'Legge sulle ONG': commissione avvia procedura legale contro Ungheria

I nuovi requisiti di registrazione, rendicontazione e trasparenza previsti dalla “legge ungherese sulle ONG” violano i diritti fondamentali UE e le regole sulla libera circolazione di capitali.

“Organizzazioni supportate dall'estero” è la dicitura con cui alcune categorie di ONG che ricevono oltre 24.000 euro (7.2 milioni di fiorini ungheresi) all'anno in donazioni da paesi esteri dovranno registrarsi ai sensi della legge ungherese che introduce nuovi obblighi, restrizioni e sanzioni per le organizzazioni della società civile. La legge, che prende spunto dagli esempi russo e israeliano ed è stata accompagnata da campagne denigratorie contro le ONG, è stata approvata il 13 giugno.

Liberties, insieme ai suoi partner e membri, chiede il ritiro della legge fin da quando è stata fatta circolare la prima bozza. Abbiamo incontrato parlamentari e altri ufficiali a Bruxelles e lanciato una petizione su Avaaz, seguita da varie dichiarazioni e da una lettera alla Commissione firmata da Liberties, Hungarian Civil Liberties Union e Hungarian Helsinki Committee. Abbiamo lavorato con i nostri partner anche per produrre una breve analisi sul fatto che il disegno di legge fosse in linea con le norme UE o meno. Nel frattempo, la Commissione, in un intervento insolitamente pro-attivo, ha criticato la legge prima che venisse approvata dal parlamento ungherese e, dopo la sua approvazione, ha subito avviato una procedura legale.

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Giovedì la Commissione ha avviato una procedura che porterà alla Corte di Giustizia Europea a meno che l'Ungheria non riportasse in tempi rapidi la nuova legge in linea con la normativa UE. Il governo Orbán ha 30 giorni per rispondere alla 'lettera di avviso formale' della Commissione. Un portavoce di Bruxelles ha detto alla stampa che “la Commissione ha riscontrato che le nuove disposizioni sulla registrazione, la rendicontazione e la trasparenza delle ONG violano la normativa UE e in particolare interferiscono con la libertà di associazione e il diritto alla protezione della vita privata e personale. Oltre a questo, costituisce un'ingiustificata e sproporzionata restrizione alla libertà di movimento dei capitali”.

Il primo Vice-Presidente Frans Timmermans ha dichiarato:

"La società civile è il vero motore delle nostre società democratiche e quindi non deve essere ingiustificatamente limitata nel suo lavoro. Abbiamo analizzato attentamente la nuova legge sulle ONG e siamo arrivati alla conclusione che non è conforme alla normativa UE. Ci aspettiamo che il governo ungherese si impegni in un dialogo per risolvere questa faccenda il prima possibile.”

Israel Butler, direttore del settore advocacy di Liberties, ha dichiarato:

"La decisione della commissione di avviare un procedimento legale è uno sviluppo molto positivo. Ma non è sufficiente. Il governo ungherese sta smantellando l'intera struttura dello stato volta a supportare la democrazia, lo stato di diritto e i diritti fondamentali fin dal 2010. La Commissione può risolvere questa situazione solo affrontandola nel suo insieme. Per far questo la Commissione deve attivare la procedura dello stato di diritto come ha fatto con la Polonia. Per questo è stato creato questo strumento. Affrontare una alla volta singole violazioni della normativa UE quando l'intero sistema è rotto è come cambiare le gomme a una macchina senza motore”.

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La Commissione ha deciso inoltre di passare alla seconda fase del procedimento legale contro il governo ungherese in merito alla legge sull'alta formazione che porta alla chiusura della Central European University di Budapest.