Italia, società civile minacciata da crescente ostilità

I difensori dei diritti umani in Italia ricevono sempre più minacce al loro lavoro e alla sicurezza personale perché politici e media promuovono un clima di paura e xenofobia.

A inizio febbraio un estremista di destra hasparato all'impazzata a Macerata ferendo sei persone di origineafricana. Si tratta solo dell'esempio più recente della crescenteostilità verso i migranti e le organizzazioni per i diritti umani eumanitarie che forniscono loro aiuto. Questa ostilità, alimentata dapubblici ufficiali e dai media, mina la credibilità delleassociazioni per i diritti e rende più difficile per loro svolgereil loro lavoro. Si tratta del cosiddetto “shrinking space” per leorganizzazioni della società civile.

Il problema dello shrinking space stadiventando sempre più critico in Italia. Le elezioni che si sonotenute il 4 marzo potrebbero, una volta concluse le consultazioni,produrre un governo di populisti autoritari. L'immigrazione è stataun tema dominante della campagna, esattamente come domina i titolidelle testate nazionali da oltre un anno.

Attacchi ai migranti e ai difensoridei diritti

Le organizzazioni non governative italiane chelavorano sui temi dell'immigrazione sono sempre più obiettivo diattacchi negli ultimi anni. Questi attacchi assumono diverse forme.In alcuni casi si tratta di limitazioni burocratiche volte adostacolare il loro lavoro; in altri casi gli attacchi assumono laforma di intimidazione o evidente violenza diretta agli attivisti ealle loro organizzazioni.

Appena due settimane dopo la sparatoria di Macerata,sconosciuti hanno tirato un mattone sulla porta di vetro della sededel Gruppo Umana Solidarietà, un'ONG con sede a Macerata che lavoraper l'integrazione dei rifugiati (e che ha assistito alcuni di coloroche sono stati colpi dall'attacco di cui sopra). E non si trattacertamente dell'unico atto di aggressione contro le ONG avvenuto loscorso anno.

La finestra principale della sede GUS in seguito all'aggressione. (Foto: GUS)

Nel mese di maggio 2017, durante il festival dellacultura e dell'immigrazione organizzato da varie ONG e dal comune,una decina di giovani di destra del gruppo estremista Movimento diSovranità Nazionale, ha interrotto l'evento per recitare sloganintrisi di odio e urlare oscenità ai partecipanti del festival. Cisono voluti 10 o 15 minuti prima che i giovani fuggissero all'arrivodella polizia.

Altre ONG hanno subito violenze simili online.Nell'estate del 2017, Naga, un'organizzazione di Milano che lavoraper aiutare le persone che arrivano in Italia ad affrontare lebarriere organizzative che impediscono loro di ricominciare da capouna nuova vita, è stata vittima di un attacco coordinato contro lasua pagina Facebook. Per tutto il giorno, la pagina dell'associazioneè stata sommersa da commenti razzisti ed altri discorsi di odio. Unpost accusava addirittura Naga di essere razzista perchél'organizzazione non svolgerebbe il suo lavoro a favore degliitaliani.

“Riteniamo questi attacchi molto pericolosi”, hadetto il portavoce di Naga a Liberties. “Quello che viene attaccatodavvero non è un'organizzazione, ma i nostri principi fondamentali,i nostri valori di esseri umani. Aiutare qualcuno che sta annegandodovrebbe essere ovvio. Ma non lo è.”

Il codice

Nel tentativo di impedire alle persone diraggiungere una relativa sicurezza in Europa, nel mese di luglio 2017il governo italiano ha elaborato un “codice di condotta” per leONG che operano nel Mar Mediterraneo. Il codice rende molto piùdifficile per le organizzazioni umanitarie salvare persone che stannoannegando in due modi. In primo luogo, le assilla con incombenzeburocratiche che assorbono risorse e richiedono molto tempo. A questeONG si chiede di denunciare ogni atto che potrebbe essere consideratoun reato; devono ottenere un certificato di “idoneità tecnica”prima di realizzare qualunque operazione di salvataggio in mare; sonoobbligate a dichiarare le fonti di qualunque finanziamento usato peri salvataggi in mare e sono tenute a far salire a bordo deipoliziotti, che monitorano costantemente le loro operazioni.

In secondo luogo, il codice limita l'area incui le ONG sono autorizzate ad operare e ordina loro di stare allalarga dalla Guardia Costiera Libica, che “salva” migranti e lirimette a riva dove sono a rischio di tortura e schiavitù. Il codiceintroduce un “divieto assoluto” per le navi delle ONG di entrarenelle acque territoriali libiche. Se l'idea di lasciare all'autoritànazionale la responsabilità di controllare il suo territoriofunziona in teoria, non è così se tale autorità esercita abusi etorture nei confronti di coloro che dice di salvare.

Sei delle otto ONG coinvolte nelle operazionidi salvataggio, tra cui Medici Senza Frontiere (MSF) e Sea Watch, sisono rifiutate di firmare il codice di comportamento e hannocontinuato la loro attività nel Mediterraneo. L'ultima lo hadefinito “ampiamente illegale”, mentre il Direttore della sedeeuropea di Amnesty ha messo in guardia sul fatto che il codice“rischia di mettere in pericolo migliaia di vite.”

