La Corte di giustizia europea si pronuncia sulla legalità del licenziamento di un giudice polacco

La Fondazione Helsinki per i diritti umani ha presentato una relazione amicus curiae presso la CEDU sulla causa Grzęda v. Polonia. La causa riguarda un giudice eletto al Consiglio nazionale della magistratura, il cui mandato è stato revocato in anticipo.

Un giudice polacco, che era membro del Consiglio nazionale polacco della magistratura (NCJ), ha visto il suo mandato troncato a causa della controversa legge adottata nel dicembre 2017, la quale ha introdotto nuove regole sulle elezioni dei 15 membri dei NCJ. Il giudice ha lamentato di non essere stato in grado di esercitare il suo diritto a un’udienza in tribunale, mentre sta cercando una soluzione contro la revoca.

Il giudice presenta ricorso dopo il licenziamento di tutti i 15 membri di NCJ

Il ricorrente, Jan Grzęda, è un giudice del Tribunale amministrativo supremo. Nel gennaio 2016 è stato eletto membro del Consiglio nazionale della magistratura. Secondo la Costituzione, il suo mandato avrebbe dovuto durare quattro anni, ma nel dicembre 2017 il parlamento polacco, o Sejm, ha approvato una legge che ha posto fine al mandato di tutti e 15 i giudici di NCJ. I legislatori hanno giustificato questa mossa citando la necessità di attuare la sentenza della Corte costituzionale del 20 giugno 2017, che ha stabilito che le disposizioni che stabiliscono le regole per le elezioni dei membri di NCJ nominati dalla magistratura e che introducono mandati "individuali" per ogni membro eletto di NCJ, sono anticostituzionali.

La nuova legge ha introdotto un modello completamente diverso per l'elezione dei giudici al NCJ. Da quel momento in poi, andavano nominati non da altri giudici, ma dal Sejm. Poiché la legge non ha previsto alcun rimedio contro il licenziamento dei membri di NCJ anticipatamente richiamati, il giudice Grzęda si è rivolto direttamente alla Corte europea dei diritti dell'uomo, presentando ricorso per violazione dell'Articolo 6, paragrafo 1 (diritto a un tribunale) e dell'Articolo 13 (diritto alla tutela giurisdizionale effettiva) della convenzione.

L'HFHR scrive alla Corte di Strasburgo

Nella relazione amicus curiae, l'HFHR ha fatto riferimento a tre importanti problemi del caso:

- L'irrevocabilità dei membri giudiziari di NCJ

- La conformità del mandato accorciato senza un provvedimento con le norme dello Stato di diritto

- Il fatto che una denuncia costituzionale non può, nelle attuali circostanze, essere considerata un rimedio interno efficace.

L'HFHR ha osservato che né la costituzione polacca, né altre leggi applicabili alla data dell'elezione del ricorrente, hanno consentito il licenziamento di un giudice nominato per il NCJ. Inoltre, secondo la giurisprudenza della Corte costituzionale, la riduzione della durata del mandato di un organo costituzionale sarebbe consentita solo in casi eccezionali.

Mancato rimedio al licenziamento incompatibile con lo Stato di diritto

Il licenziamento di un giudice di NCJ e l'assenza di un provvedimento giurisdizionale è incompatibile con il principio dello Stato di diritto perché, oltre ad altre modifiche introdotte dalla legge del dicembre 2017, compromette l'indipendenza del Consiglio e, dati i poteri cruciali conferiti al NCJ, incide anche sull'indipendenza della magistratura. A tale riguardo, l'HFHR ha osservato che, tra l'altro, una recente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, in cui viene sottolineato che la formazione di NCJ in carica dopo la scadenza anticipata del mandato dei suoi ex membri della magistratura, dovrebbe essere presa in considerazione nel valutare l'indipendenza del Consiglio e il suo impatto sull'indipendenza della magistratura.

Infondata anche la discussione dell’obiezione sulla decisione del tribunale

La Fondazione ha inoltre sottolineato che l’abbreviamento del mandato dei membri di NCJ non può essere giustificato con l’impegno di conformarsi alla sentenza della Corte Costituzionale del giugno 2017, in quanto la Corte non ha indicato in alcun modo, che i membri di NCJ eletti sulla base di norme incostituzionali debbano essere immediatamente licenziati. L'HFHR ha inoltre preso atto del numero di controversie sollevate dalla sentenza stessa, compreso il fatto che è stata emessa da una commissione comprendente due persone nominate in modo improprio.

La denuncia costituzionale non è più un meccanismo efficace

Infine, riferendosi all'efficacia della denuncia costituzionale come rimedio giuridico, l'HFHR ha sottolineato che nelle circostanze attuali, dati i problemi ampiamente discussi relativi alla presenza di persone nominate in modo improprio nelle commissioni del Tribunale, le irregolarità relative alle assegnazioni e una significativa diminuzione del numero di sentenze costituzionali, la denuncia costituzionale non può più essere considerata un meccanismo efficace. Inoltre, a prescindere dai suddetti problemi istituzionali incontrati dalla Corte costituzionale polacca, la denuncia costituzionale non potrebbe fornire alcuna protezione ai membri licenziati di NCJ, in quanto non porterebbe alla loro reintegrazione nel Consiglio.