Prosegue la settimana Pride, nonostante commenti omofobi del presidente moldavo

Anche se senza dubbio la settimana del Pride in Moldavia è cresciuta in visibilità e partecipazione nel corso degli anni, si registrano sviluppi preoccupanti nella sfera politica che mettono a rischio i diritti e le tutele della comunità LGBT.

GENDERDOC-M, da tempo partner di Civil Rights Defenders, ha promosso il Festival della Comunità LGBT “Moldova Pride 2017”, che ha avuto luogo tra il 16 e il 21 luglio 2017 e si è concluso la domenica con la Pride Parade nella capitale, Chisinay, dal titolo “NO FEAR”.

La settimana di eventi aveva l'obiettivo di aumentare il livello di visibilità, rispetto e accettazione delle persone LGBT in Moldavia, che spesso vengono discriminate, emarginate e subiscono discorsi di odio e aggressioni fisiche.

"Considerata la storica approvazione della Legge sull'Uguaglianza nel 2012, la pride parade di quest'anno sarà il quinto corteo di solidarietà autorizzato a Chisinau. Insieme alla comunità LGBT moldava, abbiamo lottato e vinto e ogni anno il numero di partecipanti è cresciuto insieme all'interesse generale e al sostegno. E' essenziale, tuttavia, che non abbassiamo la guardia, perché l'omofobia è un problema diffuso oggi nella società moldava ed è per questo che è sempre importante che restiamo visibili per garantire i diritti della comunità LGBT”, ha dichiarato Anastasia Danilova, direttore esecutivo di GENDERDOC-M.
La settimana del Pride è iniziata martedì 16 maggio, con una serie di eventi organizzati nei 6 giorni e alcuni spettacoli importanti, tra cui una mostra di foto dal titolo “NO SILENCE” di Carolina Dutka, un progetto dedicato alla comunità LGBT in Moldavia, la cui visione è stata vietata nella regione autonoma di Transnistria. In agenda c'erano anche varie conferenze e una rappresentazione teatrale insieme a una dichiarazione contro i discorsi di odio LGBT.

Negli anni passati, sono stati monitorati e analizzati i materiali dei mass media sulle questioni LGBT in Moldavia. I risultati di questa analisi sono stati presentati durante una conferenza. Oltre 10 ambasciate hanno sfilato alla Pride Parade il 21 maggio, insieme a numerosi rappresentanti delle organizzazioni della società civile in tutta Europa.

La nuova legge solleva preoccupazioni

Anche se senza dubbio la settimana del Pride in Moldavia è cresciuta in visibilità e partecipazione nel corso degli anni, si registrano sviluppi preoccupanti nella sfera politica, soprattutto in termini di limitazione delle leggi sui diritti LGBT. C'è un'enorme discrepanza tra il rafforzamento della Legge sull'Uguaglianza (2012) e gli interventi più recenti delle autorità moldave.

Nell'aprile 2016 sono state presentate in Parlamento due iniziative legislative, la proposta di legge 180 sull'abrogazione della legge 121 sull'uguaglianza e la proposta di legge 184, volta a sanzionare la diffusione delle relazioni omosessuali. Anche se entrambe si sono arenate, la loro introduzione ha messo in luce la possibilità di minacce di regressione delle libertà fondamentali, cosa che ha creato gravi preoccupazioni tra le comunità marginalizzate come le persone LGBT.

Nel marzo 2017, la comunità LGBT ha vissuto una situazione analoga attraverso una nuova proposta di legge presentata dal Parlamento Moldavo sulla criminalizzazione dell'omosessualità. La legge mirava ad introdurre il concetto di omosessualità come “perversione sessuale”. In base alla legge, qualunque tipo di informazione distribuita dalla comunità LGBT dovrebbe essere perseguita al pari di quella pornografica.

“L'interferenza ingiuriosa” del presidente

Oltre a tutto questo, il 18 maggio 2017 il presidente della Moldavia Igor Dodon ha postato sulla sua pagina ufficiale di Facebook un messaggio in cui si dice “categoricamente contrario alla marcia della comunità LGBT in quanto contraddice in maniera scandalosa i nostri valori tradizionali, la religione ortodossa e la moralità”. E' arrivato a dire che “non possono e non saranno accettati né da me, né dalla società nel suo complesso”.

La comunità LGBT in Moldavia, che da anni lotta per ottenere una legge sull'uguaglianza, è molto preoccupata da queste dichiarazioni di un'autorità così elevata e dal fatto che i suoi interventi “rappresentino un'interferenza ingiuriosa nella vita privata della comunità LGBT, senza tener contro del fatto che il diritto alla libertà di assemblea è tutelato dalla costituzione della Moldavia”, ha dichiarato Gheorghina Drumea, direttore esecutivo della Coalizione Moldava contro la Discriminazione (CND).

Non è l'unico discorso di odio rivolto alla comunità LGBT, secondo la Drumea. Con l'inizio del festival, sui social network sono circolate richieste di contro-manifestazioni in opposizione al pride parade.

Rafforzare l'uguaglianza

Se alcune cose sono migliorate, è ancora viva la minaccia di contro-manifestazioni e di teppisti che spesso incitano a commettere azioni contro la comunità LGBT e i loro sostenitori. Le leggi purtroppo non tengono conto di chi incita all'odio sulla base dell'orientamento sessuale.

Gheorgina Drumea ha dichiarato: “in conclusione vorremmo ricordare che il presidente della Moldavia ha deciso di scegliere questo modo per dividere la società e ignorare la parità di diritti di tutti gli esseri umani, ci aspettiamo una significativa regressione nella garanzia dei diritti umani e delle libertà sancite da numerose convenzioni internazionali siglate dalla Moldavia.”

Per ulteriori dettagli sulla situazione dei diritti umani in Moldavia, clicca qui per accedere al Rapporto sul Paese di Civil Rights Defenders.