Commissione Venezia critica la legge sulla corte costituzionale polacca

“Paralizzare il lavoro della Corte Costituzionale costituisce una minaccia allo stato di diritto, alla democrazia e alla tutela dei diritti umani,” ha dichiarato l'organo consultivo del Consiglio d'Europa.
La Commissione ha sottolineato che pubblicare la sentenza della corte del 9 marzo 2016 è essenziale per risolvere la crisi costituzionale in corso.

Il ministro degli affari esteri polacco, Witold Waszczykowski, a dicembre aveva chiesto un parere alla Commissione Venezia (organo consultivo del Consiglio d'Europa) sulle modifiche apportate dal paese alla Legge sulla Corte Costituzionale.

Approvata a fine dicembre 2015, la nuova legge introduce varie disposizioni controverse, tra cui la modifica del numero di giudici richiesti per le sessioni plenarie, che passa da 9 a 13, la necessità di fissare le udienze secondo l'ordine cronologico di arrivo in tribunale e l'obbligo di prendere le decisioni con una maggioranza di due terzi.

Per predisporre il suo parere, la Commissione Venezia ha incontrato il presidente polacco, i rappresentanti del governo, il Sejm (la camera bassa del Parlamento), i giudici della Corte Costituzionale, il garante nazionale e i rappresentanti della società civile.

La Commissione ha pubblicato a marzo il suo parere, nel quale critica tutte le modifiche introdotte. In base a tale parere, le modifiche rallenterebbero o addirittura paralizzerebbero il lavoro della Corte Costituzionale e così facendo sarebbero inaccettabili in base agli standard europei.

Nomine

Una parte del parere è dedicata al metodo per nominare i giudici della Corte. La Commissione Venezia evidenzia che gli argomenti per giustificare la sostituzione dei tre giudici il cui mandato era scaduto a novembre 2015 sono diventati la scintilla che ha scatenato l'intera crisi.

"Anche se i membri del Parlamento sono cambiati dopo le elezioni, la Corte non può essere privata del potere decisionale riguardo alle questioni prese in carico durante il suo mandato. Sarebbe contrario ai principi democratici, se il Parlamento potesse scegliersi prima i pubblici ufficiali, compresi i giudici – anche se i posti restano vacanti proprio in prossimità della fine della Legislatura,” ha dichiarato la Commissione. “E viceversa, il nuovo Parlamento deve rispettare le decisioni del precedente riguardo alla nomina dei pubblici ufficiali.”

La Commissione Venezia ha sottolineato che la crisi costituzionale in corso non rappresenta un buon momento per cambiare la Costituzione. Tuttavia, la Commissione raccomanda di tener conto delle modifiche alla Costituzione per quanto riguarda la necessità che i giudici della Corte siano nominati da una maggioranza qualificata.

Rifiuto di pubblicare

Nel suo parere, la Commissione Venezia ha anche tenuto conto delladecisione del 9 marzo della Corte, la quale considerava le modifiche ugualmente incompatibili con la legge nazionale, ma il governo si era rifiutato di pubblicare questa sentenza.

La Commissione ha sottolineato che il rifiuto del governo di pubblicare la decisione della corte non solo è in contrasto con lo stato di diritto, ma una mossa del genere, senza precedenti, potrebbe addirittura acuire la crisi costituzionale.

La modifica alla Legge sulla Corte Costituzionale non è l'unica legge polacca oggetto dell'esame della Commissione. Il Comitato di Monitoraggio dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa ha richiesto un parere anche sulla Legge sulle Forze di Polizia e il parere della Commissione in questo caso deve essere presentato entro la fine di giugno 2016.

Il parere completo della Commissione Venezia è disponibile qui.