Studio rileva che i lituani non comprendono le persone transgender

L'ultimo studio sugli atteggiamenti nei confronti delle persone transgender in Lituania ha rivelato che, pur essendo visti in una luce piuttosto positiva, i lituani in genere non conoscono questo gruppo sociale.

A cittadini giovani e benestanti con idee più chiare su cosa significa essere transgender

è stato chiesto se sapevano cosa fosse una "persona transgender". Anche se il 45,8% ha detto di saperlo, il 54,2% non lo sapeva o non era sicuro. Questa conoscenza era più diffusa tra gli intervistati istruiti, giovani, che avevano redditi più alti e vivevano in città.

Quando è stato chiesto di spiegare che cosa significasse essere una persona transgender, gli intervistati hanno avuto opinioni diverse: il 43% ha sostenuto che gli individui transgender sono persone che desiderano o cercano attivamente di cambiare il proprio genere (o che lo hanno già fatto), mentre il 21,5% li descrive come persone che si identificano come esseri di un genere diverso. Il 7,4% ritiene che gli individui transgender siano intersessuali, il 7% li considera come travestiti e il 5,4% sostiene che queste persone semplicemente non hanno ancora deciso il loro genere.

Le informazioni sulle persone transgender sono state raccolte per lo più dai media (43%), da amici, colleghi e parenti (19,1%) o da fonti online (18%).

Gli intervistati non sanno quali pronomi usare

La mancanza di consapevolezza sulle persone transgender è stata dimostrata al meglio dalle risposte alla richiesta di selezionare un pronome personale per una donna trans. Più della metà (52,3%) non sapeva se scegliere lui o lei, il 19,9% avrebbe scelto "lui" e solo il 26,1% avrebbe usato "lei".

Lo studio ha anche cercato di determinare come i lituani vedevano le persone transgender in relazione ad altri gruppi sociali. L'indagine comprendeva domande su come vivere nello stesso quartiere, lavorare nello stesso posto di lavoro o affittare un appartamento a persone transgender.

Persone transgender viste più favorevolmente degli omosessuali

Il 63% degli intervistati sarebbe felice di lavorare nello stesso posto di lavoro con una persona transgender, il 49,6% sarebbe felice di vivere nello stesso quartiere e il 38,1% acconsentirebbe ad affittare l’appartamento ad una persona transgender. Le persone transgender sono viste in modo più favorevole degli omosessuali, dei testimoni di Geova, dei rom, degli ex detenuti e dei disabili mentali, ma meno favorevolmente dei russi, dei neri, dei musulmani e (in alcuni casi) dei rifugiati.

In tutti i casi, i russofoni era il gruppo meno discriminato, mentre i disabili mentali era quello più discriminato.

Agli intervistati è stato anche chiesto come cambierebbe il loro rapporto con un amico intimo se venisse alla luce che lui o lei è transgender. In risposta a questo il 39,5% ha detto che il rapporto non ne sarebbe stato influenzato, il 15% ha pensato che sarebbe peggiorato e il 10% ha affermato che avrebbero rotto del tutto i legami.

Infine, uno studio commissionato dall'Ufficio dell'Ombudsman per le Pari Opportunità ha rilevato che quasi la metà degli intervistati si sentiva neutrale nei confronti delle persone transgender che lavorano nello stesso posto di lavoro, ma più del 40% si sentirebbe a disagio se lavorasse in posizioni dirigenziali o a scuola.

Lo stato delle persone transgender in Lituania: Una sintesi nazionale