Comitato Helsinki per i diritti umani si oppone agli attacchi contro le persone LGBTQI in Polonia

Negli ultimi mesi si è assistito ad un aumento degli attacchi alla comunità LGBTQ in Polonia. In risposta a questa allarmante tendenza, il Comitato Helsinki per i diritti umani ha pubblicato una dichiarazione che si oppone fortemente a tali azioni.

La crescente stigmatizzazione, anche da parte dei membri del partito di governo Law and Justice, così come l'incidenza della violenza contro le comunità LGBTQI hanno contribuito ad abbassare notevolmente lo standard europeo di protezione dei diritti LGBTQI in Polonia. Questa situazione allarmante ha indotto il Comitato Helsinki per i diritti umani (HFHR) polacco a pubblicare una dichiarazione di condanna di tali comportamenti discriminatori e del ricorso alla violenza.

Dichiarazione del Comitato Helsinki per i diritti umani

Il Comitato Helsinki per i diritti umani è fortemente contraria agli attacchi contro le persone LGBTQI, attacchi che negli ultimi mesi in Polonia sono in costante aumento nell’ambito pubblico.

Non ci sono sforzi per aumentare il livello di protezione dei diritti LGBTQI, il che, unito all'intensificarsi di un’esposizione negativa ed esclusiva e spesso ad un’insufficiente protezione contro gli attacchi fisici, ci porta alla conclusione che lo Stato polacco sta attualmente perseguendo una politica ostile alle persone non eterosessuali.

Da diversi anni ormai, il livello di protezione dei diritti LGBTQI è molto inferiore a quello di altri Stati membri dell'UE. La legge polacca non riconosce i crimini di odio motivati dall'omofobia e non sono riconosciuti nemmeno i diritti delle persone LGBTQI per quanto riguarda i matrimoni o le unioni. Negli ultimi quattro anni, ci siamo preoccupati per le azioni intraprese dai funzionari governativi per limitare ulteriormente i diritti delle persone LGBTQI, comprese le azioni dell'ufficio del Procuratore generale polacco per partecipare al procedimento relativo a tali diritti (come il rilascio di certificati dell'ufficio del registro necessari per concludere un matrimonio all'estero).

Ci preoccupano anche i tentativi di limitare i diritti fondamentali garantiti dall'ordinamento giuridico polacco, in quanto si applicano alle persone LGBTQI, in particolare la libertà di riunione. I recenti avvenimenti nella città di Białystok, dove si sono verificate diffuse violenze della mafia contro i partecipanti a una riunione legale e pacifica, dovrebbero indurre le autorità statali a introdurre una regolare educazione antidiscriminatoria e non a limitare le riunioni LGBTQI.

Riteniamo che le soluzioni adottate da alcuni enti locali polacchi, che proclamano che il loro "governo locale è libero dall'ideologia LGBT", siano incoerenti con la Costituzione polacca e con gli standard di tutela dei diritti umani derivanti dal diritto internazionale. Esse portano ad un'ulteriore stigmatizzazione ed esclusione delle persone LGBTQI e alla brutalizzazione della vita pubblica in Polonia. Condividiamo l'opinione di altre organizzazioni per la parità di trattamento, che le suddette soluzioni espongono le persone LGBTQI a pericoli e ad ulteriori attacchi.

Dall'inizio del 2019, c'è stato un aumento delle dichiarazioni dei politici del partito di governo Law and Justice in Polonia che condanna e stigmatizza le comunità LGBTQI. Ci opponiamo fermamente all'uso di qualsiasi dichiarazione che, stigmatizzando le persone LGBTQI, serve ad ampliare il capitale politico. Ricordiamo che l'atmosfera di crescente consenso agli attacchi e alle dichiarazioni aggressive porta a una vera e propria violenza. A questo proposito, la Russia, dove il numero di crimini omofobici è raddoppiato in seguito all'introduzione di una legge contro le LGBTQI può servire da esempio allarmante.

Riteniamo che l'iniziativa di un settimanale polacco di apporre un adesivo "zona franca LGBT" alla sua recente edizione sia profondamente dispregiativa e incompatibile con gli standard della discussione democratica. Queste pratiche riportano alla memoria le pagine più oscure della storia, quando la stigmatizzazione di interi gruppi sociali ha portato a crimini inimmaginabili.

Riconosciamo che i diritti LGBTQI sono diritti umani. Dichiariamo la nostra assistenza legale agli individui LGBTQI che sono stati o saranno in futuro danneggiati da politiche statali oppressive. Allo stesso tempo, dichiariamo la nostra solidarietà alle persone che lavorano nelle ONG che si occupano dei diritti delle persone LGBTQI. Queste organizzazioni, sia centrali che locali, corrono il pericolo di ulteriori minacce e attacchi. E' un esame per la società democratica polacca per garantire la loro sicurezza e libertà d'azione.