Elezioni in Italia: i programmi dei partiti su Giustizia e Sicurezza

Per aiutare gli elettori a votare in maniera informata il 4 marzo, Antigone, membro di Liberties, ha analizzato le posizioni di tutti i partiti su giustizia, sicurezza e carcere.

Dopo i tre articoli sulle posizioni dei partiti politici su cannabis, immigrazione e legge sulla cittadinanza e diritti LGBT, Antigone, membro di Liberties ha analizzato le principali questioni riguardanti giustizia e sicurezza su cui stanno discutendo i candidati.

Le proposte di Antigone sulla giustizia e il carcere includono la riforma di molte leggi che prevedono pene sproporzionate rispetto alla reale gravità dei reati, il potenziamento dell’uso delle misure alternative e il ruolo residuale del carcere nel prevenire e punire i comportamenti che possono danneggiare gravemente i diritti fondamentali degli individui e indebolire la coesione sociale.

Quindi, quali sono i programmi dei partiti su giustizia, sicurezza e carcere?

  • Coalizione di centro-destra. La coalizione di centro-destra ha un programma comune, ma i partiti dentro la coalizione talvolta non condividono le stesse opinioni. In tema di legittima difesa, la coalizione pensa che la legge in vigore non protegga abbastanza i negozianti che fanno uso di armi contro chiunque provi a rapinarli, né chiunque altro usi delle armi contro i ladri che violano la proprietà privata. In tema di sicurezza, la coalizione chiede pene più dure (anche per reati minori), la costruzione di nuove carceri per combattere il sovraffollamento penitenziario e l’assunzione di più poliziotti. La coalizione vorrebbe inoltre modificare l’ordinamento penitenziario in maniera restrittiva, per esempio rivedendo la sorveglianza dinamica e la legge contro la tortura, quest’ultima già al di sotto gli standard posti dal Comitato contro la Tortura. Una parte minoritaria della coalizione chiede il rafforzamento delle misure alternative e l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione in primo grado.
  • Coalizione di centro-sinistra
    • Partito Democratico: Nel suo programma, il Partito Democratico non dedica molto spazio alla giustizia e alla sicurezza; abbiamo quindi raccolto tutte le politiche realizzate negli ultimi anni. In primo luogo, il partito ha spinto per una riforma dell’ordinamento penitenziario, ma non è ancora certo se passerà; in secondo luogo ha istituito il Garante nazionale dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale, che rappresenta il National Preventive Mechanism (NPM) previsto dal Protocollo Opzionale della Convenzione contro la Tortura (OPCAT). Inoltre, ha approvato varie misure prescritte dalla Corte Europea dei Diritti Umani nella sentenza Torreggiani, come il meccanismo dei rimedi compensatori per i detenuti i cui diritti sono stati violati per via della condizioni di detenzione. Infine, ha chiuso gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) per le persone che non possono essere condannate in quanto incapaci di intendere e di volere ma socialmente pericolose. La chiusura degli OPG ha portato alla creazione delle REMS, che sono residenze in cui vengono curate persone che non possono essere processate ma hanno ricevuto una misura di sicurezza in quanto socialmente pericolose. Gli OPG erano invece più orientati alla sicurezza. Tuttavia, ha acconsentito ad annacquare la legge contro la tortura e ha prodotto i decreti Minniti-Orlando che riducono le tutele ai richiedenti asilo e danno potere ai sindaci di limitare in alcune circostanze la libertà di movimento di alcuni gruppi di cittadini (in particolare i più poveri).
    • +Europa: il programma di +Europa sulla giustizia è più ampio di molti altri. Tra le proposte, il partito vorrebbe porre dei limiti all’uso della detenzione cautelare, ora abusata. Inoltre le misure alternative alla detenzione dovrebbero avere un ruolo centrale rispetto al carcere, che dovrebbe essere usato invece come extrema ratio. Il partito propone inoltre i numeri di identificazione per le forze dell’ordine per poter identificare chiunque indossi un’uniforme che lo rende uguale a tutti gli altri. Inoltre, una proposta volta a limitare gli abusi nelle stazioni di polizia è quella di installare videocamere in ogni stazione. Rispetto alle pene, il programma include anche l’abolizione dell’ergastolo e l’introduzione della giustizia riparativa. Infine, il partito critica l’uso della decretazione d’urgenza come i decreti sull’immigrazione e la sicurezza approvati sotto il cappello del Ministro degli Interni Minniti.
  • Movimento 5 Stelle: Nel suo programma, il Movimento 5 Stelle indica l’abolizione della prescrizione perché, nell’opinione del partito, le persone accusate sono incentivate ad allungare la durata dei processi per raggiungere il limite oltre il quale non possono più essere punite per quel crimine. Per lo stesso motivo, il Movimento 5 Stelle vorrebbe abolire il divieto del reformatio in peius, che impedisce a un giudice di secondo grado di aumentare le pene comminate da un giudice di primo grado. In tal modo, il partito ritiene che meno imputati sarebbero incentivati a ricorrere in appello al solo scopo di allungare la durata del processo e mandare il reato in prescrizione. Il programma prevede anche la costruzione di nuove carceri per combattere il sovraffollamento e l’assunzione di nuovi poliziotti. Non c’è alcun riferimento alle misure alternative al carcere, ma alcuni membri del partito hanno fatto cenno ad approcci meno punitivi per favorire il reinserimento dei detenuti.
  • Liberi e Uguali: Liberi e Uguali è un partito fondato da un gruppo di parlamentari che hanno abbandonato il Partito Democratico e da alcuni esponenti della società civile. Il suo programma sulla giustizia non è molto ampio, ma si possono ricavare alcune riflessioni dalle posizioni prese nell’ultima legislatura sul tema. La posizione di Liberti e Uguali sul carcere è di garantire i diritti e la dignità dei detenuti (tra le altre cose) diminuendo la popolazione detenuta; inoltre, vari membri del partito hanno espresso il loro sostegno alla riforma dell’ordinamento penitenziario avviata dal Partito Democratico. Un’altra questione affrontata dal programma è la modifica della legge contro la tortura nella direzione di renderla conforme alla Convenzione contro la Tortura. Infine, il partito ha espresso contrarietà alla “mitigazione” del 41 bis, il regime di carcere duro previsto nel sistema penitenziario italiano.
  • Potere al Popolo: Potere al Popolo dedica maggiore spazio alla giustizia. Il partito propone una più ampia riforma del sistema penitenziario nell’ottica di potenziare il ricorso alle misure alternative al carcere. Un altro punto importante proposto da Potere al Popolo è l’abolizione dell’ergastolo (compreso quello ostativo ai benefici di legge), in quanto contrario alla funzione della pena, che è la risocializzazione del detenuto. Il partito cita anche il regime di 41 bis; tuttavia, diversamente da Liberi e Uguali, propone l’abolizione di questo regime suggerendo altre vie per trattare i reati di mafia e i corrispettivi autori. Un altro tema legato alla giustizia che Potere al Popolo menziona è la legalizzazione della cannabis e la depenalizzazione di tutte le droghe. In tema di tortura e trattamenti inumani e degradanti, il partito propone la modifica della definizione di tortura attualmente presente nel codice penale italiano, in quanto non conforme a quella fornita dalla Convenzione contro la Tortura. Per limitare l’impunità delle forze di polizia, il partito propone l’introduzione dei numeri identificativi per tutti i poliziotti. In tema di sicurezza, il programma include l’abolizione delle norme contenute nei decreti Minniti che danno più potere ai sindaci di vietare ad alcune categorie di persone (in particolare, i poveri, le prostitute e altre persone vulnerabili) di stare nei centri della città.