Nuova sentenza indebolisce la libertà di assemblea in Polonia

Un collegio di 11 giudici della Corte Costituzionale ha stabilito che le disposizioni che garantiscono privilegi alle assemblee cicliche sono costituzionali.
La sentenza è stata approvata a maggioranza, con la partecipazione di giudici nominati nel dicembre 2015 in maniera illegale.

Emendamento alla legge sulle assemblee

Nel dicembre 2016 il presidente ha chiesto alla Corte Costituzionale di rivedere le modifiche alla Legge sulle Assemblee prima di promulgarla.

L’emendamento introduceva il concetto di “assemblee cicliche”, ossia quelle assemblee organizzate su base annuale negli ultimi 3 anni o almeno 4 volte all’anno. Un dirigente provinciale, che è un ufficiale del governo, deciderà se una determinata assemblea è da considerarsi ciclica.

La disposizione sulle assemblee cicliche consentirà ai governatori regionali in linea con il governo nazionale di decidere quali dimostrazioni siano accettabili.

L’emendamento ha sollevato un’ampia opposizione. Almeno 200 organizzazioni non governative hanno chiesto al presidente di rifiutarsi di firmare l’emendamento e trasformarlo in legge. Hanno messo in guardia sul fatto che l’introduzione del carattere di ciclicità contraddice la natura civica della libertà costituzionale di assemblea e può essere usato come strumento di abuso di potere dalle autorità pubbliche.

Opinioni discordanti

Tre giudici nominati dal precedente Sejm (Slawomira Wronkowska-Jaśkiewicz, Małgorzata Pyziak-Szafnicka e Leon Kieres), insieme al candidato di Legge e Giustizia, Piotr Pszczółkowski, nominato a dicembre 2015, hanno espresso opinioni dissenzienti rispetto alla maggioranza.

I giudici dissenzienti si sono detti in disaccordo con i punti chiave della sentenza. Inoltre, tre dei dissenzienti hanno fatto riferimento alla composizione incostituzionale del collegio giudicante.

Nel suo parere dissenziente, il giudice Kieres ha scritto che alla sentenza si è arrivati con la partecipazione di giudici nominati in maniera scorretta. Il parere del giudice Pyziak-Szafnicka ha evidenziato che quattro giudici sono stati ricusati senza motivo e al giudice Stanisław Biernat la presidente del tribunale Julia Przyłębska ha chiesto di prendersi un periodo di aspettativa.

Vari giudici della Corte Costituzionale, qui sopra, hanno dissentito dall’opinione della maggioranza e sottolineato che alcuni dei loro colleghi sono stati nominati illegalmente.


I commenti di HFHR

"Siamo in disaccordo con la sentenza del tribunale”, ha dichiarato Barbara Grabowska-Moroz, avvocato presso l’Helsinki Foundation for Human Rights (HFHR). “A nostro parere l’emendamento viola l’essenza della libertà di assemblea. La Legge sulle Assemblee, così modificata, crea una gerarchia di assemblee, ponendo in cima alla classifica le assemblee cicliche. Nonostante il fatto che tali assemblee non vengano definite in maniera precisa e che la determinazione del loro status si fondi su una decisione della maggioranza di governo, le assemblee cicliche saranno considerate più importanti delle altre assemblee, il che significa limitare la libertà delle assemblee non cicliche”.

Secondo Grabowska-Moroz, la composizione del collegio giudicante della Corte Costituzionale non è irrilevante. “La sentenza è il prodotto di scelte di persone prive dello status di giudici in quanto nominate in maniera illegale. Si può quindi ragionevolmente sostenere che questa sentenza debba considerarsi invalida”, ha aggiunto.

'Lacuna importante'

A fine gennaio HFHR ha rilasciato una dichiarazione in cui la Fondazione sottolinea che il momento in cui i giudici nominati in maniera illegale hanno assunto le loro funzioni ufficiali e il presidente del tribunale è stato eletto in maniera illegale ha segnato l’inizio di “una lacuna importante nel sistema di tutela dei diritti umani in Polonia”. (Ulteriori informazioni su questo aspetto sono disponibili qui).

Gli organizzatori di assemblee che sono state vietate, spostate (la cui ubicazione è stata spostata di almeno 100 metri dall’ubicazione di un’assemblea ciclica) o rinviate a causa di un’assemblea ciclica possono presentare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani.