ONU: la polizia spagnola viola i diritti delle persone di origine africana durante la pandemia

Il Gruppo di Lavoro degli esperti ONU sulle persone di origine africana esprime preoccupazione per il razzismo sistemico durante la pandemia ed esorta i governi a porre fine all'impunità della polizia.

Il Gruppo di Lavoro degli esperti ONU sulle persone di origine africana ha pubblicato i risultati della sua ricerca Covid-19, razzismo sistemico e proteste globali. Il documento presenta i risultati degli esperti dell'ONU sulla violenza della polizia durante la pandemia e rivela, tra l’altro, la mancanza di dati ufficiali disaggregati per razza ed etnia, e le condizioni "disumane" di detenzione dei migranti e dei richiedenti asilo. Il Gruppo conclude che "trascurare la razza ha portato a errori critici" nella risposta a Covid-19.

Spagna: secondo Paese più segnalato dagli esperti dell'ONU

Per la prima volta da quando, nel 2002, è stato istituito Il Gruppo di Lavoro degli esperti sulle persone di origine africana, la Spagna è tra i Paesi più spesso citati dalle Nazioni Unite in relazione alla violenza contro le persone di origine africana, dietro solo agli Stati Uniti. Il dossier include le preoccupazioni e le raccomandazioni contenute nel rapporto “Crisi sanitaria COVID-19: razzismo e xenofobia durante lo stato di allarme”, preparato dal Gruppo per il Decennio internazionale delle persone di origine africana in Spagna e da Rights International Spain (RIS). Il rapporto mostra come la crisi sanitaria abbia significato un passo indietro nella lotta contro la discriminazione razziale in Spagna.

Lavoratori domestici e dell'assistenza alla persona

Il Gruppo di Lavoro ha citato il Rapporto per segnalare la situazione dei lavoratori domestici, che non hanno i dispositivi di protezione personale e le garanzie di sicurezza necessarie per aiutare le persone infettate da COVID-19, esponendosi così ad un elevato rischio di infezione. Inoltre, poiché molti di loro non hanno un contratto di lavoro o la loro situazione amministrativa è irregolare, hanno dovuto evitare i posti di controllo della polizia durante il confinamento, perché non hanno potuto provare che si recavano al lavoro, rischiando la detenzione, la privazione della libertà o il contagio.

La brutalità della polizia

Gli esperti dell’ONU hanno, inoltre, sottolineato l'aumento della violenza della polizia contro le persone di origine africana. Secondo loro, il 70% delle persone di origine africana detenute dalla polizia in Spagna ha riferito di aver subito violenza o brutalità. Essi hanno anche affermato che gli agenti sono stati particolarmente insensibili nel trattare con le persone con disturbi mentali, usando spesso la violenza contro di loro. Molte delle persone fermate dalla polizia hanno detto che ora evitano di uscire dalle loro case, anche per esigenze basilari come l'acquisto di cibo o medicine, per paura della polizia.

In alcuni casi, sono stati registrati episodi di violenza da parte della polizia, che sono stati poi usati per giustificare l'arresto di testimoni di tali violenze. Diverse forze dell'ordine spagnole sono state coinvolte in incidenti di questo tipo, ma la Polizia Nazionale è considerata uno dei peggiori trasgressori. Secondo il Gruppo, le restrizioni imposte sono state usate "come pretesto per applicare la legge in modo sproporzionato e per usare la violenza contro persone di origine africana".

Mancata inclusione di una prospettiva etnico-razziale

Il documento dell'ONU rivela anche "chiare disparità razziali" nell'applicazione delle restrizioni legate al Covid-19 e afferma che i danni subiti dalle persone di origine africana sono stati aggravati perché la loro condizione non è stata presa in considerazione nell'affrontare l'impatto della pandemia: "I responsabili politici stanno minimizzando i bisogni e i rischi delle persone di origine africana nell'attuale crisi”. In questo contesto, si osserva che "alcuni Stati hanno politicizzato l'attuale emergenza sanitaria pubblica per evitare gli obblighi in materia di diritti umani".

Il Gruppo conclude che "le proteste diffuse hanno dimostrato che le persone di origine africana e altri gruppi di popolazione riconoscono la loro mancanza di visibilità, il disinteresse e la violenza della polizia di cui sono vittime nelle loro comunità" e che "le disparità razziali suggeriscono che la precarietà che molte persone di origine africana sperimentano, in particolare nelle popolazioni intersettoriali, aumenterà".

In Spagna non è stato fatto nulla e non è stata intrapresa alcuna azione, dalla fine dello stato di allarme fino ad oggi, per affrontare questi problemi e correggere le carenze e le violazioni riscontrate. È fondamentale che le autorità tengano conto delle esigenze specifiche delle persone di diversa razza e le integrino nelle misure da adottare. In questo momento di incertezza di fronte alla possibilità di nuovi confinamenti, temiamo uno scenario di maggiore disuguaglianza, più brutalità e più discriminazione.