L’interpretazione della nozione di “conflitto armato” nel diritto europeo

Le autorità belghe hanno rifiutato di concedere il signor A. Diakite, cittadino della Guinea, lo status di rifugiato. Non gli è stata concessa nemmeno la protezione sussidiaria, solitamente garantita a persone che, pur prive dello status di rifugiato, in caso di ritorno al proprio paese d'origine sarebbero esposte a gravi rischi.

Le autorità hanno sostenuto che non vi sia alcun conflitto armato in Guinea. Mr. Diakite , tuttavia , ha sottolineato come lui abbia partecipato a movimenti anti-governi nel suo paese, e ha sostenuto che il suo ritorno in patria comporterebbe repressione e violenza nei suoi confronti.

Il ricorrente ha sostenuto che le autorità belghe abbiano trattato il suo caso erroneamente, usando la definizione di "conflitto armato" derivata dal diritto internazionale umanitario. Il ricorrente ha ritenuto che, nel caso della direttiva europea , il termine debba avere un carattere autonomo e debba essere definito in modo indipendente. La Corte di giustizia dell'Unione europea gli ha dato ragione. A parere della Corte l'intenzione del legislatore dell'Unione era quello di concedere la protezione sussidiaria non solo in caso di conflitti armati internazionali e non internazionali, come nella definizione del diritto umanitario, ma anche in caso di conflitto armato interno, nel caso in cui questo conflitto sia caratterizzato dalla cosiddetta "violenza indiscriminata". Secondo il parere della Corte, il diritto umanitario e il sistema di protezione sussidiaria prevista dalla direttiva perseguono obiettivi diversi e prevedono meccanismi di protezione chiaramente distinti. Mentre lo scopo del diritto umanitario è principalmente quello di garantire la protezione dei civili in zone di conflitto, limitando gli effetti negativi della guerra, la norma UE si concentra sulla concessione della protezione internazionale dei civili al di fuori di una particolare zona di conflitto. La nozione di conflitto armato nel diritto internazionale umanitario è inoltre strettamente legata alle sanzioni penali. Questo rapporto non si configura nel caso della direttiva UE. A causa della diversa natura della direttiva europea sulla protezione internazionale rispetto al diritto umanitario internazionale, il termine "conflitto armato" nella legislazione UE deve essere interpretato in conformità al suo significato nel linguaggio quotidiano. La nozione di "conflitto armato", dunque, include situazioni in cui ci siano scontri tra le forze di sicurezza dello Stato e uno o più gruppi armati, o dove gli scontri siano tra due o più gruppi armati. La protezione sussidiaria deve essere concessa quando gli scontri rappresentano una minaccia personale grave alla vita o all'integrità fisica del ricorrente.

Quanto più il ricorrente è in grado di dimostrare di essere lui in particolare esposto a rischi, tanto minore è il livello di violenza indiscriminata richiesto perché sui debba essere ammesso alla protezione sussidiaria .

(Causa: C-285/12 , Aboubacar Diakité contro Commissaire général aux réfugiés et aux apatrides)