CPT ammonisce l'Italia su sovraffollamento e condizioni di detenzione

Antigone, membro di Liberties, è in linea con il rapporto sull’Italia del Comitato per la Prevenzione della Tortura che critica il sovraffollamento delle carceri, i numerosi casi di maltrattamenti e il ricorso eccessivo all’isolamento.
Il Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT) del Consiglio d’Europa ha diffuso un rapporto sulla sua recente visita in Italia, che mette in guardia sulle condizioni delle carceri italiane

Il rapporto sull'Italia del CPT

Secondo il CPT, il sovraffollamento delle carceri è preoccupante poiché molti istituti operano al di sopra della propria capacità. Inoltre il rapporto riporta molteplici casi di maltrattamenti basati sulla denunce fatte dai detenuti di schiaffi, pugni, calci e manganellate avvenuti sia durante l’arresto che durante la custodia della polizia.

Il rapporto riporta l’utilizzo eccessivo della misura dell’isolamento e come questo avvenga spesso senza un adeguato monitoraggio. Prende inoltre atto delle diverse segnalazioni fatte dei detenuti di ritardi nell’aver accesso all’avvocato o - in caso di persone che non parlano la lingua italiana - nell’ottenimento di informazioni sui propri diritti nella propria lingua.

In breve, il CPT sostiene che alle persone in custodia della polizia non sempre viene riconosciuto l'esercizio delle garanzie previste dalla legge e denuncia la carenza delle condizioni di detenzione sia delle carceri che delle strutture della polizia locale e dei Carabinieri.

Antigone in linea con le critiche del CPT

L'associazione per i diritti dei detenuti Antigone ha dichiarato che il rapporto del CPT non fa che confermare le criticità denunciate nei mesi scorsi.

Un recente rapporto di Antigone ha rivelato che il tasso di sovraffollamento nelle carceri italiane è tornato a livelli preoccupanti, toccando il 113% (e, in alcune carceri, arrivando fino al 185%).

Antigone riporta che solo nei primi 7 mesi del 2017 sono stati ben 29 i detenuti italiani che si sono tolti la vita e il presidente dell’associazione, Patrizio Gonnella, chiede che vengano presi provvedimenti urgenti.