Commissione Giuridica del Parlamento Europeo vota contro la libertà di parola

I membri della Commissione Giuridica hanno ignorato le email di oltre 30,000 cittadini dell’Unione Europea e hanno deciso di andare avanti con il regolamento che potrebbe modificare internet così come lo conosciamo.

Oggi, 20 giugno, la Commissione Giuridica del Parlamento Europeo (JURI) ha approvato la versione contraria alla libertà di parola dell’articolo 13 della bozza di Direttiva sul copyright nel Mercato Unico Digitale. La versione approvata impone varie restrizioni alla libertà di parola e di informazione, in palese violazione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE.

“Se una legge dell’UE è in contrasto con la Carta dei Diritti Fondamentali, possiamo presumere che tale legge venga annullata dalla Corte di Giustizia. Questo è quanto avvenuto con la Direttiva sulla Conservazione dei Dati, quando i legislatori UE hanno ignorato i problemi di compatibilità con la Carta”, ha dichiarato Eva Simon, responsabile dell’advocacy di Liberties.

Il voto della Commissione Giuridica riflette presumibilmente la posizione ufficiale che il Parlamento Europeo ha assunto durante i negoziati con gli stati membri UE per trovare una soluzione di compromesso, a meno che i legislatori non votino in maniera dissenziente all'assemblea generale il mese prossimo.

La battaglia continua

Il prossimo momento cruciale è il dibattito nella sessione plenaria del Parlamento Europeo prevista per inizio luglio. Liberties continuerà la battaglia contro l’articolo 13 e proverà a convincere i membri del Parlamento Europeo a votare in favore di una versione diversa dell’articolo 13 – una che contenga tutele adeguate per proteggere i nostri diritti fondamentali.

In seguito al voto, l’europarlamentare Julia Reda, membro del gruppo Verdi/EFA, ha dichiarato alla stampa: “Ricorrerò contro questo risultato e chiederò un voto nel Parlamento Europeo il prossimo mese”.

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