Crisi dei rifugiati: gli sforzi della Polonia non bastano

In base alla proposta di ricollocazione dei rifugiati nell'Unione Europea, nel 2016 la Polonia dovrebbe accogliere al massimo 400 persone provenienti dalla Grecia e dall'Italia.
L'Helsinki Foundation for Human Rights (HFHR) ha preparato le sue osservazioni sull'accordo sulle quote, sottolineando il fatto che la ricollocazione di un numero così piccolo di migranti non inciderà sulla difficile situazione che l'Europa intera sta affrontando con la crisi dei rifugiati.

6,000 in 2 anni

La Polonia si è impegnata ad accogliere fino a 6,128 rifugiati entro settembre 2017. HFHR mette seriamente in dubbio il fatto che tale impegno sarà mantenuto, se si considera il ridotto numero di rifugiati accolti quest'anno dal paese.

Dubbi ancora più seri derivano dai recenti commenti del Ministro dell'Interno Mariusz Blaszczak, il quale ha dichiarato che la Polonia è in linea di massima contraria alla ricollocazione.

Per il governo, accogliere 400 persone sarebbe un'esperienza pilota che consentirebbe di stabilire delle regole per le future ricollocazioni sulla base dell'esperienza.

Per il governo, accogliere 400 persone sarebbe considerata un'azione pilota per poter definire precisamente le regole per ridistribuire i rifugiati rimanenti. Tuttavia, la proposta non contiene alcuna indicazione del finanziamento aggiuntivo dei processi di integrazione che riguardano i gruppi di persone ricollocate.

Integrazione difficile

Le esperienze delle ONG e una recente revisione del sistema di assistenza sociale nei confronti dei rifugiati realizzata dalla Corte Suprema dei Conti mostrano che al momento ai rifugiati non sono destinate risorse sufficienti per permettere loro di integrarsi in società.

Non ricevono alcuna opportunità di diventare indipendenti in Polonia, né le procedure incoraggiano gli immigrati a restare nel paese.

Per cambiare questo, occorre mettere in piedi un sistema efficace, che comprenda l'insegnamento intensivo della lingua polacca, la formazione professionale, oltre che la messa a disposizione di strutture abitative. L'integrazione non potrà mai avvenire se lo stato non cambia le attuali procedure.

Dall'altro lato, in base alle dichiarazioni del governo polacco, tra le priorità nel processo di ricollocazione dei rifugiati c'è la necessità di dare la massima protezione ai cittadini polacchi.

Task force, secondo step

Il governo intende creare una Task Force della Protezione nel Processo di Ricollocazione dei Rifugiati, un impegno di vari ministeri che sostituirebbe la precedente Task Force nella Ricollocazione dei Rifugiati.

Cambiare denominazione dell'organismo significa spostare il focus verso la questione della protezione. Non c'è alcun dubbio sulla necessità di proteggere i cittadini polacchi, tuttavia secondo HFHR la forte enfasi sul tema non è proporzionata allo scarso interesse che il presente governo mostra nell'accoglienza e integrazione dei rifugiati.

La Polonia, in quanto paese che trae vantaggi dalla sua appartenenza all'Unione Europea, dovrebbe partecipare attivamente a tutte le azioni intraprese dall'Unione per trovare una soluzione ai problemi che colpiscono tutti gli stati membri. Quindi, il governo polacco dovrebbe concentrarsi soprattutto sull'accoglienza e integrazione dei rifugiati che arrivano nei paesi UE.