La Polonia deve fermare l'istituzionalizzazione di persone incapaci contro la loro volontà

I giudici di Strasburgo hanno accettato una dichiarazione unilaterale del governo polacco di aver commesso un altro caso di istituzionalizzazione di una persona incapace contro la sua volontà.

Il governo ha ammesso la violazione della Convenzione Europea dei Diritti Umani nel recente caso di un uomo affetto da schizofrenia che ha vissuto 19 anni in una casa di cura contro la sua volontà.

Il governo ammette le sue colpe

Nella sua denuncia, Jan Adam* ha sottolineato che la decisione di metterlo nella casa di cura ha costituito una privazione illegale della sua libertà. Inoltre, il ricorrente ha lamentato che per 9 anni, periodo in cui è stato completamente incapace, non ha potuto presentarsi al tribunale per chiedere il trasferimento dalla casa di cura.

Nella sua dichiarazione, il governo ha ammesso che la detenzione del ricorrente ha costituito una violazione della Convenzione Europea dei Diritti Umani e che, essendo l’uomo legalmente inabile, non ha avuto accesso ad alcun tipo di rimedio giuridico e non ha potuto provare a contestare la decisione di metterlo in una casa di cura. Inoltre, il governo ha dichiarato che avrebbe erogato ad Adam 20.000 PLN (circa 4.700 euro) come forma di risarcimento.

Il caso è stato portato davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani dal Programma di Strategic Litigation di HFHR.

Incostituzionale

Si tratta di un altro caso relativo all’internamento di una persona incapace in una casa di cura che viene portato dinanzi alla Corte di Strasburgo e in cui è stata coinvolta HFHR. Nel 2012 la Corte Europea dei Diritti Umani (Corte EDU) ha dichiarato che la collocazione di Jan Nowak in una casa di cura unitamente al fatto che egli era stato privato di qualsiasi possibilità di fare ricorso giurisdizionale per richiedere una revisione dei termini del suo internamento, ha costituito una violazione dell'articolo 5 della Convenzione Europea dei Diritti Umani (diritto alla libertà personale).
Nel giugno del 2016, il Tribunale costituzionale ha considerato i regolamenti incostituzionali.

E’ tempo di cambiare la legge

A metà settembre 2017 è stata presentato al Parlamento il progetto di emendamento della legge sulla protezione mentale che darebbe attuazione alle recenti sentenze della Corte EDU e del Tribunale costituzionale. L'emendamento stabilisce che le persone costrette a soggiornare in una casa di cura, anche se completamente inabili, possono richiedere al tribunale di verificare la validità della decisione relativa all’internamento.

"Grazie all'emendamento alla legge sulla tutela della salute mentale, esiste l'opportunità che casi come quelli del signor Adam e del signor Nowak non debbano più essere portati dinanzi alla Corte EDU. Speriamo che in futuro esista un meccanismo efficace che possa mettere anche le persone completamente inabili nelle condizioni di impugnare la decisione di essere internati. E’ da diversi anni che chiediamo di modificare questi regolamenti ", ha dichiarato Katarzyna Wiśniewska, avvocato di HFHR.

*I nomi sono stati cambiati per questo articolo