Accuse a Open Arms

Il 19 marzo 2018 una nave di salvataggio appartenentea Proactiva Open Arms, ONG spagnola che realizza operazioni disoccorso nel Mediterraneo, è stata sequestrata dalle autoritàitaliane nel porto di Pozzallo, Sicilia.

La nave, che trasportava 200 migranti salvati inmare, era appena arrivata nel porto quando la polizia ha arrestato tre membri dell'equipaggio e ha preso il controllo della nave. Imembri dell'equipaggio sono stati arrestati per aver ignorato gliordini delle autorità italiane, che chiedevano – durante leoperazioni di salvataggio – di consegnare i migranti alle autoritàlibiche. Se l'equipaggio avesse eseguito questi ordini, è altamenteprobabile che i migranti sarebbero stati torturati.

Questo video mostra i momenti salienti delsalvataggio di Open Arms che hanno preceduto il sequestro della nave:

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Le autorità italiane hanno rilasciato la navealcuni giorni fa, ma la procura sta ancora valutando se accusarel'equipaggio. Un'accusa sarebbe un segnale terribile per gli altrioperatori che effettuano soccorsi e potrebbe dissuaderli per paura dipersecuzioni. In altre parole, perseguire chi effettua salvataggipotrebbe letteralmente costare vite umane.

Campagne di diffamazione

I media svolgono un ruolo importante nelrestringere lo spazio in cui le organizzazioni della società civilepossono operare in maniera efficace. Le ONG che effettuano salvataggiin mare sono state diffamate dalla stampa italiana, dipinte come selavorassero contro gli interessi della nazione. Queste campagne didiffamazione sono molto dannose per le ONG perché impattano sulledonazioni. Quando le organizzazioni umanitarie vengono attaccate ediventano capro espiatorio per il lavoro che fanno, le personetendono a non fare più donazioni a loro vantaggio. Se le donazionidei privati sono spesso modeste, messe insieme ammontano a milioni dieuro. Secondo il quotidiano La Stampa,le ONG italiane temono che le donazioni private possano crollare trail 5 e il 10%. MSF ha già visto le sue donazioni ridursi di 4milioni di euro nella seconda metà del 2017, rispetto a sei mesiprima.

Altre ONG sottolineano che il danno che lecampagne diffamatorie possono causare alla loro reputazione èaltrettanto grave del danno finanziario. Francesco Petrelli, di OxfamItalia, ha detto alla Stampa “La cosa che ci preoccupa di più èil danno alla reputazione. Per noi, il dramma non è perdere denaro,ma perdere credibilità”.

I media mainstream hanno dato ampia coperturaal blogger 23enne che ha postato video sulle ONG che effettuanooperazioni di soccorso in mare come se trafficassero numeri enormi dirifugiati verso l'Italia. I video sono diventati virali, uno diquesti ha ottenuto oltre 2 milioni di visualizzazioni su YouTube.Alcuni hanno messo in luce la discriminazione nei video e le fontidiscutibili delle informazioni fornite, ma questo non ha fermato leaziende dal pubblicarli. Così facendo, si contribuisce a legittimarequesti prodotti e a dare l'impressione alle persone che siano veri.

Le diffamazioni sono state amplificate dai partitisia di sinistra che di destra, che non sono riusciti a dimostrare lapalese falsità dei racconti sulle organizzazioni umanitarie. Ipolitici di entrambi gli schieramenti si sono rifiutati di difenderepubblicamente le ONG dalle campagne diffamatorie sui media, ma hannoanche contribuito a vari livelli a far diventare i migranti dei capriespiatori, nel tentativo di ottenere voti o attenzione. Il leader diuno dei partiti di estrema destra è arrivato a suggerire un omicidiodi massa, dicendo che l'Italia “ha bisogno di una pulizia di massa,strada per strada, quartiere per quartiere... nella maniera più durase necessario.”

Le elezioni e il prosieguo

Le elezioni del 4 marzo sono state una delusione perchiunque creda che gli esseri umani debbano veder tutelata la lorodignità e dovrebbe essere offerta loro un'accoglienza contro lepersecuzioni. Il risultato ha determinato un punto morto, con varipartiti di destra che ora stanno negoziando per formare un governo.Le organizzazioni per i diritti umani sono già sottoposte a minacce,che non potranno che intensificarsi con il nuovo governo.

Ora più che mai, queste organizzazioni hanno bisognodi sostegno. Su sollecitazione di Liberties, l'UE sta facendo proprial'idea di un fondo per finanziare le organizzazioni che sostengono diritti e democrazia all'interno dell'UE. Ma queste organizzazionihanno bisogno anche del supporto dell'opinione pubblica. Questosostegno può essere finanziario, attraverso attività divolontariato o semplicemente contrastando l'odio e il bigottismo fintroppo comuni sia tra i politici che tra i media.

Questo è più facile a dirsi che a farsi, manessuno battaglia che voglia definirsi tale può essere facile. Equal è la lotta più degna di quella per i nostri diritti e lenostre libertà?