Basta alla criminalizzazione e detenzione dei rifugiati in Croazia!

I rifugiati in Croazia vengono sistematicamente discriminati in base al genere e al presunto status familiare e il loro diritto alla libertà di movimento è violato dal momento che vengono trattenuti in strutture chiuse.
L'iniziativa “Welcome!” ha pubblicato il suo rapporto “Criminalizzazione e detenzione dei rifugiati” sulla situazione dei rifugiati che vengono ricollocati nel centro di detenzione di Ježevo a seguito della chiusura del campo di Slavonski Brod.

Simbolicamente, nella Giornata Europea – la stessa Europa che non ha superato il test sui diritti umani nell'attuale crisi umanitaria e non è stata in grado di offrire protezione alle persone fuggite dalle guerre – l'Iniziativa Welcome! ha sottolineato come i rifugiati vengano sistematicamente discriminati in base al genere o al presunto status familiare.

Dopo oltre un mese – e in alcuni casi quasi due mesi – di privazione della libertà e isolamento a Slavonscki Brod, sono stati trasferiti nel centro i accoglienza per richiedenti asilo di Ježevo.

Il centro di accoglienza di Ježevo ha le caratteristiche infrastrutturali e funzionali di un carcere, ma con alcune peculiarità preoccupanti: la detenzione avviene senza processo, con una supervisione giudiziaria rudimentale e l'obbligo di pagare per la permanenza.

Una qualunque forma di restrizione della libertà è per sua natura una misura altamente individualizzata e quindi soggetta ad una serrata verifica di legittimità e giustificabilità; in questo caso, viene applicata collettivamente e automaticamente, senza tener conto dei casi individuali e dei modelli alternativi.

Parità di condizioni

Le leggi croata ed europea giustificano la detenzione soltanto in casi eccezionali, quale misura che si applica soltanto se non ci sono altre misure sufficienti ma meno restrittive.

Nel contestare la detenzione come parte di un sistema di criminalizzazione delle persone che chiedono protezione internazionale, l'Iniziativa Welcome! si aspetta che le istituzioni competenti adottino meccanismi per la protezione di tutti i profughi catturati, privati della libertà, isolati e feriti.

In base a quanto fin qui descritto, l'iniziativa chiede alle istituzioni di garantire parità di condizioni a tutti i rifugiati che sono stati trattenuti nel campo di Slavonski Brod e, per quanto riguarda coloro che si trovano al momento a Ježevo, di garantire loro immediatamente la libertà di muoversi e trovare sistemazione in istituzioni aperte come il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Porin.

Per saperne di più leggi il rapporto completo.