Libere, ma non giuste

I nostri leader autoritari continuano a tenere elezioni regolari concorrendo con vari partiti dell'opposizione. Ma questo non significa che qualunque altro partito abbia davvero possibilità di vincere.

Ogni martedì nelle ultime 15 settimane abbiamo pubblicato un video su come sopravvivere all'autoritarismo. Nella maggior parte dei casi anche un articolo. Abbiamo scritto di come gli autoritari creano paura e un senso costante di pericolo e in seguito limitano i tuoi diritti per “garantire sicurezza alla società”. Abbiamo scritto di perché insistono sul fatto di essere ancora democratici (i veri democratici!) e su come diffondono bugie per restare al potere. Abbiamo scritto di come controllare se un nuovo articolo in cui ti imbatti è accurato e su come noi come comunità dovremmo garantire che tutti abbiano accesso ad un'informazione affidabile.

Questa settimana, che è l'ultima della nostra serie “Guida di Sopravvivenza all'Autoritarismo”, scriviamo di cosa accade quando i regimi autoritari di oggi in Europa limitano le tue libertà, trasformano i media in strumenti di propaganda e assumono il controllo sui giudici – ma non si sentono ancora al sicuro.

Non sostituiscono formalmente la democrazia con una dittatura. Ed è probabile che non cercheranno di farlo in futuro. Questa mossa sarebbe semplicemente troppo rischiosa. Potrebbe far infuriare troppi cittadini e sicuramente infastidirebbe non poco l'UE. E un'UE molto infastidita fa molto male al tuo budget.

Pertanto, i nostri leader autoritari continuano a tenere elezioni regolari alle quali competono con vari partiti di opposizione. Ma si assicurano che nessun altro abbia alcuna possibilità di vincita.

In che modo? L'imbroglio è certamente un'opzione, ma gli autoritari europei di solito preferiscono soluzioni più sottili, che sembrino almeno apparentemente mezzi legittimi. Una di queste soluzioni è la manipolazione dei collegi elettorali (gerrymandering). Consiste nel modificare i distretti elettorali a seconda delle necessità. Perché questo dovrebbe essere d'aiuto? Perché se lo fai sufficientemente bene, puoi ottenere una netta maggioranza in parlamento anche quando i tuoi oppositori hanno più elettori. Come in questo caso:


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Il partito ungherese Fidesz, secondo gli esperti, sembra averlo fatto già qualche anno fa. Ma non si è fermato qui. Ha anche ridotto il livello di proporzionalità del sistema – in modo tale che le opposizioni non fossero compensate per i voti “persi” nei collegi elettorali uninominali opportunamente ridisegnati. Ha introdotto regole che rendono estremamente difficile la cooperazione tra partiti. Ha reso molto complicata l'applicazione di quelle regole elettorali che avrebbero avvantaggiato i partiti di opposizione. Al contempo, ha fatto in modo che quelle regole svantaggiose per i suoi avversari fossero fortemente rafforzate. Di conseguenza, sebbene le elezioni nel 2014 e 2018 siano state libere, sono state lungi dall'essere giuste.

Altri autoritari sono un po' indietro – ma sicuramente avanzeranno. Il partito PiS in Polonia sta già seguendo i passi di Fidesz. Nel 2017 ha introdotto un significativo cambiamento nella legge elettorale. Dal 2019, la Commissione Nazionale Elettorale, l'organismo responsabile di supervisionare tutto il procedimento elettorale, non sarà più composta da giudici. La maggior parte dei suoi membri sarà invece nominata dal Parlamento governato dal PiS. In particolare, dopo le prossime elezioni parlamentari, il partito avrà piena autorità di ridisegnare i confini elettorali.

Se vuoi impedire che anche il tuo paese vada in rovina, vota alle elezioni europee. Il Parlamento Europeo non può impedire agli stati membri di prendere una svolta autoritaria. Ma se vuoi essere sicuro che le forze progressiste abbiano la maggioranza all'Europarlamento, si può certamente rendere ogni tentativo di svolta autoritaria più difficile da realizzare. Ad esempio, rendendo alcuni finanziamenti europei condizionati al rispetto dei valori fondamentali dell'UE.

PS: anche se la nostra serie sull'autoritarismo finisce qui, entro poche settimane ne inizieremo una sulla democrazia e sulle elezioni europee. E presto intervisteremo il nostro populista preferito sui suoi programmi a breve termine. Resta sintonizzato.

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