minoranze e di altri gruppi emarginati, oltre che di advocacy nei confronti del governo.

Per svolgere questo lavoro, le ONG polacche ricevono circa 1 miliardo di euro di fondi pubblici ogni anno, sia dal governo che dalle amministrazioni locali. Il ministro della cultura, Piotr Glinski, ha affermato che il nuovo istituto è necessario per affrontare "le esigenze delle ONG, in particolare le ONG locali più piccole, che finora non hanno ricevuto un sostegno adeguato." Sembra nobile, ma in realtà la stragrande maggioranza delle ONG locali più piccole in Polonia sono direttamente legate alla Chiesa cattolica, mentre le organizzazioni più grandi e più rinomate, come la Helsinki Foundation for Human Rights, membro di Liberties, si occupano di temi che il PiS non supporta, come i diritti dei migranti e LGBTI. Permettere al governo di controllare l'accesso ai fondi pubblici da parte di queste organizzazioni permetterebbe di incanalare i soldi ai gruppi che lavorano su questioni di cui importa al governo e trascurare le altre.

Campagna di diffamazione

La campagna del governo polacco contro le ONG è sostenuta dagli organi di stampa favorevoli al governo. Il principale servizio informativo pubblico del paese, TVP 1 - che secondo gli osservatori è diventato molto di parte da quando il PiS è andato al governo - nell'ottobre 2016ha trasmesso almeno sette trasmissioni sulle ONG. I programmi hanno descritto i gruppi della società civile come criminali, sostenendo che ben 10 importanti ONG polacche ricevono i loro fondi attraverso la frode e la corruzione. Tutte le accuse fatte durante i programminon sono state supportate da alcuna prova. Invece, una grafica accattivante ritraeva le ONG come gruppi in stile mafioso che si arricchivano del denaro dei contribuenti e prendevano ordini da George Soros.

Il governo ha coinvolto anche le forze di polizia del paese nel suo giro di vite contro la società civile. Il mese scorso vi sono state irruzioni da parte della polizia nelle sedi di due associazioni per i diritti delle donne che avevano partecipato a proteste di massa contro la limitazione dell’aborto nel paese. Sono stati sequestrati computer e documenti cruciali per il loro lavoro. Il Women's Rights Center, uno dei due gruppi presi di mira dai raid, considera l'evento un "pretesto o un segnale di avvertimento per farle desistere dall’impegnarsi in attività non in linea con il partito di governo".

Usare i media per diffamare le ONG può essere particolarmente pericoloso perché incoraggia le persone a opporvisi con conseguenze spesso violente. E di fatto gli attacchi fisici contro le ONG sono coincisi con la campagna diffamatoria del governo. Verso l'inizio del 2016,gli uffici di due associazioni per i diritti LGBTI sono stati messi a soqquadro ma l'inchiesta è stata rapidamente ritirata perché le autorità hanno sostenuto che sarebbe stato impossibile identificare gli aggressori. Nel giugno di quest'anno, degli sconosciuti hanno saccheggiato l'ufficio di Poznań dello Stonewall Group, un'organizzazione per i diritti LGBTI.

Come in Ungheria

Il tentativo della Polonia di controllare i finanziamenti per le ONG indipendenti non è senza precedenti. Nel 2014, il governo ungherese ha avviato una campagna diffamatoria contro le ONG e contro il governo norvegese, accusando quest'ultimo di utilizzare le sovvenzioni Norway / EEA per influenzare la politica in Ungheria. A settembre, la polizia ha fatto irruzione negli uffici di Ökotárs e DemNet, due ONG responsabili della distribuzione dei fondi norvegesi. Anche le abitazioni private dei loro dipendenti sono state oggetto di irruzione grazie al pretesto di un'indagine sulla "cattiva gestione dei fondi".

Il governo non ha mai fornito prove credibili a sostegno della sua accusa e l'inchiesta è rimasta in sospeso nel periodo precedente al referendum nazionale sulle quote dei migranti. Rimasto sorpreso per il risultato del referendum - il voto non era valido perché troppe poche persone sono andate alle urne - il governo ha rinnovato i suoi attacchi alle ONG, creando un nuovo organismo per distribuire i finanziamenti e approvando una legge nel giugno di quest'anno che richiede alle ONG che ricevono finanziamenti esteri di registrarsi come "agenti stranieri".

Quale futuro

È ancora troppo presto per dire quanto gravemente il nuovo processo ostacolerà il lavoro delle ONG, in particolare quelle che si occupano di migrazione, diritti delle donne e delle minoranze e di questioni LBGTI. A metà ottobre, i rappresentanti di Norvegia e Polonia hanno annunciato un accordoche consentirà ai fondi EEA di continuare a circolare nel paese. Tuttavia ancora non è chiaro quale organismo sarà responsabile per la distribuzione di questi soldi. Sembra improbabile che la Fondazione Batory continui in questo ruolo.

Nonostante questa incertezza, è chiaro che il governo polacco ha creato un ambiente incerto per le ONG. I gruppi legati alla Chiesa e quelli che svolgono un lavoro che il governo approva saranno favoriti, mentre i gruppi per i diritti delle donne e i diritti LBGTI vedranno tagli ai loro finanziamenti e un maggiore controllo del loro lavoro. PiS ora ha un controllo pressoché totale sulla magistratura, sui media di servizio pubblico e sulla società civile - tre baluardi della critica contro l'autoritarismo. È una situazione che non dovrebbe essere tollerata nell'Unione Europea. È fondamentale che l'Unione Europea si opponga a questa caduta della democrazia, altrimenti il rischio è di normalizzarla.

Ma il popolo polacco non dovrebbe aspettare Bruxelles per agire contro la nuova legislazione. Le dimostrazioni pubbliche hanno già influenzato l'agenda del PiS quest'anno, quando giorni di proteste di massa nelle città di tutto il paese hanno persuaso il presidente Andrzej Dudaa porre il veto su due controverse riformedel sistema giudiziario. Ora è tempo per una duratura pressione dell’opinione pubblica per salvare l’indipendenza della società civile in Polonia. È anche il momento che la gente comune sostenga le ONG attraverso il volontariato e le donazioni private - ogni piccolo gesto può aiutare le ONG a resistere alla pressione attraverso i finanziamenti. E infine, anche l'UE può fare qualcosa in questo momento, senza scontrarsi direttamente con Varsavia: può stanziare un Fondo europeo per la democraziaper sostenere le ONG che lavorano all'interno dell'Unione.

Queste organizzazioni lavorano ogni giorno per difendere i nostri diritti e le nostre libertà; ora è il nostro turno di farci avanti e difendere i difensori.