La nuova legge polacca non separa media e politica

La mancanza di consultazione pubblica e il modo non trasparente in cui è stato scritto il nuovo pacchetto di leggi sui media sono stati duramente criticati dalle organizzazioni della società civile e dai cittadini.
La Helsinki Foundation for Human Rights ha preaparto un parere legale sul pacchetto di leggi sui media pubblici, che crea un servizio delle telecomunicazioni pubblico nazionale.

Le leggi sui media di recente approvate in Polonia veicolano la radio e la televisione pubblica in un nuovo consiglio nazionale dei media pubblici. Queste norme e le modalità con cui sono state scritte sono l'oggetto di un recente parere dell'Helsinki Foundation for Human Rights. Il pacchetto di norme è stato presentato dai parlamentari anziché dal governo, il che ha permesso di bypassare la consultazione pubblica in fase di stesura del progetto.

Questo è avvenuto nonostante il fatto che l'opinione pubblica svolga un ruolo essenziale e tutti dovrebbero avere la possibilità di essere coinvolti nel processo di trasformazione dei media pubblici in tutte le fasi del processo legislativo.

"La mancanza di consultazione pubblica e le modalità non trasparenti attraverso cui sono state preparate le leggi sono le premesse ovvie di una risposta negativa ai cambiamenti proposti, anche se le singole norme potrebbero essere viste come positive,” si legge nel parere di HFHR.

Manifestanti a Varsavia espongono cartelli con scritto “Quanti altri?” e “Media Liberi.” (REUTERS/Kacper Pempel)

Media apolitici?

Le preoccupazioni di HFHR derivano dalla definizione della mission pubblica del progetto di legge. Il testo non include alcun riferimento al pluralismo, all'indipendenza o alla natura apolitica dei media pubblici. L'assenza di qualunque divieto di discorsi di odio è allarmante, così come l'introduzione di numerosi concetti ambigui, come “tradizione nazionale” o “valori patriottici.”

"Ci interroghiamo anche sull'obbligo dei media pubblici di trasmettere le dichiarazioni del presidente del Sejm, del presidente del Senato e del presidente e primo ministro della Polonia. Questa espansione di obblighi solleva dubbi sull'indipendenza editoriale dei media pubblici. Di conseguenza, sarebbe giustificato limitare l'obbligo a “quelle dichiarazioni che trattano di rilevanti questioni nazionali” e non riflettono opinioni personali dei soggetti al potere,” ha dichiarato Dominika Bychawska-Siniarska, legale presso HFHR.

Nel parere di HFHR si evidenzia come le leggi non tengano conto dei progressi tecnologici, in particolare del ruolo crescente di Internet. La legge dovrebbe prevedere delle regole di funzionamento delle piattaforme web dei media pubblici.